C'è qualcosa di quasi cinematografico nella storia di questa
Porsche 356. Un'auto iconica, parcheggiata un giorno del 1981 in un fienile
svizzero, e poi semplicemente dimenticata. Nessun restauro, nessuna vendita,
nessuna storia successiva. Solo polvere, ruggine e il tempo che passa. Fino a
marzo 2026, quando gli eredi del proprietario hanno aperto quelle porte e
l'hanno ritrovata esattamente dove era stata lasciata: con 62.520 km sul
contachilometri e oltre quattro decenni di abbandono addosso.
Il prossimo 30 maggio 2026, durante lo Swiss
Classic World di Lucerna, la casa d'aste Oldtimer Galerie la metterà
all'incanto senza riserva, con una stima compresa tra 30.000 e 40.000 euro.
La storia di un'auto che ha vissuto poco
La vettura è una
Porsche 356 B T6 Coupé,
immatricolata per la prima volta in Svizzera nel
luglio del 1963, ultimo
anno di produzione della 356, e caso rarissimo: la Casa di Stoccarda consegnò
in Svizzera
una sola unità di questo modello nell'ultimo anno di
produzione. Un esemplare unico per il mercato elvetico, quindi, che nel corso
degli anni passò tra le mani di diversi proprietari.
Nel 1976 l'ultimo acquirente decise di revisionare il
motore boxer da 1,6 litri raffreddato ad aria e di riverniciare la
carrozzeria di verde. Per qualche anno la utilizzò anche come auto
nuziale, guidandola con regolarità fino alla fine degli anni '70. Poi, nel 1981,
con 62.420 km all'attivo, la parcheggiò in un fienile. Dopo soli altri 100 km
percorsi, non la toccò più.
L'ultima annotazione sul libretto risale alla fine del 1981.
Da quel momento, il silenzio.
Quarantaquattro anni di polvere
Quando gli eredi hanno scoperto la coupé nel marzo 2026, le
condizioni erano quelle che ci si può immaginare: vernice saltata in
numerosi punti, ruggine diffusa sulla carrozzeria, qualche foro come
naturale conseguenza di decenni di conservazione tutt'altro che ideale. Quello
che sorprende, però, è lo stato degli interni: rimasti in condizioni
accettabili, quasi come se il tempo li avesse risparmiati. Un dettaglio che,
per chi valuta un restauro, non è secondario.
Il motore boxer da 90 CV è ovviamente fermo da
decenni e necessita di un intervento approfondito prima di poter tornare a
girare. Ma la meccanica c'è tutta, la storia è documentata e la provenienza è
certificata: elementi che nel mondo delle auto d'epoca valgono quasi quanto le
condizioni estetiche.
Un'icona della storia Porsche
La 356 non è semplicemente la prima Porsche di serie: è
l'auto che ha definito il carattere del marchio. Nata a Stoccarda nel 1950,
prodotta inizialmente da Reutter e poi dalla stessa Porsche, fu proposta in
quasi un ventennio in diverse motorizzazioni tra 1,1 e 2 litri, con un filo
conduttore preciso: leggerezza, agilità e affidabilità. Fu sulla 356 che
comparve per la prima volta il nome "Carrera", sulle versioni
più potenti con doppio albero a camme in testa: un nome destinato a diventare
leggenda.
La versione B, apparsa nel 1959, portò con sé un
paraurti anteriore più alto, motori più potenti e un'illuminazione rivista. La T6
del 1962 aggiunse finestrini anteriori e posteriori più ampi, un cofano motore
con due griglie di ventilazione e un nuovo portellone del bagagliaio. Fu
l'ultimo atto prima che la 356 cedesse il passo a un'altra leggenda: la 911.
Un affare potenziale
Il prezzo di stima, compreso tra 30.000 e 40.000 euro,
riflette le condizioni attuali della vettura, che necessita di un restauro
completo. Ma chi conosce il mercato delle Porsche d'epoca sa bene cosa può
diventare una 356 una volta rimessa in sesto: gli esemplari coupé in buone
condizioni superano regolarmente i 100.000 euro, mentre le versioni più
rare e pregiate possono spingersi fino a 400.000 euro.
Per chi ha le competenze e la pazienza per un restauro
serio, questa barn find svizzera potrebbe rivelarsi uno dei migliori affari
dell'anno. Sempre che qualcun altro non abbia avuto la stessa idea.