Dalla collaborazione tra il colosso di Armonk e
l'eccellenza emiliana nascono i "foundation model" basati sulla
fisica: le simulazioni aerodinamiche passano da ore a pochi secondi, aprendo
nuove frontiere per il motorsport e l'industria automobilistica.
Nel mondo delle competizioni motoristiche ad alte
prestazioni, il tempo non è solo una variabile sul cronometro, ma il limite
fisico entro cui l’ingegneria deve operare. In questo scenario, la partnership
annunciata oggi tra IBM e Dallara Group segna un punto di svolta
tecnologico: l’integrazione di modelli di Intelligenza Artificiale generativa
basati sulla fisica e l'esplorazione del calcolo quantistico per rivoluzionare
il processo di progettazione dei veicoli.
La sfida della fluidodinamica computazionale
Tradizionalmente, lo sviluppo aerodinamico di una vettura da
corsa si affida alla Fluidodinamica Computazionale (CFD). Si tratta di
simulazioni matematiche estremamente complesse che studiano come l'aria
interagisce con le superfici del veicolo. Sebbene accuratissimi, questi calcoli
sono onerosi: l'analisi di un singolo componente può richiedere ore, mentre lo
sviluppo di un'intera vettura può impegnare i supercomputer per mesi.
La collaborazione tra IBM e Dallara mira a superare questo
collo d'bottiglia. IBM ha sviluppato dei "foundation model"
specifici, addestrati sui dati proprietari di Dallara. A differenza dell'AI
tradizionale, questi modelli sono "physics-informed", ovvero
incorporano le leggi della fisica nei loro algoritmi, garantendo che i
risultati non siano solo statisticamente probabili, ma fisicamente coerenti.
Risultati preliminari: dai giorni ai minuti
I primi dati emersi dalla collaborazione sono significativi.
Testando la geometria del diffusore posteriore di un prototipo di classe Le
Mans (LMP2), il sistema di IBM ha prodotto risultati analoghi alla CFD
tradizionale in circa 10 secondi, contro le diverse ore normalmente
necessarie.
"I primi risultati mostrano il potenziale per ridurre i
tempi di simulazione aerodinamica da molte ore a pochi minuti", spiegano
le aziende. Questa accelerazione permette agli ingegneri di esplorare centinaia
di varianti geometriche nelle fasi iniziali di sviluppo, riservando la potenza
di calcolo tradizionale solo alla rifinitura finale.
Il salto nel Quantum Computing
Oltre all’intelligenza artificiale, la partnership guarda al
futuro prossimo attraverso il Quantum Computing. IBM e Dallara stanno
studiando come gli approcci quantistici e ibridi possano gestire turbolenze e
problemi aerodinamici complessi che oggi mettono a dura prova anche i cluster
di calcolo più avanzati. L'obiettivo è aumentare ulteriormente la fedeltà delle
simulazioni, rendendo il confine tra mondo virtuale e pista sempre più sottile.
Oltre il motorsport: efficienza e ambiente
Se le corse sono il laboratorio, l'applicazione industriale
è il mercato di destinazione. Fabrizio Arbucci, CIO di Dallara, ha
sottolineato come una progettazione aerodinamica più efficiente possa avere
ricadute cruciali sui veicoli passeggeri e nel settore aerospace. Una riduzione
della resistenza aerodinamica anche solo dell’1-2% potrebbe tradursi in un risparmio
globale di carburante e in una drastica riduzione delle emissioni di CO2.
Andrea Pontremoli, CEO di Dallara, ha commentato con
pragmatismo: "Le corse ci hanno insegnato che o si vince o si impara.
Questa collaborazione testimonia la nostra volontà di non smettere mai di
imparare, superando i limiti attuali dell'ingegneria".
Validazione scientifica
La solidità del progetto è supportata da contributi
accademici. I risultati preliminari si basano sul modello Gauge-Invariant
Spectral Transformers (GIST) sviluppato da IBM Research, già oggetto di
pubblicazioni su arXiv e presentato recentemente alla International
Conference on Learning Representations di Rio de Janeiro.
Con questa sinergia, IBM conferma il suo ruolo di leader
nell’AI applicata alla scienza, mentre Dallara si consolida come hub
tecnologico capace di tradurre l’innovazione teorica in prestazioni tangibili
su asfalto.