La
FIAT Mefistofele, iconica auto costruita dal pilota britannico
Ernest Eldridge, celebra 100 anni e ha avuto un ruolo centrale nelle celebrazioni del
125° anniversario del marchio FIAT.
Eldridge adattò un
motore d’aereo su un’
auto da corsa, ottenendo nel 1924 il record mondiale di velocità con
234,98 km/h. Questo successo consacrò la
FIAT Mefistofele come una leggenda nella storia dell’automobilismo.
La leggenda della FIAT Mefistofele compie 100 anni
La
FIAT Mefistofele, simbolo dell’ingegneria e della velocità, ha celebrato il suo
centenario durante i festeggiamenti per il
125° anniversario di FIAT. Protagonista indiscussa di una serie di eventi a
Torino, è stata esposta in una mostra multimediale e ricordata in un convegno organizzato con
Torino Capitale della Cultura d’Impresa 2024 e il
Museo Nazionale dell’Automobile (
MAUTO). Questa icona dell’automobilismo racchiude una storia affascinante e avvincente che ha segnato un’epoca.
Ernest Eldridge: il visionario dietro Mefistofele
Il nome della
FIAT Mefistofele è inscindibile da quello di
Ernest Eldridge, un pilota britannico nato nel 1897.
Eldridge, veterano della
Prima Guerra Mondiale, sviluppò la passione per l’aviazione e le auto da corsa mentre prestava servizio come autista di ambulanze. Terminato il conflitto, decise di costruire un veicolo per infrangere il
record di velocità. Senza l’aiuto di ingegneri, creò una macchina con un
motore d’aereo da 240 CV, capace di raggiungere i 150 km/h.
Per ottenere prestazioni ancora più elevate,
Eldridge acquistò una
FIAT SB4 del 1907 e montò un
motore FIAT A.12, lo stesso utilizzato sugli
aerei da guerra Caproni. Con pezzi presi da un
autobus londinese e modifiche meccaniche, diede vita a un mostro da 350 CV. Il rumore assordante del motore gli valse il soprannome di “
Mefistofele”.
Nel luglio 1924, Eldridge sfidò la Delage V12 e stabilì un nuovo record di velocità su strada, toccando i 230,55 km/h. Dopo aver perfezionato la vettura, l’impresa definitiva arrivò il 12 luglio, quando raggiunse i 234,98 km/h, entrando così nella leggenda dell’automobilismo.