Benzina e gasolio alle stelle: ma quanto sono aumentati realmente dall'inizio del conflitto?

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18 marzo 2026, 8.59
benzina
Ce ne accorgiamo tutti ogni volta che ci fermiamo al distributore: i prezzi alla pompa sono tornati a correre. Le tensioni geopolitiche internazionali hanno innescato una nuova fiammata, ma al di là della percezione quotidiana, quali sono i numeri reali? Quanto pesa davvero questo rincaro sui nostri portafogli rispetto a prima dell'inizio del conflitto?
A fare i conti in tasca agli automobilisti è il Codacons, che ha elaborato gli ultimi dati ufficiali forniti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Il quadro che ne emerge è critico, con una netta differenza di impatto tra chi guida un'auto a gasolio e chi ne possiede una a benzina.

I veri numeri del rincaro: il divario tra benzina e Diesel

L'analisi dei prezzi medi sulla rete italiana fotografa una situazione in cui a subire il colpo più duro sono i possessori di veicoli diesel, con il gasolio che ha ampiamente superato la soglia psicologica dei due euro al litro.
Ecco l'impatto reale sul costo di un singolo pieno:
  • Diesel (Gasolio): Il prezzo medio ha raggiunto i 2,087 euro al litro. Si tratta di un rincaro di 36,4 centesimi di euro rispetto a fine febbraio, segnando un'impennata complessiva del +21,1%. Tradotto in spesa viva, significa sborsare ben 18,2 euro in più per un singolo pieno, con una stima di aggravio annuo che sfiora i 437 euro per automobilista.
  • Benzina: La "verde" si attesta su una media di 1,853 euro al litro. Seppur in aumento, la crescita è pari a circa la metà rispetto al diesel, segnando un +10,8% dall'inizio del conflitto. In questo caso, il costo extra per un pieno si aggira intorno ai 9 euro.

Il "tassametro" quotidiano: 16,5 milioni di euro al giorno

L'impatto di questi rincari non si limita al bilancio familiare del singolo cittadino, ma rappresenta una vera e propria emorragia finanziaria a livello di sistema Paese.
Stando ai calcoli dell'associazione dei consumatori, considerando esclusivamente i rifornimenti effettuati lungo la rete ordinaria (strade urbane, extraurbane e autostrade, escludendo quindi i consumi industriali extra-rete), gli italiani stanno pagando complessivamente oltre 16,5 milioni di euro in più ogni singolo giorno. Una cifra enorme che rischia di trasferirsi rapidamente a cascata sui costi della logistica, del trasporto merci e, inevitabilmente, sui prezzi finali dei beni di largo consumo sugli scaffali dei supermercati.

L'appello al Governo: il nodo delle accise

Mentre i costi di trasporto lievitano, l'attenzione si sposta sulle possibili contromisure governative. Il Codacons ha espresso forte preoccupazione, definendo il taglio immediato delle accise come l'"unica misura utile per calmierare i listini ed evitare un disastro economico".
Il dibattito politico resta dunque focalizzato su come intervenire per arginare la crisi: optare per un taglio generalizzato delle imposte sui carburanti, o procedere con bonus mirati per le fasce di reddito più basse e le categorie produttive più esposte. Nel frattempo, la spesa per gli spostamenti quotidiani continua a salire.
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