Ho guidato la Mercedes-Benz GLB 2026: quanto può essere efficiente un “cubo” a 7 posti?

Prove su strada
27 aprile 2026, 15.36
Mercedes GLB 2026 copertina
Appena la vedi, rimani colpito: come è possibile produrre e deliberare automobili così squadrate con tutte le numerose regolamentazioni oggi presenti nel mondo dell’auto? Eppure, la Mercedes-Benz GLB 2026 riesce sia ad essere un cortocircuito estetico che, soprattutto, un SUV medio (anzi, ormai medio-grande) che al suo stile così particolare unisce caratteristiche di efficienza, spazio e tecnologia di livello assoluto.
Dopo la prima generazione di GLB, già molto personale e spaziosa, la Casa della Stella rilancia con una seconda serie che riprende gli stilemi che hanno caratterizzato fin dal 2019 il modello più pratico e razionale della gamma “GL” di Stoccarda. Lunga oltre 4,70 metri, in dimensioni più contenute di una più raffinata GLC riesce ad offrire tanto spazio a bordo, con un passo di 2,89 metri che è diventato presto uno dei più ampi della categoria, un bagagliaio generoso e, soprattutto, la possibilità di avere i 7 posti a richiesta.
Dopo la divisione tra GLB termica e EQB elettrica, con questa seconda generazione cadono le differenze, e tutte le motorizzazioni sono note semplicemente come GLB, sia quelle ibride che le diverse varianti elettriche, alle quali si aggiunge il suffisso “with EQ Technology”. Sono andato fino a Trento per provare proprio le varianti elettriche del SUV “boxy” della Stella, che condivide l’ottima piattaforma meccanica MMA con la nuova CLA, già insignita del premio di Auto dell’Anno 2026.
Con lei, questa GLB condivide una grande versatilità e un’ottima efficienza, che nonostante la sezione frontale generosa le permette di essere uno Sport Utility capace di sfiorare i 500 km di autonomia a zero emissioni nelle versioni con batteria più grande da 85 kWh. Scopriamo allora com’è fatta e come va la nuova Mercedes-Benz GLB 2026 in versione 350 4Matic with EQ Technology.

Squadrata, ma più morbida: il design della Mercedes GLB

Esteticamente, la GLB 2026 non tradisce la sua vocazione di Sport Utility pratico e spazioso, mantenendo proporzioni da SUV con un frontale verticale e un parabrezza molto inclinato. Tuttavia, il lavoro dei designer si è concentrato sull'ingentilire le linee per massimizzare l'efficienza e per rendere meno serioso il più squadrato dei modelli della Stella.
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Il risultato è un coefficiente aerodinamico Cx di 0,28, ottenuto grazie ad un sottoscocca quasi completamente carenato, maniglie a filo carrozzeria e cerchi ottimizzati, disponibili fino a 20 pollici. Rispetto alla iper-aerodinamica CLA il coefficiente è ben più alto (la berlina ferma il Cx a solo 0,21, uno dei più bassi dell’intero listino), e questo, come vedremo, si rifletterà in un’efficienza sempre ottima, ma inferiore rispetto alla berlina con la stessa meccanica.
Il frontale perde la classica calandra aperta per fare spazio a un grande pannello integrato che ospita un motivo luminoso composto da 94 stelle a LED, conferendo alla vettura una firma ottica inconfondibile sia di giorno che di notte. Insieme alla Stella integrata nei fari, che fa anche da indicatore di direzione, al logo Mercedes-Benz illuminato e al badge metallico, immancabile, sul cofano, questa GLB ha quasi 100 Stelle sul frontale, rendendo impossibile confonderla per qualche altra auto.
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Lateralmente, si fanno apprezzare il muso sostanzialmente verticale, così come il parabrezza poco inclinato, ma lo studio aerodinamico si fa notare grazie a delle prese d’aria che si intravedono nel paraurti anteriore, e che liberano la pressione dal massiccio frontale per deviare i flussi verso le fiancate. Queste ultime sono pulite, con maniglie a scomparsa come da tradizione recente della Stella e grandi superfici vetrate. I cerchi, invece, hanno diametri tra i 18 e i 20 pollici, hanno tutti disegni aerodinamici per “salvare” qualche km di autonomia, mentre fanno la loro comparsa dei vistosi passaruota bombati, che insieme alla carreggiata allargata regalano alla GLB una presenza su strada decisamente più “adulta” rispetto alla quadratissima prima generazione.
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I rivestimenti a contrasto sui passaruota ne ribadiscono l'indole avventurosa. La coda è altrettanto personale, con un gruppo ottico a tutta larghezza a C rovesciata che cinge il portellone, con due stelle per lato a rendere assolutamente inconfondibile lo stile dello Sport Utility tedesco. Dietro l’enorme portellone posteriore, poi, c’è spazio per un vano da 540 litri (circa 20 litri meno della GLB termica precedente), aumentabili fino a 1.715 litri abbattendo il divano.

