Dopo il test verità sulla
FIAT Grande Panda, proseguono le
nostre inchieste che accompagnano il cliente alla scelta della propria vettura nuova.
Nelle nostre analisi valutiamo attentamente che cosa promettono le pubblicità
e che cosa di contro propongono i concessionari. Sulla
carta tutte le
offerte sembrano convenienti, ma che cosa succede davvero quando si entra
in concessionaria pronti per mettersi in garage la vettura desiderata?
Questa volta per il nostro test abbiamo scelto un marchio che punta tutto su un prezzo contenuto a fronte di dotazioni complete
puntando comunque più sulla razionalità che sul piacere di guida. Chi punta sul
marchio italo-cinese lo fa principalmente perché vuole risparmiare ma molto
spesso non è un appassionato di auto: semplicemente necessita di un mezzo per
spostarsi da un punto A ad un punto B e non vuole spendere una fortuna considerati
i listini del nuovo presenti oggigiorno…
Piuttosto che puntare su un modello specifico abbiamo simulato
una situazione tipica che interessa molti clienti: con un budget definito
attorno ai 20.000 euro quali auto DR si possono acquistare? E così mi sono
affidato al venditore che prima di tutto doveva capire le mie esigenze basate sul
rispettare il budget proposto, oltre a ritirare la vettura usata.
Qual era il veicolo da permutare? Una hatchback di 7 anni con all’attivo
poco meno di 70.000 km: un’auto abbastanza comune e con delle
caratteristiche di utilizzo in linea con la percorrenza media del parco auto
circolante nel nostro Paese che si aggira tra i 10 ed i 12.000 km all’anno.
I dettagli del Test verità
La visita presso il rivenditore è avvenuta nel pomeriggio
del 21 aprile: per la prova è stata individuata la concessionaria Autostandar di
Moncalieri (TO) situata in corso Trieste 138. Questa catena di rivenditori dispone
di diverse sedi nel circondario della città di Torino ma nel punto di vendita
scelto è presente anche l’officina. L’idea di rivolgersi a questo
concessionario non è casuale ma legata al fatto che Autostandar rientra tra i rivenditori
autorizzati dalla casa fondata dal patron Massimo Di Risio.
L’intento della nostra inchiesta, come ormai da tradizione,
è quello di verificare in primo luogo se l’ambiente risulta curato ed
accogliente e se il venditore sia disponibile anche nell’illustrare le
caratteristiche dell’auto mostrando eventuali differenze nelle dotazioni e negli
allestimenti.
In secondo luogo, poi, non possiamo trascurare la valutazione
dell’usato necessaria per capire o meno se questa risulta in linea con quanto
pubblicizzato sul sito della casa o in alcune pubblicità mirate apparse in tv.
L’arrivo in showroom e l’incontro con il personale
Autostandar è un concessionario presente sul mercato dal
1976 che nel tempo ha deciso di acquisire anche il brand DR. La sede in cui ci
siamo recati si trova lungo la direttrice di corso Savona, una strada ad alto
scorrimento che porta all’ingresso sud della città di Torino.
L’impostazione del punto vendita è semplice: al centro dello
spiazzo si trova l’edificio che racchiude lo showroom mentre negli spazi esterni
si trova un’ampia zona in cui figurano le vetture in pronta consegna ed un
parcheggio non molto grande riservato ai clienti.
Entrando in showroom l’ambiente è abbastanza moderno e si
vede che è stato oggetto di un rinnovamento abbastanza di recente. Non vi
sono spazi “all’americana”, piuttosto il salone è dalle dimensioni
contenute anche se in realtà non manca nulla:
a sinistra sono esposti i vari modelli della gamma DR e a destra si
trovano le varie scrivanie dei venditori.
All’ingresso vengo subito accolto da un consulente che mi
chiede in che cosa può essermi utile. Trattandosi di un giorno infrasettimanale
non vi è grande afflusso e l'addetto proprio per questo è subito pronto
nell’accogliermi.
La mia richiesta è chiara: “ho un usato da dare
indietro e per l’acquisto posso spendere 20.000 euro”. Di fronte a questa
richiesta dal mio punto di vista ragionevole l’addetto della concessionaria si mostra
un po’ titubante spinto dal timore di non poter soddisfare la mia richiesta nel
caso in cui l’usato non valga molto. Ma quanto costa una DR quindi se non
bastano 20.000 euro per un’auto dal forte spirito economico?
