Ford Ka. Piccola rivoluzionaria

Storiche
10 aprile 2026, 8.30
La Ford Ka (1996)
Nel 1996 il piacevole e volutamente provocante design della Ford Ka fu la dimostrazione di quanto di buono possa generare la perfetta e sincronica collaborazione tra la capacità innovativa della sezione design e un gruppo di illuminati manager. Ma, come se già non bastasse, dietro la Ka ci fu molto di più: la piccola vettura (da quest’anno trentenne) per i suoi ideatori era l’espressione di una nuova filosofia di disegno, chiamata New Edge design, maturata all’interno della Ford e con maggiore spinta dalla sua divisione Europea attraverso Fritz Mayhew, al tempo responsabile del design nei centri Ford di Colonia e Dunton. Una innovativa filosofia progettuale fatta di forme e linee taglienti, geometrie coincidenti e tangenti, incisive e affilate. Il concetto conferì alla forma della vettura un aspetto “lavorato” ottenuto ricorrendo a spesse linee fascianti e ad una tecnica di riporto chiamata forma su forma, che evidenziava i bordi all'intersezione dei piani di curvatura.
Questa rivoluzione stilistica avvenne però non solo con l’intento di rinfrescare il design dei prodotti Ford dell’epoca, ma perchè si avvertì l’urgente necessità di una vera svolta formale, radicale che arrivò dalla dirigenza statunitense Dearborn: tutte le vetture si somigliavano e l’omogeneizzazione si estendeva dalla forma ai materiali alla qualità generale. Jack Telnack, capo del design Ford USA in quegli anni, colse l’occasione proponendo una marcata differenziazione nel segno di una nuova espressività, portando alla prima nascita del concetto New Edge design.
La Ford Ka Concept (1994)

“Cominciamo con la Ka”

La definizione del design esterno ebbe inizio nell’estate del 1993. Gli obiettivi: adottare nuove e ardite concezioni di stile, abbinate alle più avanzate acquisizioni tecniche, per realizzare una vettura compatta dall’aspetto semplice, dinamico e distintivo. Come consuetudine in Ford, vennero posti in competizione i centri stile europei e statunitensi. Nell’arco di pochi mesi vennero elaborate diverse proposte che, concretizzate in modelli in scala reale, furono messe a confronto. La proposta del centro stile statunitense di Dearborn presentava alcuni elementi stilistici d’interesse ma dal punto di vista generale esprimeva un’evoluzione in piccolo della sorella maggiore Ford Fiesta, insieme a quella della sezione Advanced Design californiana.
Gli interni della Ford Ka lanciata nel 1996
Il centro stile tedesco di Colonia allestì un modello che risultò infine il più convincente, come anche quello presentato dalla Ghia di Torino (dal 1970 in mano Ford), sia nell’impostazione generale ma soprattutto nella fiancata e in diversi dettagli; segno che i centri stile europei “sentivano” maggiormente il contesto. Fatta la scelta, a Colonia si allestì un secondo modello che di fatto sarà quello dello sviluppo finale, mentre la precedente proposta fu costruita in veste di concept car e mostrata al Salone di Ginevra del 1994 per sondare le reazioni del pubblico, che però di rivelarono piuttosto tiepide.

New Edge design: rivoluzione in ogni tratto

6.Ford Turing Ka Ghia Concept (1998)
Claude Lobo, che all’inizio del progetto era chief designer, spinse per proseguire direttamente con il secondo modello sviluppato, stilisticamente più incisivo e perfettamente affine agli obiettivi che si volevano raggiungere: difatti fin dalle prime fasi di progettazione non si trattò solo di realizzare la riduzione di un’automobile più grande giusto un pò più “giocattolosa”, bensì di riabilitare la concezione di automobile piccola. Dare vita cioè ad un’auto con grande carisma, piccola solo nelle dimensioni ma grande nella sostanza, con un design lontano dai canoni della moda e allo stesso tempo durevole nel tempo. Per la Ford Ka definitiva, capostipite del New Edge design, vennero adottate superfici di configurazione semplice e lineare che si congiungevano a formare un mix di linee fluenti e arrotondate, che si incrociavano generando proiettori, calandra, tagli porte e superfici vetrate con una netta evidenziazione dei bordi. La semplicità delle pannellature della scocca era enfatizzata dai grandi paraurti anteriori e posteriori, fascianti e realizzati in plastica non verniciata.

Coerenza formale

All’interno si ripeteva quanto avveniva all’esterno, ma con maggiore presenza di forme puramente stondate. Il movimento circolare della plancia venne concepito e sviluppato dallo studio degli interni della Ford Europa a Dunton, in Inghilterra dal capo del design Pierre Webster: il progetto di partenza era un cockpit semplice ma inizialmente poco innovativo, non in linea con il movimento delle superfici esterne. L’idea della plancia a goccia, nata successivamente con l’estensione del disegno circolare verso il quadro strumenti fino alle portiere, completò coerentemente il progetto. Anche per gli interni si voleva che la Ka fosse sorprendente sotto ogni aspetto: se all’esterno sorprendeva, al volante doveva strappare un sorriso. Presentata in veste definitiva al Salone di Parigi del 1996, la nuova nata (realizzata su base Ford Fiesta) spiazzò ma convinse, portando il modello ad essere venduto in circa un milione e mezzo di esemplari fino al 2016 attraverso due generazioni, con curiose interpretazioni come la concept car roadster Saetta del 1996 e la station wagon Turing Ka (1998) realizzate da Filippo Sapino in Ghia.
Ford StreetKa (2004)
Indimenticabili anche le marcatamente sportive e rare Ford SportKa (2003) e StreetKA (2004), ingegnerizzati e assemblati dalla Pininfarina. Ancora oggi quando si incrocia una Ford Ka, la si osserva con curiosità, emergendo senza difficoltà nel panorama automobilistico odierno. Anche dopo Trentanni.
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