L'escalation del conflitto bellico USA-Israele-Iran sta già presentando un conto salatissimo all'industria manifatturiera. Un'indagine congiunturale rapida condotta da Assogomma (Federazione Gomma Plastica) e pubblicata il 23 marzo 2026, scatta una fotografia allarmante sull'impatto della nuova "Guerra del Golfo" sull'approvvigionamento delle materie prime nel settore della gomma.
I dati, raccolti tra il 17 e il 22 marzo a meno di tre settimane dall'inasprimento del conflitto, mostrano un mercato in forte turbolenza e in rapida evoluzione.
Rincari immediati: punte fino al +50%
Gli effetti sulle filiere non si sono fatti attendere: il 63% delle imprese segnala aumenti di prezzo già in atto a partire dal 28 febbraio.La maggior parte dei rincari si attesta in una fascia compresa tra il +3% e il +10%.Tuttavia, si registrano punte drammatiche che arrivano fino al +50% per alcune gomme sintetiche specifiche, come l'NBR e il Polibutadiene.
Forniture nel caos: fornitori senza risposte
Oltre al problema dei costi, le aziende devono affrontare una grave incertezza operativa. Ben il 49% dei fornitori, al momento, non fornisce alcuna garanzia né sui prezzi né sui tempi di consegna.Le ragioni di questa paralisi, secondo il report di Assogomma, sono molteplici, ma principalmente va fatta risalire alle quotazioni del petrolio e dei suoi derivati.
L'Europa in prima linea e la "tempesta" di aprile
Il Vecchio Continente si conferma il principale canale di trasmissione di questi rincari: circa la metà delle segnalazioni relative alla provenienza geografica degli aumenti colpisce direttamente le forniture europee. Seguono, con un impatto minore, i mercati di Cina, India e Stati Uniti.
Le conclusioni dell'indagine non lasciano presagire un rapido ritorno alla normalità. La pressione futura è destinata a diventare ancora più intensa: il 69% dei fornitori ha già annunciato ulteriori rincari che entreranno in vigore a partire dal 1° aprile.
Questo il commento di Fabio Bertolotti, direttore Assogomma
“Un quarto delle aziende associate hanno risposto all’indagine ed i numeri raccolti sono realmente allarmanti. L’incertezza è il peggior nemico che le imprese devono fronteggiare in questo momento. Il 63% delle Imprese segnala aumenti in atto dal 28 febbraio, con rialzi prevalenti nella fascia +3%/+10% e punte fino a +50% su alcune gomme sintetiche (NBR, Polibutadiene), ma a partire dal 1 aprile, cioè fra pochissimi giorni sono previsti ulteriori aumenti di maggiore entità. L’aspetto più preoccupante di questa situazione è il fatto che quasi la metà dei fornitori non comunica prezzi e tempi di consegna e nemmeno accettano ordini. Le cause principali sono le oscillazioni petrolifere, problemi logistici, costi energetici e la scarsità di materie prime di base. Questi aumenti sono “a prescindere” da quello che saranno gli aumenti del costo dell’energia per produrre e dei costi di trasporto che contribuiranno ad aumentare il costo dei prodotti. Circa la metà delle segnalazioni geografiche degli aumenti riguardano forniture europee, che subiscono l’effetto più intenso dei rialzi in prima battuta”.