La Formula 1 si appresta ad affrontare il decimo
appuntamento della stagione 2026 sul circuito di Spa-Francorchamps, per il Gran
Premio del Belgio. L'attenzione del paddock, tuttavia, è già catalizzata dalle
recenti dichiarazioni di Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo,
reduce da un podio nella gara di casa a Silverstone, ha tracciato un bilancio
della sua prima metà di stagione in Ferrari, rivelando un retroscena cruciale
sulla sua preparazione e commentando le indiscrezioni di mercato che scuotono
la Red Bull.
Il retroscena: le prestazioni crescono senza simulatore
La rivelazione più significativa di Hamilton riguarda
l'approccio metodologico ai fine settimana di gara. Il pilota britannico ha
ammesso di aver drasticamente ridotto l'utilizzo del simulatore, uno strumento
tradizionalmente ritenuto indispensabile nella moderna Formula 1, ma che nel
suo caso si stava rivelando controproducente.
I risultati di questa scelta si sono visti concretamente a
Barcellona, teatro della sua prima vittoria al volante della Ferrari. Hamilton
ha spiegato la sua inversione di tendenza:
"Guido i simulatori dal 1997. Possono essere strumenti
davvero potenti e utili, ma possono anche portarti sulla strada sbagliata. Ho
riscontrato che l'anno scorso è stato particolarmente così. Da quando ho smesso
di usarlo con quella frequenza, le mie prestazioni sono nettamente
migliorate."
Il debutto a Madrid e la sfida tecnica di Spa
Prima di focalizzarsi sul weekend belga, Hamilton ha
completato i suoi primi giri sulla nuova pista di Madrid — destinata a ospitare
il Circus dal prossimo settembre — durante un filming day (una giornata
di riprese commerciali consentita dal regolamento) a bordo della Ferrari SF-26.
Il test si è rivelato complesso a causa dei lavori ancora in corso, di un
asfalto che ha toccato i 60 °C e della totale assenza di aderenza.
Le difficoltà di interpretazione riscontrate a Madrid si
trasferiscono ora sul tracciato di Spa-Francorchamps, una pista dove Hamilton
ha già trionfato cinque volte in carriera, a un solo successo dal record
assoluto di Michael Schumacher. Il confronto con la Mercedes si preannuncia
serrato: la scuderia di Maranello sconta ancora un deficit di potenza a livello
di motore endotermico rispetto alla Stella d'Argento.
A Silverstone il divario stimato era di circa tre o quattro
decimi, un margine che la Ferrari sta cercando di colmare non attraverso un
unico grande pacchetto di aggiornamenti, bensì tramite micro-modifiche
introdotte su base settimanale per ottimizzare costantemente la monoposto.
La gestione energetica e il corpo a corpo: la critica ai nuovi regolamenti
Il fine settimana belga rappresenterà un banco di prova
severo anche per la gestione delle power unit (i motopropulsori ibridi)
secondo i dettami del nuovo regolamento tecnico. La necessità di amministrare
l'energia della batteria lungo i rettilinei ha parzialmente modificato la
dinamica dei sorpassi, sollevando critiche da parte di alcuni piloti della nuova
generazione, come Oliver Bearman, che ha dichiarato di preferire circuiti
guidati come l'Ungheria rispetto alle macro-accelerazioni di Spa.
Hamilton si è espresso in netto disaccordo con il collega,
ribadendo la sua predilezione per i circuiti storici:
"Per me è l'esatto contrario. Queste sono le piste che
attendo con ansia. La mia emozione non è la qualifica, è la gara. È lottare con
gli altri, il duello ruota a ruota, il dover cercare di superare e giocare
d'astuzia. Questo è il motorsport."
Il britannico ha tuttavia riconosciuto che la gestione della
batteria richiede una forte componente strategica: se si esaurisce l'energia
per effettuare un sorpasso, si rischia di subire il controsorpasso immediato
nel rettilineo successivo a causa della mancanza di potenza.
Le voci su Verstappen e il parallelismo con l'addio a Mercedes
A tenere banco nel paddock sono anche le insistenti
speculazioni sul futuro di Max Verstappen, accostato alla McLaren per la
prossima stagione; voci che il pilota olandese della Red Bull ha preferito non
commentare esplicitamente.
Hamilton, interpellato sulla questione e sulla complessità
psicologica di lasciare una squadra dopo oltre un decennio — dinamica vissuta
in prima persona nel suo passaggio da Mercedes a Ferrari — ha mantenuto una
posizione neutrale: "È diverso per ognuno. Io guido una Ferrari che ho
portato alla vittoria fin da subito. Può essere impegnativo, ma non posso
prevedere come sia per gli altri. Per me è sempre stata una curva di
apprendimento ripidissima ed entusiasmante".