Il mondo dell'automotive è storicamente un terreno fertile
per le dispute legate ai diritti di nomenclatura, e l'ultimo caso in ordine di
tempo vede contrapporsi due realtà di rilievo globale come
Ferrari e Mazda. Al
centro del dibattito vi è l'utilizzo del nome "Luce", scelto dalla
casa di Maranello per battezzare la sua prima vettura 100% elettrica (una GT
2+2 BEV).
Dopo le recenti rivendicazioni del costruttore giapponese —
che tra gli anni Sessanta e Novanta ha commercializzato un proprio modello
denominato, per l'appunto, Mazda Luce —, Ferrari ha rilasciato una risposta
ufficiale, chiarendo la propria posizione e smorzando le polemiche.
Le rassicurazioni di Maranello e la registrazione internazionale
Di fronte al polverone mediatico sollevato nei giorni
scorsi, i vertici del Cavallino Rampante si sono dichiarati
"tranquilli" circa la legittimità delle proprie operazioni. Ferrari,
infatti, afferma di detenere il pieno diritto di utilizzare il marchio a
livello internazionale.
Secondo quanto emerso, l'azienda italiana non ha agito con
leggerezza: prima di procedere con il deposito del nome, il reparto legale di
Maranello ha condotto ricerche approfondite sui registri internazionali.
L'esito di queste indagini non ha evidenziato alcun diritto attivo da parte di
terzi che potesse generare un conflitto di proprietà intellettuale.
La cronologia dei brevetti: il ritardo di Mazda
A rafforzare la posizione di Ferrari vi è una questione
prettamente temporale legata alla scadenza dei diritti. Fonti vicine
all'azienda modenese indicano che, al momento delle verifiche, i diritti di
Mazda sull'utilizzo commerciale del nome "Luce" risultavano ormai
scaduti.
La cronologia dei depositi presso gli uffici competenti
delinea un quadro piuttosto chiaro:
- 9
febbraio 2026: Ferrari procede con la registrazione ufficiale del
marchio a livello internazionale.
- 4
marzo 2026: Mazda deposita una nuova domanda per il marchio
"Luce", limitatamente al territorio del Giappone, nel probabile
tentativo di tutelare a posteriori il proprio patrimonio storico.
Questa discrepanza temporale suggerisce che l'intervento
della casa nipponica sia arrivato fuori tempo massimo per poter invalidare le
mosse di Maranello.
La strategia del nome composto e i precedenti storici
Un ulteriore scudo legale per il costruttore italiano
risiede nella formula esatta della registrazione: l'azienda ha brevettato la
dicitura "Ferrari Luce", e non la singola parola
"Luce". Si tratta di una strategia di tutela già adottata in passato
con successo, come nel caso della "Ferrari California", la cui
registrazione come parola singola avrebbe incontrato ostacoli insormontabili
legati alla toponomastica statunitense.
L'insieme di questi fattori legali e temporali traccia un
solco netto tra questa vicenda e altri celebri casi di omonimia nel settore
automobilistico. A differenza di quanto accaduto recentemente ad Alfa Romeo,
costretta a rinominare il modello "Milano" in "Junior" per
questioni legate alla territorialità della produzione, o allo storico caso di
Porsche, che dovette trasformare la "901" in "911" a
seguito di un reclamo di Peugeot sui numeri con lo zero centrale, il percorso
della prima elettrica di Maranello sembra essere al riparo da imprevisti. La
Ferrari Luce, a meno di clamorosi colpi di scena legali, manterrà il suo nome.