Un'operazione delle Fiamme Gialle fa scattare i sigilli su
quattro vetture di inestimabile valore storico, tra cui una Lancia protagonista
alla Mille Miglia del 1927. Sotto la lente della Procura di Ivrea l'autenticità
dei telai e delle carrozzerie.
Quello che a un primo sguardo potrebbe sembrare il caveau di
un museo dell'automobilismo d'eccellenza, si è trasformato nel centro di una
delicata indagine giudiziaria. La Guardia di Finanza di Chivasso ha infatti
proceduto al sequestro di quattro automobili d'epoca di altissimo profilo,
rinvenute all'interno di un'officina del chivassese, legata in passato ai
locali storici della ex Carrozzeria Bertone.
Sull'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica
di Ivrea, vige il massimo riserbo investigativo. L'ipotesi al vaglio degli
inquirenti è che le vetture, pur dotate di certificazioni e destinate a
competizioni o aste prestigiose, possano non essere del tutto originali,
configurando così il sospetto di una sofisticata contraffazione di opere di
alto artigianato automobilistico.
Il tesoro su quattro ruote: i modelli sotto sequestro
Le automobili finite prima sui carri attrezzi e
successivamente in un deposito giudiziale specializzato della periferia
torinese rappresentano, se confermate nella loro autenticità, un patrimonio
motoristico da decine di milioni di euro. Nello specifico, i sigilli hanno
riguardato:
- Ferrari
Drogo 250 GT 2+2: Una vettura rarissima, celebre tra i collezionisti
per il suo telaio e la sua storia, capace di sfiorare valutazioni prossime
al milione di euro nelle aste internazionali.
- Ferrari
330 GT (Replica GTO): Un modello che, seppur dichiarato come replica
della celebre carrozzeria GTO del 1965, possiede un valore intrinseco
stimato oltre il mezzo milione di euro.
- Ferrari
Testarossa (Versione Barchetta): Il pezzo potenzialmente più pregiato
del lotto. I modelli originali di questa categoria, considerati capolavori
assoluti di design e tecnologia della casa di Maranello, vantano stime che
sul mercato internazionale possono oscillare tra i 30 e i 40 milioni di
dollari.
- Lancia
Lambda VII Serie: Considerata l'espressione più alta del genio
ingegneristico di Vincenzo Lancia. Questo specifico esemplare possiede un
enorme valore storico, essendo riconosciuta come l'auto acquisita da
Augusto Battaglini nel 1927 e con la quale lo stesso partecipò alla
storica Mille Miglia di quell'anno.
I nodi dell'inchiesta: la tutela dei marchi storici
Le vetture sono state trasferite in strutture adeguate per
consentire a periti e tecnici specializzati di effettuare indagini approfondite
su telai, motori e componenti delle carrozzerie. L'obiettivo è tracciare
l'esatta provenienza dei veicoli e svelare eventuali alterazioni o riproduzioni
non autorizzate.
La vicenda assume una rilevanza particolare nel settore
delle classic cars, un mercato in forte espansione in cui il confine tra
restauro conservativo, ricostruzione filologica e vera e propria contraffazione
è spesso materia di accesi dibattiti legali e tecnici. Case automobilistiche
come Ferrari, del resto, applicano protocolli rigidissimi, supportati dal
dipartimento Ferrari Classiche, per certificare l'autenticità dei propri
modelli storici e tutelare l'immagine e il blasone del "Cavallino
Rampante" dalle falsificazioni.
Si attende ora l'esito delle perizie tecniche, le quali
stabiliranno definitivamente se le fuoriserie di Chivasso siano gioielli
inestimabili della storia automobilistica italiana o, al contrario, magistrali
"falsi d'autore".