Ce ne accorgiamo tutti ogni volta che ci fermiamo al
distributore: i prezzi alla pompa sono tornati a correre. Le tensioni
geopolitiche internazionali hanno innescato una nuova fiammata, ma al di là
della percezione quotidiana, quali sono i numeri reali? Quanto pesa davvero
questo rincaro sui nostri portafogli rispetto a prima dell'inizio del
conflitto?
A fare i conti in tasca agli automobilisti è il Codacons,
che ha elaborato gli ultimi dati ufficiali forniti dal Ministero delle Imprese
e del Made in Italy (Mimit). Il quadro che ne emerge è critico, con una netta
differenza di impatto tra chi guida un'auto a gasolio e chi ne possiede una a
benzina.
I veri numeri del rincaro: il divario tra benzina e Diesel
L'analisi dei prezzi medi sulla rete italiana fotografa una
situazione in cui a subire il colpo più duro sono i possessori di veicoli
diesel, con il gasolio che ha ampiamente superato la soglia psicologica dei due
euro al litro.
Ecco l'impatto reale sul costo di un singolo pieno:
- Diesel
(Gasolio): Il prezzo medio ha raggiunto i 2,087 euro al litro.
Si tratta di un rincaro di 36,4 centesimi di euro rispetto a fine
febbraio, segnando un'impennata complessiva del +21,1%. Tradotto in
spesa viva, significa sborsare ben 18,2 euro in più per un singolo
pieno, con una stima di aggravio annuo che sfiora i 437 euro per
automobilista.
- Benzina:
La "verde" si attesta su una media di 1,853 euro al litro.
Seppur in aumento, la crescita è pari a circa la metà rispetto al diesel,
segnando un +10,8% dall'inizio del conflitto. In questo caso, il
costo extra per un pieno si aggira intorno ai 9 euro.
Il "tassametro" quotidiano: 16,5 milioni di euro al giorno
L'impatto di questi rincari non si limita al bilancio
familiare del singolo cittadino, ma rappresenta una vera e propria emorragia
finanziaria a livello di sistema Paese.
Stando ai calcoli dell'associazione dei consumatori,
considerando esclusivamente i rifornimenti effettuati lungo la rete ordinaria
(strade urbane, extraurbane e autostrade, escludendo quindi i consumi
industriali extra-rete), gli italiani stanno pagando complessivamente oltre
16,5 milioni di euro in più ogni singolo giorno. Una cifra enorme che
rischia di trasferirsi rapidamente a cascata sui costi della logistica, del
trasporto merci e, inevitabilmente, sui prezzi finali dei beni di largo consumo
sugli scaffali dei supermercati.
L'appello al Governo: il nodo delle accise
Mentre i costi di trasporto lievitano, l'attenzione si
sposta sulle possibili contromisure governative. Il Codacons ha espresso forte
preoccupazione, definendo il taglio immediato delle accise come l'"unica
misura utile per calmierare i listini ed evitare un disastro economico".
Il dibattito politico resta dunque focalizzato su come
intervenire per arginare la crisi: optare per un taglio generalizzato delle
imposte sui carburanti, o procedere con bonus mirati per le fasce di reddito
più basse e le categorie produttive più esposte. Nel frattempo, la spesa per
gli spostamenti quotidiani continua a salire.