Caos Autovelox, da maggio potrebbero spegnere i tutor in Autostrada

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05 febbraio 2026, 15.45
sistema tutor sull'autostrada italiana, si vede un cartello luminoso e una scritta che avvisano della presenza del tutor
L'allarme del Codacons: il nuovo decreto sulle omologazioni potrebbe spegnere oltre 2.500 dispositivi. A rischio non solo le macchinette cittadine ma anche i sistemi Tutor e Vergilius che hanno dimezzato i morti sulla rete autostradale.
Maggio potrebbe segnare uno spartiacque decisivo per la viabilità italiana, ma non nel modo in cui molti speravano. Quello che si profila all'orizzonte è un vero e proprio "blackout" dei controlli elettronici della velocità. A lanciare l'allarme è il Codacons, che dipinge uno scenario di caos amministrativo e legale imminente: a causa del nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) sull'omologazione, la maggior parte degli occhi elettronici d'Italia rischia di dover essere spenta.

La "tagliola" del Ministero: sopravvive solo 1 su 3

Il nodo della questione è tecnico ma dalle conseguenze pratiche devastanti: la distinzione tra "approvazione" e "omologazione". Il nuovo decreto, atteso in vigore per fine maggio (salvo stop da Bruxelles), impone requisiti stringenti che la maggior parte dei dispositivi attuali non possiede. I numeri diffusi dal Codacons sono impietosi: su 3.873 apparecchi censiti dagli enti locali nella nuova piattaforma telematica, ben 2.591 sono a rischio spegnimento. Solo 1.282 dispositivi sembrano avere le carte in regola per superare la "tagliola" ministeriale. Tutti gli altri? Dovranno essere disattivati in attesa di nuove verifiche, lasciando scoperte migliaia di chilometri di strade.

Tremano anche i Tutor in Autostrada

La notizia più clamorosa riguarda la rete autostradale. Finora si pensava che il problema riguardasse solo i piccoli comuni "furbetti", ma il Codacons avverte: i paletti sull'omologazione coinvolgono anche i sistemi Tutor e Vergilius. Si tratta di tecnologie che hanno cambiato la storia della sicurezza stradale in Italia. I dati snocciolati dall'associazione sono inequivocabili: dal 2002 al 2024, sulle autostrade italiane i morti sono crollati del 68% (da 801 a 256 l'anno) e i feriti del 44%, proprio grazie al controllo capillare della velocità media. Spegnere questi sistemi significherebbe fare un salto nel buio di vent'anni.

Il dilemma dei Comuni: ricorsi o incidenti?

Da maggio, Sindaci e amministratori locali si troveranno tra l'incudine e il martello:
  1. Se mantengono accesi i dispositivi non omologati: Si espongono a una valanga di ricorsi da parte degli automobilisti. Ricorsi che, con le nuove norme, sarebbero quasi certamente vinti dai cittadini, costringendo i Comuni a pagare ingenti spese legali e rischiando accuse di danno erariale davanti alla Corte dei Conti.
  2. Se spengono tutto: Rinunciano all'effetto deterrente, con il rischio concreto di vedere risalire verticalmente il numero di incidenti e feriti sulle proprie strade.

Un equilibrio fallito

La sintesi del Codacons è amara: l'Italia non è riuscita a trovare un punto di caduta accettabile tra due diritti sacrosanti. Da un lato il diritto degli automobilisti alla certezza della sanzione (che non deve essere usata solo per "fare cassa"), dall'altro il dovere dello Stato di garantire la sicurezza stradale. Il risultato? Un'estate 2026 che si preannuncia caldissima non solo per le temperature, ma per la giungla di ricorsi e polemiche che sta per investire le nostre strade.
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