L’approccio iniziale alla trattativa appare quindi piuttosto
prudente: emerge una certa preoccupazione nel rientrare nel budget del cliente,
segno di una fase di mercato in cui la sensibilità al prezzo resta elevata.
Tuttavia, nel corso della negoziazione, la proposta si assesta su una soluzione
più competitiva individuata nella DR 5, un C-SUV con un’offerta paragonabile a
quella di modelli concorrenti alimentati a GPL, ma con il vantaggio
dichiarato di prezzi particolarmente competitivi.
Il modello proposto si colloca nella fascia delle C-SUV con
una lunghezza di poco superiore ai 4,3 metri, offrendo un’abitabilità adeguata
per l’utilizzo familiare e quotidiano. Gli spazi interni risultano ben
sfruttati, anche se il bagagliaio si mantiene su valori nella media bassa del
segmento, privilegiando più il comfort dei passeggeri che la capacità di
carico (soprattutto nel caso in cui sia presente la bombola del GPL).
Dopo il preventivo, anche se non è stato proposto il test
drive, ho anche avuto modo di visionare la DR 5 accompagnato dal consulente che
si è prestato alla spiegazione evidenziando dettagli utili come la diminuzione
della volumetria del bagagliaio nel caso della versione GPL. Dal punto di vista
industriale, la DR 5 riflette un modello produttivo ormai consolidato nel
panorama automotive globale: base progettuale di origine cinese e assemblaggio
finale in Italia, nello stabilimento di Isernia. Una combinazione che consente
di mantenere competitivi i costi senza rinunciare a un presidio diretto sul
territorio, anche in termini di assistenza post-vendita.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di una rete
vendita che si muove tra esigenze di chiusura commerciale nel breve periodo,
maggiore cautela nella gestione dell’usato e una proposta prodotto sempre più
inserita in una logica industriale globale.
La valutazione dell’usato
Essendo i margini della trattativa risicati il venditore mi chiede
subito il chilometraggio della FIAT Tipo da permutare sottolineando come le
auto dall’elevata percorrenza risultino difficili da ritirare. La mia vettura però
avendo percorso 70.000 km nonostante sia stata immatricolata la prima volta nel
2019 sembra interessare al concessionario.
La perizia della vettura che abbiamo portato per la
valutazione, ovvero una FIAT Tipo 1.4 95 CV benzina 5 porte nell’allestimento
Lounge con all’attivo 69.400 km immatricolata nel 2019, viene eseguita
con scrupolo con il venditore che visiona in ogni aspetto l’usato e scatta pure
delle fotografie.
Il verdetto sembra essere positivo e accomodatoci all’interno, il consulente inizia ad osservare sul pc il valore Eurotax
confrontando i vari allestimenti disponibili sulla Tipo all’epoca dell’acquisto.
Dopo una rapida occhiata anche al mercato dell’usato tramite Autoscout, mi
viene proposto il prezzo di 7.500 euro.
Quello proposto è un valore in linea con il valore attuale
della vettura che però risulta certamente inferiore, come da prassi in caso di
cessione ad un commerciante, rispetto a quanto si può realizzare mediante la
vendita tra privati visti i relativi pochi chilometri della vettura in rapporto
agli anni di possesso.
La cifra proposta per l’usato è stata motivata sulla base
della tipologia di vettura e dei chilometri percorsi riscontrando delle buone
condizioni della FIAT Tipo ma va comunque sottolineato che rispetto ad
altri concessionari la valutazione è leggermente superiore attestandosi al pari
di quanto proposto nel corso delle nostre inchieste da Stellantis & You
Torino (anche se nel caso della Grande Panda veniva proposto un “bonus fedeltà” ulteriore di 2.000 euro).
Il preventivo (ma lo sconto?)
Dal lato commerciale, non vengono evidenziate promozioni
strutturate o campagne ufficiali (una prassi particolare e che differisce
con quanto pubblicizzato sul sito del costruttore molisano), ma traspare
chiaramente la volontà di chiudere il contratto entro fine mese, indice probabilmente
di una pressione sugli obiettivi di vendita.
Interessante anche la gestione dell’usato: viene mostrata
poca apertura verso il ritiro di vetture con percorrenze elevate, probabilmente
a seguito di valutazioni errate effettuate in passato. Una linea più prudente
che riflette una maggiore attenzione alla marginalità.
