In una scoperta che unisce la storia dell'automobilismo al
fascino del mistero, il pilota della Scuderia
Ferrari Lewis Hamilton ha
recentemente acquisito un raro esemplare di
Ferrari F40 del 1991.
L'auto, rimasta celata e inutilizzata all'interno di un garage privato a Modena
per circa trentacinque anni, rappresenta una vera e propria "capsula del
tempo", ora affidata alle sapienti cure degli ingegneri di Maranello per
un restauro completo.
Il ritrovamento della vettura precede l'annuncio del sette
volte campione del mondo. Già all'inizio del 2026, la società specializzata
Azimut Automobile Heritage Enhancement aveva documentato l'esistenza di questa
F40, acquistata dal proprietario originale nel 1991 e quasi immediatamente
riposta al chiuso. L'identità dell'acquirente e le ragioni per cui una delle
supercar più desiderate al mondo sia stata condannata a un così lungo
inutilizzo restano avvolte nel riserbo. Ciò che è certo è l'incredibile stato
di conservazione dei componenti originali: dalla carrozzeria all'abitacolo,
fino ad arrivare al motore e persino agli pneumatici di primo equipaggiamento,
rimasti intatti dal giorno dell'uscita dalla fabbrica.
La sfida del restauro meccanico a Maranello
Tuttavia, un basso chilometraggio e un'estetica preservata
sotto strati di polvere non si traducono in un'efficienza immediata. Come per
ogni veicolo sottoposto a un fermo prolungato, il recupero dell'F40 ha
richiesto un intervento meccanico profondo, ben oltre la semplice accensione.
Le immagini del restauro in corso a Maranello mostrano la vettura parzialmente
smontata, con la meccanica esposta e il celebre motore V8 biturbo estratto
dalla sua sede. Un lavoro meticoloso di diverse settimane, come sottolineato
dallo stesso Hamilton, resosi indispensabile per colmare il divario tra
l'inestimabile valore storico dell'esemplare e la sua effettiva affidabilità
strutturale e motoristica.
L'eccezione alla collezione di Hamilton
L'operazione assume un significato particolare alla luce
delle dichiarazioni rilasciate dal pilota britannico nel corso del 2025. Dopo
aver liquidato la sua vasta collezione di automobili per concentrare i propri
interessi sul mondo dell'arte, Hamilton aveva indicato un'unica, ipotetica
deroga alla sua nuova filosofia: "Se dovessi prendere una macchina,
sarebbe la F40. Ma quella è una bella opera d'arte".
L'iconico modello aveva peraltro già accompagnato Hamilton
in uno scatto celebrativo durante il suo primo giorno ufficiale come pilota
Ferrari, alimentando persino le fantasie pubbliche di una moderna
reinterpretazione battezzata "F44", dotata di cambio manuale. Alla
fine, invece di optare per un esemplare immacolato da esposizione o proveniente
da una prestigiosa asta internazionale, il campione ha scelto di legare il suo
nome a una vettura dalla storia interrotta, rimasta nascosta per decenni a
pochi chilometri dalla fabbrica che l'aveva generata. Una decisione che
trascende il semplice acquisto collezionistico, trasformandosi in una vera e
propria missione di salvataggio e valorizzazione del patrimonio
automobilistico.