Gli interni: spazio, tecnologia e qualche sbavatura

L'abitacolo è uno dei punti di forza del progetto, con un livello di spazio e tecnologia superiore rispetto al passato. Grazie a un passo allungato di ben 6 cm, la distanza tra le ruote anteriori e posteriori arriva a ben 2,89 metri, un risultato da primato nel mercato dei SUV sotto i 4,80 metri. Lo spazio a bordo, di conseguenza è davvero da “grande”. Disponibile in configurazione a 5 o 7 posti, offre una flessibilità notevole: la seconda fila scorre longitudinalmente di 14 cm, e lo spazio per tutti e cinque i passeggeri è davvero generoso. Grazie anche a grandi superfici vetrate e alla presenza, di serie, del tetto panoramico, l’abitacolo è luminoso e arioso, e fatto con buona cura.
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Sebbene, infatti, ci siano alcuni materiali che non convincono fino in fondo, con plastiche rigide nella parte inferiore del tunnel e un uso ancora fin troppo esteso del Piano Black, l’abitacolo è assemblato con cura, è robusto e, soprattutto, ha un effetto wow assicurato. Gli interni sono dominati dal pannello dove troviamo l’enorme display dell’infotainment da 14 pollici del sistema MBUX Superscreen, affiancato da un quadro strumenti digitale semplificato rispetto ai sistemi precedenti e, a richiesta, integrabile da un terzo display, sempre da 14 pollici, davanti al passeggero.
Il sistema operativo MB.OS è integrato non solo all’interno dei display, ma dell’intera automobile, rendendo più fluida e veloce ogni operazione. Il sistema, dal canto suo, è molto rapido, semplice da usare e piacevole, ma alcuni comandi, come quelli del clima, sono piuttosto piccoli e complicati da usare, soprattutto in marcia. Il sistema operativo MB.OS è ora supportato da un'intelligenza artificiale avanzata (con integrazioni ChatGPT e Google Gemini) per interazioni vocali estremamente naturali.
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Qualche sbavatura? Se da un lato l'abitacolo stupisce per l'effetto "wow", con un’illuminazione lounge davvero di qualità, dall'altro la transizione quasi totale verso i comandi touch non è la più comoda e intuitiva. Mercedes-Benz è già corsa ai ripari, sostituendo alcuni comandi a sfioramento sul volante con dei comandi fisici, nello specifico la rotella del volume e il selettore della velocità del Cruise Control Adattivo, ma gli altri comandi sono ancora a sfioramento e manca, per ora, un tasto per cambiare canzone o stazione radio dal volante. Si tratta di una sorprendente mancanza che, però, sarà facile da risolvere con un aggiornamento software, in quanto tutti i sistemi sono sviluppati in casa da Mercedes.
Non mancano, ora, anche le palette al volante per gestire la rigenerazione e, sulle versioni ibride, per cambiare le marce, affiancandosi alla soluzione utilizzata fino alle prime CLA di gestione tramite il solo selettore del cambio al volante. Inoltre, sebbene l'accesso alla terza fila sia stato migliorato, i due sedili in fondo restano indicati solo per passeggeri non più alti di 1,71 metri, rappresentando una soluzione d'emergenza, o dedicata ai più piccoli.