Tornando a quanto proposto la DR 5 si inserisce nel segmento
dei SUV compatti con una proposta fortemente orientata al rapporto
qualità-prezzo, elemento che rappresenta da sempre uno dei pilastri
dell’offerta del marchio molisano. Oltre alla versione base che comunque rimane
disponibile è presente la più completa Collection che viene consigliata dal
personale per via della dotazione più ricca.
Sul fronte prodotto, viene sottolineata la provenienza del
telaio, di origine cinese, con assemblaggio finale in Italia, nello
stabilimento di Isernia: non viene spacciata l’auto come una 100% made in Italy
ma viene evidenziato che il 1.4 da 95 cavalli non è un tre cilindri in un paragone
nemmeno troppo velato con quanto proposto sul mercato da Stellantis. Sul post-vendita, invece, viene rassicurata la
presenza completa dei servizi di assistenza in loco.
Puntiamo su quella abbinata ad una soluzione tecnica
semplice e consolidata: un motore 1.5 aspirato, disponibile sia in
configurazione benzina sia bifuel GPL. Le prestazioni non rappresentano il
focus del modello (per capirci la velocità massima dichiarata è 143 km/h, un
vero record negativo nel mercato delle auto moderne), che punta piuttosto su costi
di gestione contenuti nel caso della variante a gas.
Ed è proprio questa quella che ci viene proposta senza alcun
dubbio per abbassare i costi da sostenere a fronte di un SUV che per godere di
un po’ di vivacità deve essere un po’ spremuto. Uno degli elementi distintivi
del modello è senza dubbio la dotazione di serie. La DR 5 propone, infatti, un equipaggiamento
molto ricco già dalle versioni d’ingresso, includendo cerchi in lega, fari
a LED, sistemi di assistenza alla guida e un comparto infotainment completo,
con ampio display e compatibilità con smartphone. Una scelta che mira a offrire
un’esperienza “full optional” senza incidere in modo significativo sul
prezzo finale.
Il prezzo per portarsi a casa la vettura? 24.250 euro,
un valore frutto del costo di listino del veicolo pari a 22.900 euro a cui si
vanno ad aggiungere 362 euro di IPT e 350 euro di mini voltura che con la
valutazione dell’usato diventano 16.750 euro, un prezzo in linea con la nostra
richiesta dei 20.000 euro iniziali.
Il vero costo dell’auto con il finanziamento (ma quello della pubblicità
non era diverso?)
Come possiamo pagare la DR 5 Collection proposta? Venendo al
lato positivo il concessionario opta anche per la soluzione in contanti e non
spinge assolutamente a fare il finanziamento.
I lati negativi iniziano, però, alla richiesta di stampare il
preventivo della vettura configurata disponibile tralaltro nella colorazione
nera che risulta più piacevole a livello estetico rispetto a quella bianca in
tempi rapidi che a detta del concessionario non superano mai i 40 giorni.
Durante il colloquio e l’illustrazione dei prezzi viene
svolta a voce con degli appunti riportati su un foglio bianco. Con l’avvio
della simulazione di un finanziamento dal computer confacente alle mie
richieste (una rata inferiore ai 350 euro mensili) viene fatto lo stesso: l’unico
dato che viene appuntato - a mano - è l’importo della rata da corrispondere
per 60 mesi.
Mettendomi nei panni di un acquirente, però, chiedo di farmi
stampare il dettaglio del preventivo e del finanziamento ma ecco qui la
sorpresa: di fronte alla richiesta di farmi consegnare una stampa con tutti i dettagli, il venditore
dimostra una certa riluttanza. Insistendo riesco a farmi dare la copia del preventivo, ma non quella del finanziamento.
Tutto viene mostrato a video, il consulente ripete e sottolinea
che comunque mi sta trattando bene e che il finanziamento lo vedremo nel
dettaglio magari quando ripasserò la prossima volta in eventuale compagnia
della famiglia. Non è possibile quindi avere una stampa delle condizioni di
pagamento che dovrò sostenere per 60 mesi? A quanto pare no, l’unica promessa
che viene fatta dal consulente è il ribadire che mi sta trattando bene con un finanziamento
lineare ed un tasso del 9% che a detta di quanto riferito, in altre
concessionarie che trattano il brand si attestano al 13%.
La struttura del piano è la seguente:
- lineare
60 mesi con rate mensili da: 353,93 euro
Il finanziamento presenta un tasso del 9%, non avendo
la stampa del dettaglio questo è l’unico dato che possiamo riportare. Un valore
non troppo basso considerato che altri competitor offrono tassi entro il 7% ma
soprattutto che l’offerta pubblicizzata online sul sito del costruttore molisano
(seppur con maxirata finale) prevede un tasso di interesse pari al 3,53%.
