Nelle ultime settimane, il web e i social network sono stati
attraversati da numerose indiscrezioni riguardanti la presunta cancellazione
dei progetti legati alle eredi di
Alfa Romeo Giulia e Stelvio. Le voci,
che ipotizzavano una chiusura definitiva per le berline e i SUV di segmento D
della casa di Arese, hanno generato confusione e acceso il dibattito tra gli
appassionati. Tuttavia, la realtà dei fatti all'interno dei vertici di
Stellantis delinea un quadro profondamente diverso: i due modelli non sono
giunti al capolinea.
Un progetto in fase di studio
Le informazioni attuali confermano che la presenza di Alfa
Romeo nel cruciale segmento D non è in discussione. Il costruttore ha
intenzione di presidiare questa fascia di mercato, ma si trova attualmente in
una complessa fase di valutazione strategica. Allo stato attuale, Stellantis
non ha ancora preso decisioni definitive sulla configurazione dei futuri
modelli.
Le opzioni sul tavolo sono molteplici. Non vi è ancora
certezza se la futura ammiraglia assumerà le forme di un SUV o di una berlina
classica, né se le due varianti coesisteranno, come avviene oggi. Anche la
questione delle nomenclature rimane aperta: l'azienda potrebbe optare per
mantenere i nomi storici o introdurre nuove denominazioni. Ciò che è certo è
che l'attesa sarà ancora lunga: il piano industriale traguarda il 2030 e la
nuova generazione per il segmento D non è attesa prima del 2028. Nel frattempo,
le attuali generazioni di Giulia e Stelvio continueranno la loro carriera
commerciale, sostenute da futuri aggiornamenti "Model Year".
Il nodo tecnico: piattaforme e redditività
La prolungata fase di studio è in gran parte dettata dalla
ricerca del miglior equilibrio tra costi di sviluppo, redditività e identità
del marchio. Lo scenario tecnico è complesso: da un lato, l'evoluzione della
raffinata piattaforma Giorgio comporterebbe costi molto elevati, un fattore che
avrebbe già portato alla momentanea sospensione del progetto Stelvio basato
sull'architettura STLA Large. Dall'altro lato, l'adozione di piattaforme di
derivazione estera (come eventuali basi di origine asiatica), pur garantendo
innegabili vantaggi economici, rappresenterebbe un rischio d'immagine
considerevole agli occhi della clientela più tradizionalista.
Stellantis è dunque alla ricerca di una via di mezzo,
valutando un ventaglio di soluzioni tecniche capaci di rendere il progetto
sostenibile dal punto di vista finanziario senza snaturare il DNA dinamico
tipico del marchio del Biscione.
La roadmap: non solo segmento D
In attesa di sciogliere le riserve sulle future
"grandi", il calendario di Alfa Romeo si preannuncia comunque denso
di novità per i prossimi anni. La strategia di rinnovamento della gamma prevede
diverse tappe fondamentali:
- Un
aggiornamento estetico (facelift) per la recente compatta Junior.
- Il
debutto di una nuova generazione per il C-SUV Tonale.
- L'introduzione
di una hatchback di segmento C, destinata a raccogliere l'eredità
spirituale di modelli storici come la 147 e la Giulietta.
- Il
lancio di una seconda vettura ad altissime prestazioni firmata dalla
divisione Bottega Fuoriserie, che potrebbe concretizzarsi in un'esclusiva
coupé a motore anteriore.
La strategia di Alfa Romeo appare dunque articolata e in
piena evoluzione. Il futuro delle vetture di segmento D rimane sospeso in un
limbo decisionale, ma la chiusura dei progetti si rivela, alla luce dei fatti,
un'ipotesi infondata.