Volkswagen: l'ombra del maxi-taglio da 140 mila posti di lavoro fa tremare la Germania

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17 luglio 2026, 15.55
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Il processo di ristrutturazione interna del gruppo Volkswagen rischia di assumere proporzioni inedite per la storia industriale europea. Nel fitto rincorrersi di indiscrezioni sulle eccedenze di personale della galassia di Wolfsburg — che nelle scorse settimane oscillavano tra i 50 mila e i 120 mila esuberi — è emersa una nuova proiezione, sollevata direttamente dai rappresentanti sindacali, che fissa la quota dei posti a rischio a 140 mila unità complessive.

L'allarme del consiglio di fabbrica

La notizia è trapelata attraverso una nota ufficiale che il consiglio di fabbrica ha diramato ai dipendenti del costruttore tedesco, intercettata dall'agenzia di stampa Reuters. Nel documento viene delineata una prima mappa degli esuberi che i sindacati attribuiscono alle strategie della dirigenza: una quota consistente di 100 mila uscite (di cui la metà, circa 50 mila, già concordata nei precedenti tavoli negoziali) a cui si sommerebbe il rischio concreto di ulteriori 40 mila tagli nel periodo successivo al 2030.
I vertici della multinazionale hanno scelto di non commentare le cifre diffuse dai rappresentanti dei lavoratori. Un portavoce dell'azienda si è limitato a dichiarare che, al momento attuale, non è stato ancora siglato alcun accordo definitivo sul nuovo piano industriale di riorganizzazione, rifiutando di fornire indicazioni più dettagliate in merito alle scadenze e ai volumi dei licenziamenti.

Ad agosto il faccia a faccia con l'amministratore delegato

Il clima di incertezza è destinato a sfociare in un confronto diretto subito dopo la pausa estiva del comparto manifatturiero tedesco. I sindacati hanno infatti calendarizzato una serie di assemblee straordinarie nelle quali l'amministratore delegato del gruppo, Oliver Blume, sarà chiamato a presentarsi davanti alle maestranze per fare chiarezza sui piani dell'azienda e confermare o smentire i dati diffusi dall'organo di rappresentanza.
Il calendario dei confronti prevede le seguenti tappe:
  • 25 agosto: Primo incontro ufficiale tra l'amministratore delegato Oliver Blume e i dipendenti presso l'impianto centrale e quartier generale di Wolfsburg.
  • 26 agosto: Doppia assemblea nei siti produttivi di Emden e Zwickau, due delle fabbriche maggiormente colpite dalle voci di una possibile dismissione strutturale.
Resta alta la tensione anche negli impianti di Hannover e Neckarsulm, anch'essi inseriti dalle indiscrezioni sindacali nella lista dei poli produttivi potenzialmente interessati da pesanti ridimensionamenti o chiusure definitive. Il mese di agosto segnerà dunque un passaggio cruciale per definire il futuro dei livelli occupazionali di uno dei principali player mondiali dell'automotive.
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