Prendiamo ad esempio quanto riportato nell’informativa: per
la versione benzina il prezzo promozionale dell’auto è pari a 19.900 €, con un
anticipo iniziale di 6.280 € e una durata complessiva di 36 mesi. La formula
include 36 rate mensili da 399 €, comprensive di spese di incasso pari a 5,95 €
per rata.
Il TAN della pubblicità è fissato allo 0%, mentre il
TAEG si attesta al 3,53%. L’importo totale del credito è di 14.135 €,
includendo spese di istruttoria (499 €) e bolli (16 €). Sono inoltre previsti
costi annuali di 3 € per l’invio del rendiconto cartaceo. L’importo totale
dovuto, escluso l’anticipo iniziale, è pari a 14.361,20 €. La prima rata è
prevista a 30 giorni dalla sottoscrizione.
Il vero costo dell’auto con il finanziamento
nel complesso
competitivi rispetto all’attuale mercato del credito al consumo, soprattutto
considerando l’elevata incidenza dei servizi accessori inclusi.
Analizzando i numeri complessivi:
- Anticipo
totale: 7.500 € (da non corrispondere in contanti, il valore è
coperto interamente dall’usato)
- Totale
rate: 353,93 x 60 mesi= 21.235,80 €
- Costo
complessivo dell’auto: 28.735,80 €
La differenza rispetto al prezzo di partenza pari a 24.250
euro è significativa, purtroppo il tasso di interesse non basso non aiuta anche
se non avendo la stampa del dettaglio risulta difficile andare ad analizzare
con precisione il tutto.
Punti di forza
• Assenza di maxi-rata: nessuna sorpresa
finale, l’auto è completamente tua dopo 60 mesi
• Anticipo coperto dalla permuta: riduce
l’esborso iniziale reale
• Impianto GPL compreso nel prezzo: sicuramente
la presenza della doppia alimentazione abbassa i costi di mantenimento
Punti critici
• Costo totale elevato: si superano i 28.000
€ complessivi, una cifra non proprio da auto economica.
• Assenza del dettaglio: incidono per oltre
il 30% del finanziato
• Rata non bassissima: circa 360 € per 5
anni
• Minore flessibilità: rispetto alle
formule con Valore Futuro Garantito, non è prevista restituzione “facile”
dell’auto
Considerazioni finali
In un mercato sempre più polarizzato tra modelli ad alto
contenuto tecnologico e soluzioni low-cost, la DR 5 si ritaglia uno spazio
preciso, puntando su concretezza e accessibilità.
Le considerazioni finali non possono prescindere da questo
posizionamento: si tratta di un prodotto che non ambisce a competere sul piano
della raffinatezza tecnica o delle prestazioni, ma che risponde in modo diretto
alle esigenze di una clientela attenta al budget. Il punto di forza resta una
dotazione molto completa in rapporto al prezzo, elemento che nel contesto
attuale rappresenta un argomento commerciale decisivo.
Allo stesso tempo, emergono alcuni limiti strutturali:
la motorizzazione aspirata appare ormai distante dagli standard più moderni in
termini di efficienza e brillantezza, mentre alcuni aspetti legati alla qualità
percepita e alla dinamica di guida restano coerenti con un’impostazione
entry-level.
Interessante, invece, la strategia industriale, che combina
componentistica di origine internazionale con assemblaggio in Italia,
permettendo al marchio di mantenere competitività senza rinunciare a una
presenza locale anche sul fronte dell’assistenza.
Nonostante la cortesia, rimane da segnalare in negativo l’assenza
della stampa dettagliata del preventivo proposto e la divergenza rispetto a
quanto presente sul sito ufficiale DR. Quanto proposto da Autostandar è un
finanziamento lineare e non strutturato con maxirata ma rispetto a quanto pubblicizzato
il tasso di interesse è più alto.
Nel complesso, la DR 5 rappresenta una scelta razionale
più che emozionale: un SUV pensato per chi privilegia il valore d’acquisto,
i costi di gestione e una dotazione completa, accettando qualche compromesso
sul piano tecnico. In uno scenario in cui il prezzo torna a essere una leva
fondamentale, modelli come questo trovano una loro coerenza e, soprattutto, un
pubblico ben definito.