Diesel HVO e mobilità sostenibile: guida tecnica al biocarburante idrogenato, compatibilità motori e riduzione delle emissioni

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16 gennaio 2026, 7.39
Diesel-HVO
Nel dibattito sulla decarbonizzazione del settore trasporti, stretto tra l'elettrificazione e le scadenze europee del 2035, sta emergendo con forza un terzo attore: il Diesel HVO (Hydrotreated Vegetable Oil). Già presente in numerose stazioni di servizio italiane, spesso in forma pura (HVO100), questo vettore energetico rappresenta un'evoluzione sostanziale rispetto ai biodiesel tradizionali. Questo articolo analizza le specifiche tecniche, la compatibilità con il parco circolante e le implicazioni economiche e ambientali di questa alternativa al gasolio fossile.

Cos'è il Diesel HVO e come si differenzia dal biodiesel tradizionale

L'acronimo HVO sta per Hydrotreated Vegetable Oil (olio vegetale idrogenato). A differenza del biodiesel di prima generazione (FAME), ottenuto tramite esterificazione, l'HVO è prodotto attraverso un processo di idrogenazione catalitica.
Tecnicamente, si tratta di un combustibile paraffinico sintetico o da fonti rinnovabili. Le materie prime utilizzate non sono necessariamente oli vergini alimentari; la produzione attuale privilegia scarti organici, oli di frittura esausti e grassi animali, in un'ottica di economia circolare.
La differenza chimica è sostanziale:
  • Assenza di ossigeno: Il processo di idrogenazione rimuove l'ossigeno, rendendo il carburante più stabile e privo di carica batterica (eliminando il problema delle alghe nel serbatoio).
  • Alto numero di Cetano: Il Diesel HVO possiede un numero di cetano elevato (spesso superiore a 70, contro i 51 del Diesel standard), garantendo una combustione più efficiente e un avviamento a freddo facilitato.
  • Purezza: Essendo privo di aromatici e poliaromatici, riduce la fumosità allo scarico.

Compatibilità con i veicoli: la sigla XTL

Uno dei dubbi principali degli automobilisti riguarda la possibilità di utilizzare il Diesel HVO nei propri veicoli senza danneggiare il motore. Essendo un combustibile chimicamente simile al Diesel fossile ma con proprietà diverse, è fondamentale verificare l'omologazione.
La normativa europea di riferimento è la EN 15940. Sui portelloni del serbatoio delle auto moderne, la compatibilità è indicata dalla sigla XTL all'interno di un quadrato.
  • Veicoli di nuova generazione (Euro 6d in poi): La maggior parte dei costruttori (tra cui Gruppo Volkswagen, Toyota, Peugeot, Citroën, Ford, BMW) ha omologato i propri motori Diesel recenti per l'uso di HVO puro (HVO100).
  • Veicoli datati: Per i motori Euro 5 o Euro 6 più vecchi, non dotati di specifica omologazione XTL, l'utilizzo è tecnicamente possibile data la miscibilità del prodotto, ma i costruttori potrebbero non riconoscerne la garanzia. È imperativo consultare il libretto di uso e manutenzione o le dichiarazioni ufficiali della casa madre.

L'impatto ambientale: riduzione della CO2 "Well-to-Wheel"

Il principale punto di forza del Diesel HVO risiede nel bilancio delle emissioni. Sebbene allo scarico (Tank-to-Wheel) la CO2 emessa sia paragonabile a quella del Diesel fossile, il vantaggio si calcola sul ciclo di vita completo, ovvero "Well-to-Wheel" (dal pozzo alla ruota).
Utilizzando materie prime di scarto biogenico, la CO2 rilasciata durante la combustione è equivalente a quella assorbita dalle piante durante la loro vita, o comunque già presente nel ciclo del carbonio a breve termine. Studi di settore indicano che l'uso di HVO100 può portare a un abbattimento delle emissioni nette di CO2 fino al 90% rispetto al gasolio tradizionale. Inoltre, la natura chimica del carburante comporta una riduzione significativa di particolato fine e ossidi di azoto (NOx) locali.

Distribuzione e Prezzi in Italia

L'Italia è uno dei paesi europei all'avanguardia nella distribuzione di questo biocarburante, grazie alla conversione di diverse raffinerie in bioraffinerie. Il prodotto è disponibile presso numerose stazioni di servizio (in particolare quelle a marchio Eni con la denominazione HVOlution, ma anche Q8 e Tamoil) sia in miscela nel Diesel premium, sia come prodotto puro HVO100.
Sul fronte dei costi, il prezzo alla pompa del Diesel HVO puro è generalmente allineato o leggermente superiore a quello del gasolio standard, sebbene periodiche campagne promozionali lo abbiano talvolta reso più economico per incentivarne la diffusione. La logistica non richiede modifiche infrastrutturali: l'HVO utilizza le stesse cisterne e pompe del gasolio fossile, facilitando una rapida penetrazione nel mercato.

Una soluzione ponte o definitiva?

Mentre l'Europa spinge verso l'elettrico puro, il Diesel HVO si posiziona come una soluzione pragmatica per la decarbonizzazione immediata del parco circolante esistente e per i settori "hard-to-abate", come il trasporto pesante su gomma, dove le batterie non offrono ancora densità energetiche sufficienti. La sua capacità di abbattere le emissioni senza richiedere la rottamazione del veicolo lo rende un tassello cruciale nella strategia di transizione energetica dei prossimi decenni.
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