Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha
firmato il tanto atteso decreto volto a regolamentare le procedure di
omologazione, verifica e taratura, sia iniziali sia periodiche, dei dispositivi
di accertamento dei limiti di velocità. Il provvedimento, siglato dal ministro
Matteo Salvini, punta a fare chiarezza in un settore da mesi paralizzato
dall'incertezza giuridica, sebbene le associazioni dei consumatori sottolineino
come la misura arrivi con un pesante ritardo temporale.
Il verdetto di Assoutenti: quasi tre dispositivi su quattro sono irregolari
L'impatto del nuovo decreto sulla rete di monitoraggio
stradale italiana sarà massiccio. Secondo i dati diffusi da Assoutenti,
attualmente ben il 71% degli autovelox installati sul territorio nazionale
e censiti nella piattaforma ufficiale del Mit risulta non a norma sul fronte
dell'omologazione.
Per sanare questa situazione e rimettere in funzione i
dispositivi nella piena legalità, il testo introduce un iter specifico,
differenziato a seconda dell'anzianità dell'apparecchio:
- Apparecchi
approvati prima del 2017: Per questi dispositivi scatta l'obbligo di
test tecnici, tarature e verifiche di funzionalità approfondite per
ottenerne la validità.
- Procedura
semplificata: Gli enti locali e i produttori già in possesso della
documentazione tecnica necessaria potranno presentare i documenti
integrativi direttamente al Ministero.
- Tempi
di risposta: Una volta inviata la richiesta, il Mit avrà a
disposizione 60 giorni di tempo per esprimersi e concedere il via libera
definitivo all'omologazione.
"I Comuni non avranno più scuse e se vorranno
continuare a utilizzare gli autovelox dovranno adeguarsi ai nuovi criteri"
ha commentato Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, evidenziando come
l'iter permetterà finalmente di riattivare i controlli nel rispetto delle
regole.
Codacons: "Un ritardo che ha colpito sicurezza e casse comunali"
Il Codacons ha espresso un parere favorevole sul contenuto
del decreto, muovendo tuttavia una dura critica sui tempi di emanazione.
L'associazione ricorda come il blocco attuale sia l'effetto diretto della
sentenza della Corte di Cassazione di aprile 2024, che ha dichiarato nulle
tutte le sanzioni elevate tramite apparecchi semplicemente approvati ma privi
di omologazione.
Da quel momento si è aperto un vasto contenzioso legale tra
automobilisti e amministrazioni locali che ha incrinato il principio della
certezza delle sanzioni. Pur ribadendo che chi viola i limiti stradali e mette
a rischio le vite umane vada sanzionato con la massima severità, il Codacons
sottolinea che le multe devono necessariamente poggiare su basi legittime e su
strumenti conformi al Codice della Strada.
L'incertezza normativa prolungata ha generato due
conseguenze dirette sul sistema dei trasporti e della gestione pubblica:
- Calo
dei proventi: Nell'ultimo anno, i proventi derivanti dalle sanzioni
per eccesso di velocità nelle grandi città hanno registrato una flessione
del 9%.
- Ripercussioni
sulla sicurezza: Molti enti locali, nel tentativo di prevenire una
pioggia di ricorsi da parte degli automobilisti, hanno preferito spegnere
preventivamente i dispositivi non omologati, riducendo di fatto il
controllo preventivo sulle strade.