Meccanica modulare: piattaforma MMA e trazione anteriore, posteriore o integrale

A livello meccanico, la nuova Mercedes GLB fa un netto salto generazionale, abbandonando la piattaforma MFA2 nativa termica della precedente e utilizzando il nuovo pianale modulare MMA, la Mercedes-Benz Modular Architecture che abbiamo già visto sulla nuova CLA. Questa piattaforma è estremamente modulare in quanto, seppur nativa elettrica, è stata adattata per accogliere anche powertrain ibridi. La versione termica, infatti, utilizza il nuovo 1.5 quattro cilindri turbobenzina M252, sviluppato in collaborazione con Geely e dotato di turbina a geometria variabile, ciclo Miller e cambio automatico doppia frizione a 8 marce.
Declinato in tre livelli di potenza, 136, 163 e 190 CV, la potenza complessiva di questo 1.5 sale grazie all’apporto di un motore elettrico da 30 CV e 200 Nm di coppia del sistema ibrido Plug-In, che porta così la GLB 180 a 156 CV, la 200 a 184 CV e la più potente 220 a 221 CV. Il motore è, ovviamente, anteriore così come la trazione “di base”, mentre le più potenti GLB 200 e 220 sono disponibili anche con trazione integrale 4Matic. Questa caratteristica rende la GLB una delle pochissime vetture acquistabili con le tre tipologie di trazione principali: anteriore, integrale e… posteriore.
Questo perché le versioni elettriche della vettura su piattaforma MMA sono dotate di motore principale posteriore, e di un layout tecnico di ultima generazione. La GLB, infatti, sfrutta una sofisticata architettura elettrica a 800 volt che porta le potenze di ricarica a 320 kW nelle colonnine compatibili. Attenzione, però: per avere accesso a tutti i tipi di colonnine con ricarica Ultra-Fast, ovvero anche quelle a 400 V, e la potenza di ricarica in corrente alternata a 22 kW (di serie si arriva a 11 kW), bisogna acquistare il sistema di ricarica flessibile, dal prezzo di 671 euro per la tecnologia in corrente continua e altrettanti per quella in corrente alternata a 22 kW.
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Come per la versione termica, anche la GLB ha tre varianti di potenza: 200, 250+ e 350 4Matic. La 200 è la versione d’attacco, dotata di un motore da 224 CV e di una batteria con tecnologia LFP da 58 kWh, che le consente di avere un’autonomia nel ciclo misto WLTP di 431 km. La più interessante della gamma è però la sorella maggiore, la 250+. Come la 200, questa variante utilizza un motore elettrico singolo posteriore da 272 CV, mentre la batteria è una NMC da ben 85 kWh. Complice il lavoro aerodinamico, che abbassa il Cx a 0,28, la GLB 250+ è quella con la maggiore autonomia, capace di arrivare a 631 km nel ciclo WLTP con una ricarica. Al top, infine, abbiamo la GLB 350 4Matic, che al motore da 272 CV ne aggiunge un secondo, più piccolo, all’anteriore, per una potenza complessiva di 354 CV, 515 Nm di coppia e prestazioni molto vivaci, con uno 0-100 km/h coperto in 5,5 secondi. L’autonomia, comunque, non scende di molto, fermandosi a 614 km nel ciclo WLTP.
Molto interessante la soluzione scelta per la trasmissione sulle elettriche: su tutte, infatti, è presente un cambio a due rapporti collegato al motore posteriore. La logica dietro a questa scelta è semplice, ma efficace. La prima marcia, più corta, permette di avere le massime prestazioni negli scatti da fermo e rendere l’auto più vivace e reattiva. La seconda, decisamente più lunga, consente alla GLB di abbassare i giri motore e quindi di “sforzare” meno il motore elettrico alle alte velocità.
In questo modo, aumentano sia l’efficienza alle velocità autostradali, dove il motore fa decisamente meno fatica e non si incorre in quella sensazione di plafonare oltre una certa velocità come su molte EV, ma permette anche di avere prestazioni decisamente più vivaci anche alle alte velocità: per un’auto “figlia” dell’Autobahn tedesca, le autostrade senza limiti, questo è un dettaglio da non sottovalutare.

