Il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori,
Massimiliano Dona, attacca duramente il sistema di monitoraggio del Decreto
Trasparenza: "Riduzioni microscopiche, servono interventi dell'Antitrust e
modifiche al Codice Penale".
Il dibattito politico ed economico sul caro-carburanti in
Italia si arricchisce di un nuovo, durissimo capitolo polemico. Al centro della
controversia vi è l'efficacia delle misure introdotte dall'esecutivo per
monitorare e contenere i prezzi di benzina e gasolio, in particolare lungo la
rete autostradale nazionale.
Da un lato, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy,
Adolfo Urso, ha recentemente difeso l'impianto normativo del cosiddetto
"Decreto Trasparenza", presentandolo non solo come uno strumento
pienamente funzionante, ma addirittura come un potenziale modello di
regolamentazione esportabile all'estero. Dall'altro lato, le associazioni dei
consumatori bocciano senza appello l'ottimismo ministeriale, definendo i
risultati concreti del tutto insufficienti per le tasche dei cittadini.
L'attacco dell'Unione Nazionale Consumatori
A farsi portavoce del dissenso è Massimiliano Dona,
presidente dell'Unione Nazionale Consumatori (UNC), che ha commentato con toni
estremamente critici le ultime dichiarazioni del rappresentante del governo.
"Il ministro Urso prende lucciole per lanterne",
ha dichiarato apertamente Dona, parlando di un vero e proprio
"miraggio" che avrebbe colpito i vertici del ministero, illusi
dell'efficacia di quello che definisce un "inutile sistema di monitoraggio
e controllo".
L'effetto della "Moral Suasion" sotto la lente dei dati
Secondo l'analisi fornita dall'UNC, la recente convocazione
delle parti da parte del Ministero ha prodotto unicamente un effetto di
facciata. Sebbene la benzina in autostrada sia scesa sotto la soglia
psicologica di 1,9 euro al litro, l'associazione evidenzia come l'impatto reale
di questa moral suasion governativa sia destinato a esaurirsi nel giro di due o
tre giorni al massimo.
I dati presentati da Dona descrivono variazioni
infinitesimali:
- Benzina:
la riduzione giornaliera in autostrada è passata da appena 1 millesimo a
soli 3 millesimi di euro.
- Gasolio:
situazione simile, con un calo che si è attestato a 6 millesimi di euro,
contro i 2 del giorno precedente.
"Certo, è il triplo, meglio di niente", ironizza
il presidente dell'Unione Consumatori, "ma non parliamo neanche di un
centesimo di euro complessivo". Una flessione che, secondo
l'organizzazione, non incide minimamente sulle dinamiche speculative del
settore.
Le proposte di riforma strutturale
Per superare quella che viene definita la fase delle
"chiacchiere", l'UNC chiede un cambio di rotta radicale che passi
attraverso due riforme strutturali urgenti:
- L'estensione
dei poteri dell'Antitrust: Si propone di consentire all'Autorità
Garante della Concorrenza e del Mercato di intervenire contro le
speculazioni sui prezzi anche in assenza di formali intese restrittive o
abusi di posizione dominante, colmando un grave vuoto normativo.
- Revisione
del Codice Penale: L'UNC invoca la modifica degli articoli 501 e
501-bis, che disciplinano il "Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi
sul pubblico mercato" e le "Manovre speculative su merci",
ritenuti ormai anacronistici e inadeguati per contrastare la speculazione
energetica contemporanea.
Fino a quando non si interverrà sull'apparato sanzionatorio
– conclude l'analisi – le variazioni dei listini resteranno deboli oscillazioni
di facciata, lasciando interamente sulle spalle dei cittadini il peso delle
inefficienze del mercato.