Ho provato la Jeep Avenger 2026: non ti delude mai e ora c'è più qualità. I prezzi per l'Italia

Prove su strada
30 giugno 2026, 8.19
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Il successo commerciale della piccola di casa Jeep è ormai consolidato, ed è proprio in questi casi che si rischia di sedersi sugli allori. Con 280.000 ordini raccolti dal momento del lancio e un ottimo mix tra l’offerta elettrificata (Mild Hybrid ed elettrico) e il pur sempre affabile motore puramente termico (oggi Turbo 100), il Marchio americano ha deciso di innovare senza stravolgere, anzi.
Con il recente restyling, la Jeep Avenger si aggiorna in punta di matita per quanto riguarda le forme esterne, concentrando invece gli sforzi lì dove era più necessario: la qualità percepita nell'abitacolo e l'aggiornamento meccanico. L'abbiamo messa alla prova nella motorizzazione 1.2 e-Hybrid da 110 CV, abbinata alla serie speciale 85th Anniversario.

Come cambia fuori e dentro

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Nulla cambia dal punto di vista delle dimensioni e, con una lunghezza di 4,08 metri per 1,77 metri di larghezza, l'Avenger si conferma perfetta per la città, pur garantendo uno spazio a bordo degno di nota. All'esterno, gli interventi sono chirurgici: debuttano nuovi fari a matrice di LED (LED MATRIX) e un'inedita griglia a 7 feritoie illuminata, in stile Compass. Completano il quadro i cerchi in lega da 18" con lavorazione diamantata e due nuove accese colorazioni per la carrozzeria (Bamboo e Forest, foto di copertina).
Il vero salto di qualità si percepisce, però, aprendo le portiere. Jeep ha ascoltato i feedback dei clienti, sostituendo le vecchie plastiche rigide con materiali decisamente più morbidi e piacevoli al tatto sulla plancia e sui pannelli delle portiere anteriori. L'ergonomia rimane un punto di forza: la gestione dell'ottimo sistema di infotainment e del climatizzatore passa per comodi tasti fisici ben posizionati. Resta invece qualche lacuna per chi viaggia dietro: mancano ancora le bocchette d'aerazione dedicate e i vani portaoggetti nelle portiere, limitando lo stivaggio alle sole tasche retroschienale. Intatto l'ottimo bagagliaio, che offre una capacità di 380 litri su questa versione (si riduce a 325 litri sulla 4xe ibrida e a 355 litri sull’elettrica).
l'abitacolo della Jeep Avenger 2026

Ho guidato la Jeep Avenger 2026: se non la vuoi manuale, l’ibrido da 110 CV è il tuttofare

Sotto il cofano batte il rinnovato propulsore benzina da 1.199 cc a tre cilindri. Sulle versioni puramente termiche il nuovo Turbo 100, recentemente provato sia su Grande Panda sia su FIAT 600, anche qui si presenta con diverse novità: il motore è stato riprogettato per l’80%, c’è la catena di distribuzione (come sulle versioni ibride) e con la turbina a geometria variabile è migliorata l’erogazione, specie ai bassi regimi.
Sulla nostra versione e-Hybrid, il famigerato “1.2” lavora in stretta sinergia con un piccolo motore elettrico da 21 kW (29 CV) , intelligentemente integrato all'interno dell'ottimo cambio automatico a doppia frizione a 6 rapporti (eDCT6).
Nel traffico urbano, l'Avenger si trova nel suo habitat naturale. Lo sterzo è leggero, la posizione di guida piacevolmente rialzata e la visibilità buona. Il vero asso nella manica è però l'integrazione del modulo ibrido: il motore elettrico consente all'auto di muoversi a zero emissioni durante le manovre di parcheggio e nelle ripartenze a bassa velocità (fino a circa 30 km/h), leggasi nel traffico ti muovi quasi sempre in elettrico dosando bene il pedale del gas. Questo non solo abbatte i consumi (che nel ciclo combinato WLTP si attestano sui 4,9-5,0 l/100km ), ma cancella quasi del tutto le vibrazioni tipiche dei propulsori a tre cilindri, rendendo la marcia estremamente fluida.
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Se c'è un aspetto in cui la "baby Jeep" eccelle, è la capacità di digerire le asperità stradali. Che si tratti di pavé cittadino o di buche pronunciate, le sospensioni filtrano tutto con grande efficacia. Non si tratta di un'auto pensata per le corse (lo 0-100 km/h è coperto in 10,4 secondi ), ma i 110 CV di potenza massima combinata garantiscono una ripresa pronta, complice la spinta immediata del motore elettrico.
L'unico neo dinamico emerso durante il test riguarda il feeling del pedale del freno. Il passaggio dalla frenata rigenerativa a quella meccanica restituisce una sensazione di spugnosità, con una corsa del pedale che risulta forse un filo troppo lunga prima di mordere con decisione. Mi è piaciuto molto, invece, il nuovo selettore delle modalità di guida. Anche qui l'ispirazione arriva da Compass ma, finalmente, diciamo addio a quel "drive mode" standard per tutti i modelli di Stellantis costruiti su questa piattaforma. Ci vuole personalità, e Avenger ne dimostra tanta: oltre a essere liberamente ispirato al tema delle sette feritoie, è rosso, spicca in abitacolo, ha un supporto in gomma che aiuta nella presa. Ancora una volta, il team diretto da Daniele Calonaci (che dirige il centro Stile Europeo, uno tra i 4 al mondo) ha fatto centro.
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Prezzi, allestimenti e dotazioni

