Nonostante la recente tregua in Medio Oriente abbia fatto
scivolare al ribasso le quotazioni internazionali del greggio, gli
automobilisti italiani continuano a pagare il pieno a caro prezzo. L'Unione
Nazionale Consumatori (UNC) ha lanciato un duro atto d'accusa contro i
distributori, definendo "illusori" i cali registrati alla pompa nelle
ultime due settimane e chiedendo un intervento governativo straordinario.
I numeri della sproporzione: sconti col contagocce
L'analisi incrociata tra il costo della materia prima e i
dati ufficiali forniti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit)
evidenzia un forte squilibrio. A fronte di un barile WTI sceso a 72,66
dollari e di un Brent quotato a 76,48 dollari, le tariffe al
dettaglio hanno subìto correzioni minime, mantenendo il gasolio sulla rete
autostradale ancorato sopra la soglia psicologica dei 2 euro al litro.
Prendendo in esame il periodo compreso tra il 9 giugno
(giorno precedente all'inizio della flessione) e il 24 giugno 2026, i ribassi
in modalità self service si rivelano del tutto marginali:
- Gasolio
in autostrada: è passato da 2,101 euro a 2,001 euro al litro (-4,76%),
per un risparmio effettivo di appena 10 centesimi.
- Benzina
in autostrada: è passata da 2,010 euro a 1,917 euro (-4,63%),
registrando un calo di soli 9,3 centesimi.
- Rete
viaria ordinaria: andamento speculare, con riduzioni del 4,70% per la
benzina e del 5,20% per il Diesel.
In termini pratici, la flessione dei prezzi in quindici
giorni si traduce in un risparmio su un pieno da 50 litri che oscilla tra i
4,50 e i 5,25 euro. Un ritmo di ribasso inferiore a un centesimo al giorno: un
dato giudicato del tutto inadeguato rispetto all'andamento del mercato
internazionale.
L'appello a Salvini per un intervento sulle compagnie petrolifere
Il presidente dell'UNC, Massimiliano Dona, ha descritto la
dinamica attuale come "una presa in giro" e "una vergogna"
per i consumatori. "Saremmo al quindicesimo giorno consecutivo di
riduzioni, ma se la flessione è ridicola c'è poco da essere soddisfatti",
ha precisato Dona.
La critica dell'associazione si sposta poi sul piano
istituzionale, denunciando l'inazione del Ministro delle Imprese e del Made in
Italy, Adolfo Urso, ritenuto poco sensibile al tema del caro-carburanti. Da qui
scaturisce l'appello diretto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo
Salvini.
La richiesta dell'UNC è netta: il leader della Lega dovrebbe
assumere nuovamente l'iniziativa, come già accaduto in passato, e convocare in
via d'urgenza i vertici delle compagnie petrolifere. L'obiettivo è attuare una
forte moral suasion per imporre un rapido allineamento tra il reale
valore del greggio e i prezzi esposti ai distributori italiani, garantendo un
respiro reale ai bilanci degli automobilisti.