Ricarica in 10 minuti e batterie immerse nel liquido: la tecnologia di Shell che vuole rivoluzionare le auto elettriche

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24 giugno 2026, 16.26
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Shell fa il suo ingresso nel mondo della mobilità a zero emissioni non come costruttore di automobili, ma come pioniere nello sviluppo di componenti tecnici avanzati. In collaborazione con l'azienda ingegneristica britannica RML, il colosso dell'energia ha presentato la "Triple10 Challenge", un prototipo di auto elettrica progettato per testare un innovativo sistema di raffreddamento del powertrain. Sebbene la vettura non sia destinata alla produzione in serie, la tecnologia che nasconde sotto la scocca promette di risolvere uno dei principali limiti delle auto a batteria: i tempi di ricarica.

Il progetto Triple10: l'efficienza come regola

La vettura laboratorio sviluppata da Shell e RML è una compatta a cinque porte che basa il suo intero sviluppo su tre traguardi fondamentali, da cui deriva il nome "Triple10":
  • Raggiungere un consumo medio di efficienza pari a 10 km/kWh.
  • Garantire una ricarica rapida in appena 10 minuti.
  • Mantenere un'impronta di carbonio totale limitata a 10 tonnellate di CO2 per l'intero ciclo di vita dell'auto.
A sottolineare l'anima sperimentale del veicolo, il telaio è stato realizzato utilizzando alluminio riciclato, mentre fibra di carbonio rigenerata è stata impiegata per la costruzione del tetto e dei cerchi. La casa non ha diffuso dati tecnici relativi a coppia, potenza o autonomia complessiva, focalizzando l'attenzione esclusivamente sull'efficienza termica.

Il cuore dell'innovazione: il raffreddamento immersivo

Il fulcro tecnologico della Triple10 è un pacco batterie da 32 kWh netti, la cui architettura differisce profondamente dagli standard attuali. Le celle cilindriche che compongono l'accumulatore sono letteralmente immerse in un liquido non conduttivo sviluppato appositamente da Shell.
Questo approccio, definito "raffreddamento immersivo", consente al fluido di entrare a diretto contatto con le celle. Rispetto ai sistemi di raffreddamento convenzionali, in cui il liquido scorre all'interno di condotti separati, l'immersione garantisce una distribuzione della temperatura molto più uniforme. Una gestione termica così precisa permette di controllare in modo ottimale le fasi più stressanti per la batteria, come il recupero di energia in frenata e, soprattutto, la ricarica ad altissima potenza. Durante i test, la Triple10 ha dimostrato di poter accettare potenze di ricarica fino a 175 kW, passando dal 10% all'80% di autonomia in soli 10 minuti.

Un unico fluido per semplificare l'architettura

Oltre all'immersione delle celle, il progetto si distingue per la razionalizzazione dell'intero ecosistema termico dell'auto. Shell ha progettato il sistema in modo che lo stesso fluido venga utilizzato per raffreddare contemporaneamente le batterie, il motore elettrico e l'elettronica di bordo.
Il funzionamento si basa su un preciso equilibrio termodinamico: gli accumulatori portano il liquido a una temperatura di circa 50 gradi, che risulta comunque sufficientemente bassa per raffreddare il motore e l'elettronica, componenti che per loro natura operano a temperature decisamente superiori. Questa architettura centralizzata porta due vantaggi immediati:
  • Riduzione di massa e complessità: diminuiscono i componenti necessari per i vari circuiti di raffreddamento.
  • Manutenzione agevolata: le celle della batteria risultano più accessibili, in quanto non necessitano di essere avvolte da complessi materiali termici strutturali.

Le prospettive industriali

Il raffreddamento immersivo rappresenta una delle frontiere tecnologiche più interessanti per il futuro della mobilità elettrica, offrendo soluzioni concrete all'esigenza di ricariche sempre più veloci. Tuttavia, sebbene centri di ricerca e diversi fornitori stiano esplorando idee simili, la tecnologia è ancora considerata di nicchia.
La sua applicazione su larga scala richiede infatti una radicale riprogettazione sia dei pacchi batteria sia delle linee di assemblaggio. Per questo motivo, l'obiettivo primario di Shell con la Triple10 non è la produzione di automobili, ma lo sviluppo intensivo e la futura industrializzazione del fluido termico, preparandosi a fornire la tecnologia ai grandi costruttori quando il mercato sarà pronto per questo salto ingegneristico.
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