Crolla il petrolio ma il Diesel in autostrada resta a 2 euro: i veri numeri sui "finti cali" dei carburanti

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24 giugno 2026, 16.19
benzina nel diesel cosa fare scaled
Nonostante la recente tregua in Medio Oriente abbia fatto scivolare al ribasso le quotazioni internazionali del greggio, gli automobilisti italiani continuano a pagare il pieno a caro prezzo. L'Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha lanciato un duro atto d'accusa contro i distributori, definendo "illusori" i cali registrati alla pompa nelle ultime due settimane e chiedendo un intervento governativo straordinario.

I numeri della sproporzione: sconti col contagocce

L'analisi incrociata tra il costo della materia prima e i dati ufficiali forniti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) evidenzia un forte squilibrio. A fronte di un barile WTI sceso a 72,66 dollari e di un Brent quotato a 76,48 dollari, le tariffe al dettaglio hanno subìto correzioni minime, mantenendo il gasolio sulla rete autostradale ancorato sopra la soglia psicologica dei 2 euro al litro.
Prendendo in esame il periodo compreso tra il 9 giugno (giorno precedente all'inizio della flessione) e il 24 giugno 2026, i ribassi in modalità self service si rivelano del tutto marginali:
  • Gasolio in autostrada: è passato da 2,101 euro a 2,001 euro al litro (-4,76%), per un risparmio effettivo di appena 10 centesimi.
  • Benzina in autostrada: è passata da 2,010 euro a 1,917 euro (-4,63%), registrando un calo di soli 9,3 centesimi.
  • Rete viaria ordinaria: andamento speculare, con riduzioni del 4,70% per la benzina e del 5,20% per il Diesel.
In termini pratici, la flessione dei prezzi in quindici giorni si traduce in un risparmio su un pieno da 50 litri che oscilla tra i 4,50 e i 5,25 euro. Un ritmo di ribasso inferiore a un centesimo al giorno: un dato giudicato del tutto inadeguato rispetto all'andamento del mercato internazionale.

L'appello a Salvini per un intervento sulle compagnie petrolifere

Il presidente dell'UNC, Massimiliano Dona, ha descritto la dinamica attuale come "una presa in giro" e "una vergogna" per i consumatori. "Saremmo al quindicesimo giorno consecutivo di riduzioni, ma se la flessione è ridicola c'è poco da essere soddisfatti", ha precisato Dona.
La critica dell'associazione si sposta poi sul piano istituzionale, denunciando l'inazione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ritenuto poco sensibile al tema del caro-carburanti. Da qui scaturisce l'appello diretto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.
La richiesta dell'UNC è netta: il leader della Lega dovrebbe assumere nuovamente l'iniziativa, come già accaduto in passato, e convocare in via d'urgenza i vertici delle compagnie petrolifere. L'obiettivo è attuare una forte moral suasion per imporre un rapido allineamento tra il reale valore del greggio e i prezzi esposti ai distributori italiani, garantendo un respiro reale ai bilanci degli automobilisti.
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