Ci sono posti in Italia che non ti aspetti. Dogliani è uno
di questi: quattromila abitanti, le colline delle Langhe tutt'intorno,
patrimonio UNESCO, e ogni anno a fine maggio una concentrazione di volti noti
della televisione italiana che trasforma le sue piazze in qualcosa di difficile
da spiegare a chi non c'è mai stato. È qui che si tiene il Festival della TV,
arrivato quest'anno alla sua 15ª edizione con un tema che non lascia
spazio all'ambiguità: "Dialoghi Coraggiosi".
Tre giorni, oltre cento ospiti, 49 incontri distribuiti
nelle piazze del centro storico. Un confronto aperto tra generazioni e
linguaggi che attraversa la televisione classica fino ai creator digitali, con
la consapevolezza che il modo in cui raccontiamo le storie è cambiato, sta
cambiando, e continuerà a farlo.
FIAT è Main Partner dell'evento, e non
solo come presenza istituzionale. La
Nuova 500 Hybrid e la
Grande
Panda erano esposte nelle piazze del festival come simboli di un'italianità
capace di rinnovarsi senza tradire sé stessa, lo stesso filo che percorre tutta
l'edizione.
Il Premio alla Carriera e Gerry Scotti
Il momento più atteso della prima serata è stato l'incontro
in Piazza Umberto I tra Gerry Scotti e la storica critica televisiva Alessandra
Comazzi, che si è concluso con l'assegnazione del Premio FIAT alla
Carriera al conduttore milanese da parte del direttore marketing di FIAT
e Abarth Alessandro Musumeci. Una scelta che non è casuale: quarant'anni di
televisione, un rapporto con il pubblico fondato su familiarità e
accessibilità, la capacità di reinventarsi restando riconoscibile. Valori che
FIAT riconosce come propri e che, non a caso, accomunano Scotti alla 500 e alla
Panda, due icone che generazione dopo generazione non hanno mai smesso di
sorprendere. Del resto, il legame tra Scotti e il marchio torinese ha anche una
storia concreta: lo scorso anno la Grande Panda è stata il superpremio
ufficiale de "La Ruota della Fortuna".
Quattro chiacchiere con Gerry: dalla 500 color topo alla 500 elettrica
A margine della serata ho avuto la possibilità di scambiare
qualche parola con Scotti, partendo da una domanda semplice: che valore dai
alla macchina?
La risposta è stata immediata. "Nella mia generazione
la macchina ha significato diventare grandi, indipendenti. Era un simbolo di
libertà." Il primo ricordo è una 500 color topo di terza mano,
neanche seconda, che lo ha accompagnato dai 18 ai 21 anni. Poi la vita ha preso
un'altra piega. "Ho avuto la possibilità di guidare le auto più belle e
veloci — la mia auto di riferimento è una tedesca sportiva che accendo ogni
tanto e poi rimetto sotto il telone." Ma l'auto con cui si muove nel tempo
libero adesso è tutt'altra cosa: la 500 elettrica. "Per uno che le
ha avute tutte è un'emozione. Se potete provatela, non ne potrete più fare a
meno."
Il Fiat Qubo L: anteprima su strada per i giornalisti
Per noi giornalisti invitati da FIAT gli spostamenti erano
affidati al Fiat Qubo L. Un dettaglio sicuramente non banale, perché il
modello presentato al Salone di Bruxelles a gennaio non è ancora nelle
concessionarie e averlo come mezzo di servizio tra le strade delle Langhe è
stata, di fatto, una prima prova su strada non ufficiale. Multispazio compatta
disponibile in versione a 5 o 7 posti, con motorizzazioni diesel, benzina ed
elettrica, il Qubo L riporta in vita un nome storico con una proposta concreta
e versatile. Tra i tornanti e i borghi delle colline piemontesi ha fatto quello
che doveva fare, senza fronzoli. Ci sarà modo di approfondire.
Una storia che si chiude dove era cominciata
Alla fine, quello che resta di questa serata a Dogliani è
un'immagine precisa: un uomo che ha attraversato quarant'anni di televisione
italiana e che, quando gli chiedi della macchina, torna istintivamente a una
500 color topo di terza mano. Poi guarda avanti e ti dice che la 500 elettrica
è un'emozione che non ti aspetti. In mezzo, una vita intera. È esattamente la
stessa storia che FIAT racconta da decenni: cambiare tutto per restare sé
stessi. Poche cose, nel mondo dell'automobile, riescono a farlo con questa
naturalezza.