Basandoci sul listino ufficiale, l'offerta commerciale della Jeep Avenger è stata strutturata per essere versatile e completa, con prezzi chiavi in mano ben definiti (a cui va sempre aggiunta la messa in strada di 950 euro).
Si parte da un prezzo da listino pari a 25.700 euro per l’Avenger 1.2 Turbo 100, prezzo che sale di 2.000 euro tra un allestimento e l’altro, tenendo presente che le top di gamma 85th Anniversario e Summit costano uguali (29.700 euro). Il passaggio all’ibrido costa 27.700 euro come prezzo base, con un delta sempre uguale (2.000 euro) salendo con la dotazione. Vuoi l’Avenger 4xe, quindi con il secondo motore elettrico integrato nell’assale posteriore e la trazione integrale? Qui si sfonda il muro dei 30.000 euro, con un prezzo base di 32.700 euro. Infine l’elettrico, a partire da 39.400 euro.
Sapendo le potenzialità della motorizzazione da noi provata, specie nel segmento dei B-SUV, il 1.2 Turbo Benzina e-Hybrid da 110 CV (FWD) si articola su tre allestimenti principali:
la gamma Jeep Avenger 2026
  • Longitude: a partire da 27.700 euro
  • Altitude: a partire da 29.900 euro
  • 85th Anniversary/Summit: a partire da 31.700 euro

Focus sull'allestimento 85th Anniversary

Con un prezzo di listino identico alla versione Summit per l'ibrido da 110 CV (31.700 euro), l'allestimento 85th Anniversary rappresenta un'edizione speciale pensata per celebrare la storia del marchio, puntando forte su un'estetica esclusiva e dettagli estremamente ricercati.
Rispetto alla dotazione della versione Altitude, questo allestimento si distingue per una forte e unica caratterizzazione stilistica:
  • Esterni: cattura lo sguardo con i cerchi in lega da 18" con lavorazione diamantata e un'elegante finitura Gold. Il frontale diventa ancora più tecnologico e riconoscibile grazie ai fari a LED MATRIX, all'iconica griglia a 7 feritoie illuminata e agli inediti dettagli verticali Gold incastonati sul paraurti anteriore. Completano la dotazione esterna i fendinebbia a LED.
  • Interni: l'abitacolo fa un salto nel passato pur restando moderno, vantando un'esclusiva selleria premium in tessuto e vinile con trama Tartan, arricchita dal logo 85th Anniversary. L'atmosfera è resa ancora più accogliente dalla luce ambientale con colori personalizzabili e da una Pad cover dedicata specificatamente a questa versione.
  • Sicurezza: oltre agli ADAS già presenti sugli allestimenti inferiori, l'85th Anniversary integra di serie la preziosa Camera 360° per facilitare ogni manovra negli spazi stretti.
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