Caos Autovelox, c'è il decreto del Mit: ecco perché il 71% degli apparecchi in Italia è fuorilegge

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10 giugno 2026, 10.44
autovelox tutor taratura periodica 14
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha firmato il tanto atteso decreto volto a regolamentare le procedure di omologazione, verifica e taratura, sia iniziali sia periodiche, dei dispositivi di accertamento dei limiti di velocità. Il provvedimento, siglato dal ministro Matteo Salvini, punta a fare chiarezza in un settore da mesi paralizzato dall'incertezza giuridica, sebbene le associazioni dei consumatori sottolineino come la misura arrivi con un pesante ritardo temporale.

Il verdetto di Assoutenti: quasi tre dispositivi su quattro sono irregolari

L'impatto del nuovo decreto sulla rete di monitoraggio stradale italiana sarà massiccio. Secondo i dati diffusi da Assoutenti, attualmente ben il 71% degli autovelox installati sul territorio nazionale e censiti nella piattaforma ufficiale del Mit risulta non a norma sul fronte dell'omologazione.
Per sanare questa situazione e rimettere in funzione i dispositivi nella piena legalità, il testo introduce un iter specifico, differenziato a seconda dell'anzianità dell'apparecchio:
  • Apparecchi approvati prima del 2017: Per questi dispositivi scatta l'obbligo di test tecnici, tarature e verifiche di funzionalità approfondite per ottenerne la validità.
  • Procedura semplificata: Gli enti locali e i produttori già in possesso della documentazione tecnica necessaria potranno presentare i documenti integrativi direttamente al Ministero.
  • Tempi di risposta: Una volta inviata la richiesta, il Mit avrà a disposizione 60 giorni di tempo per esprimersi e concedere il via libera definitivo all'omologazione.
"I Comuni non avranno più scuse e se vorranno continuare a utilizzare gli autovelox dovranno adeguarsi ai nuovi criteri" ha commentato Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, evidenziando come l'iter permetterà finalmente di riattivare i controlli nel rispetto delle regole.

Codacons: "Un ritardo che ha colpito sicurezza e casse comunali"

Il Codacons ha espresso un parere favorevole sul contenuto del decreto, muovendo tuttavia una dura critica sui tempi di emanazione. L'associazione ricorda come il blocco attuale sia l'effetto diretto della sentenza della Corte di Cassazione di aprile 2024, che ha dichiarato nulle tutte le sanzioni elevate tramite apparecchi semplicemente approvati ma privi di omologazione.
Da quel momento si è aperto un vasto contenzioso legale tra automobilisti e amministrazioni locali che ha incrinato il principio della certezza delle sanzioni. Pur ribadendo che chi viola i limiti stradali e mette a rischio le vite umane vada sanzionato con la massima severità, il Codacons sottolinea che le multe devono necessariamente poggiare su basi legittime e su strumenti conformi al Codice della Strada.
L'incertezza normativa prolungata ha generato due conseguenze dirette sul sistema dei trasporti e della gestione pubblica:
  • Calo dei proventi: Nell'ultimo anno, i proventi derivanti dalle sanzioni per eccesso di velocità nelle grandi città hanno registrato una flessione del 9%.
  • Ripercussioni sulla sicurezza: Molti enti locali, nel tentativo di prevenire una pioggia di ricorsi da parte degli automobilisti, hanno preferito spegnere preventivamente i dispositivi non omologati, riducendo di fatto il controllo preventivo sulle strade.
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