Il processo di ristrutturazione interna del gruppo
Volkswagen rischia di assumere proporzioni inedite per la storia industriale
europea. Nel fitto rincorrersi di indiscrezioni sulle eccedenze di personale
della galassia di Wolfsburg — che nelle scorse settimane oscillavano tra i 50
mila e i 120 mila esuberi — è emersa una nuova proiezione, sollevata
direttamente dai rappresentanti sindacali, che fissa la quota dei posti a
rischio a 140 mila unità complessive.
L'allarme del consiglio di fabbrica
La notizia è trapelata attraverso una nota ufficiale che il
consiglio di fabbrica ha diramato ai dipendenti del costruttore tedesco,
intercettata dall'agenzia di stampa Reuters. Nel documento viene delineata una
prima mappa degli esuberi che i sindacati attribuiscono alle strategie della
dirigenza: una quota consistente di 100 mila uscite (di cui la metà, circa 50
mila, già concordata nei precedenti tavoli negoziali) a cui si sommerebbe il
rischio concreto di ulteriori 40 mila tagli nel periodo successivo al 2030.
I vertici della multinazionale hanno scelto di non
commentare le cifre diffuse dai rappresentanti dei lavoratori. Un portavoce
dell'azienda si è limitato a dichiarare che, al momento attuale, non è stato
ancora siglato alcun accordo definitivo sul nuovo piano industriale di
riorganizzazione, rifiutando di fornire indicazioni più dettagliate in merito
alle scadenze e ai volumi dei licenziamenti.
Ad agosto il faccia a faccia con l'amministratore delegato
Il clima di incertezza è destinato a sfociare in un
confronto diretto subito dopo la pausa estiva del comparto manifatturiero
tedesco. I sindacati hanno infatti calendarizzato una serie di assemblee
straordinarie nelle quali l'amministratore delegato del gruppo, Oliver Blume,
sarà chiamato a presentarsi davanti alle maestranze per fare chiarezza sui
piani dell'azienda e confermare o smentire i dati diffusi dall'organo di
rappresentanza.
Il calendario dei confronti prevede le seguenti tappe:
- 25
agosto: Primo incontro ufficiale tra l'amministratore delegato Oliver
Blume e i dipendenti presso l'impianto centrale e quartier generale di
Wolfsburg.
- 26
agosto: Doppia assemblea nei siti produttivi di Emden e Zwickau, due
delle fabbriche maggiormente colpite dalle voci di una possibile
dismissione strutturale.
Resta alta la tensione anche negli impianti di Hannover e
Neckarsulm, anch'essi inseriti dalle indiscrezioni sindacali nella lista dei
poli produttivi potenzialmente interessati da pesanti ridimensionamenti o
chiusure definitive. Il mese di agosto segnerà dunque un passaggio cruciale per
definire il futuro dei livelli occupazionali di uno dei principali player
mondiali dell'automotive.