L'allarme del Codacons: il nuovo decreto sulle
omologazioni potrebbe spegnere oltre 2.500 dispositivi. A rischio non solo le
macchinette cittadine ma anche i sistemi Tutor e Vergilius che hanno dimezzato
i morti sulla rete autostradale.
Maggio potrebbe segnare uno spartiacque decisivo per la
viabilità italiana, ma non nel modo in cui molti speravano. Quello che si
profila all'orizzonte è un vero e proprio "blackout" dei controlli
elettronici della velocità. A lanciare l'allarme è il Codacons, che dipinge
uno scenario di caos amministrativo e legale imminente: a causa del nuovo
decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT)
sull'omologazione, la maggior parte degli occhi elettronici d'Italia rischia di
dover essere spenta.
La "tagliola" del Ministero: sopravvive solo 1 su 3
Il nodo della questione è tecnico ma dalle conseguenze
pratiche devastanti: la distinzione tra "approvazione" e
"omologazione". Il nuovo decreto, atteso in vigore per fine maggio
(salvo stop da Bruxelles), impone requisiti stringenti che la maggior parte dei
dispositivi attuali non possiede. I numeri diffusi dal Codacons sono impietosi:
su 3.873 apparecchi censiti dagli enti locali nella nuova piattaforma
telematica, ben 2.591 sono a rischio spegnimento. Solo 1.282
dispositivi sembrano avere le carte in regola per superare la
"tagliola" ministeriale. Tutti gli altri? Dovranno essere disattivati
in attesa di nuove verifiche, lasciando scoperte migliaia di chilometri di
strade.
Tremano anche i Tutor in Autostrada
La notizia più clamorosa riguarda la rete autostradale.
Finora si pensava che il problema riguardasse solo i piccoli comuni
"furbetti", ma il Codacons avverte: i paletti sull'omologazione
coinvolgono anche i sistemi Tutor e Vergilius. Si tratta di
tecnologie che hanno cambiato la storia della sicurezza stradale in Italia. I
dati snocciolati dall'associazione sono inequivocabili: dal 2002 al 2024, sulle
autostrade italiane i morti sono crollati del 68% (da 801 a 256 l'anno)
e i feriti del 44%, proprio grazie al controllo capillare della velocità media.
Spegnere questi sistemi significherebbe fare un salto nel buio di vent'anni.
Il dilemma dei Comuni: ricorsi o incidenti?
Da maggio, Sindaci e amministratori locali si troveranno tra
l'incudine e il martello:
- Se
mantengono accesi i dispositivi non omologati: Si espongono a una
valanga di ricorsi da parte degli automobilisti. Ricorsi che, con le nuove
norme, sarebbero quasi certamente vinti dai cittadini, costringendo i
Comuni a pagare ingenti spese legali e rischiando accuse di danno
erariale davanti alla Corte dei Conti.
- Se
spengono tutto: Rinunciano all'effetto deterrente, con il rischio
concreto di vedere risalire verticalmente il numero di incidenti e feriti
sulle proprie strade.
Un equilibrio fallito
La sintesi del Codacons è amara: l'Italia non è riuscita a
trovare un punto di caduta accettabile tra due diritti sacrosanti. Da un lato
il diritto degli automobilisti alla certezza della sanzione (che non
deve essere usata solo per "fare cassa"), dall'altro il dovere dello
Stato di garantire la sicurezza stradale. Il risultato? Un'estate 2026
che si preannuncia caldissima non solo per le temperature, ma per la giungla di
ricorsi e polemiche che sta per investire le nostre strade.