Come va la Mercedes-Benz GLB 2026?

Ho percorso circa 300 km alla guida della Mercedes-Benz GLB, scegliendo la 350 4Matic, la variante più potente e, sulla carta, meno efficiente per mettere alla prova un progetto che, dopo averlo provato sulla sorella minore CLA (della quale leggerete presto su Autoappassionati.it), mi ha già fatto capire i suoi punti di forza. Salire a bordo della GLB, all’inizio, riprende da vicino le sensazioni della più bassa CLA, ma con più spazio a bordo e una posizione di guida più “coerente”. L’altezza del pacco batterie posizionato sotto al pianale, infatti, costringe la berlina tedesca ad avere una seduta decisamente alta: sulla GLB, ovviamente, questo non succede, e siamo di fronte ad un’auto con un’ottima posizione di guida, dominante ma non troppo “appollaiata” come succede spesso sui SUV di queste dimensioni.
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Le grandi superfici vetrate danno una buona visibilità anteriore, anche se i montanti dietro generosi, invece, limitano un po’ la visuale laterale e posteriore. Fin dai primi metri, si apprezza una taratura più “tradizionale” dei motori elettrici. Sebbene spinga tanto, infatti, non c’è quella eccessiva rapidità fin da fermi, con l’auto che predilige un’erogazione più fluida. Lo sterzo è leggero e progressivo, le sospensioni piuttosto morbide e la frenata rigenerativa è ben tarata in modalità Auto, che gestisce a seconda di ciò che l’auto trova davanti a sé la quantità di rigenerazione attivare. Scegliendo la modalità di rigenerazione elevata, invece, l’auto ha una forte capacità frenante, andando a ridurre quella fluidità di marcia e che, alla lunga, può dare fastidio ai passeggeri.
Ciò che si nota è un’ottima insonorizzazione, che permette all’auto di essere estremamente silenziosa e comoda, capace di coccolare anche in lungo viaggio, più che fattibile con questa GLB. Nonostante, infatti, le forme da “cubo” siano sulla carta poco adatte all’efficienza, in Mercedes hanno lavorato a lungo per rendere anche questa vettura capace di ottime percorrenze: sarà davvero così?
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Aspettarsi le stesse rese della CLA, una delle auto più efficienti e aerodinamiche degli ultimi 20 anni, sarebbe folle: infatti, il Cx della CLA di 0,21 è uno dei più bassi mai registrati su un’auto stradale, e rispetto a lei lo 0,28 della GLB sembra disastroso. In realtà, nonostante la superficie anteriore sia verticale e molto ampia, il SUV a 7 posti della Stella riesce a fare molto bene. Nel mio tragitto di oltre 300 km tra Verona e Trento, infatti, ho totalizzato un consumo di 14 kWh/100 km, dei quali più di 200 fatti in autostrada, con un consumo reale a 130 km/h di poco inferiore ai 20 kWh/100 km. Questo significa poter avere un’autonomia reale in autostrada di oltre 400-430 km, rendendo possibili anche i viaggi lunghi (se coadiuvati, ovviamente, da una rete di ricarica Fast).
In città, il peso di oltre 2.200 kg si fa sentire e i consumi sono sostanzialmente gli stessi, mentre in statale la seconda marcia aiuta tanto a contenere l’utilizzo di energia, con una media che può stare intorno ai 12-13 kWh/100 km, per un’autonomia reale superiore ai 500 km. Leggendo i numeri, si potrebbe rimanere perplessi per gli oltre 150 km di differenza tra questa GLB e la CLA con lo stesso motore. In realtà, questa differenza è data dall'aerodinamica, dalla forma della carrozzeria e dal peso maggiore. Ricordiamo che il Cx, infatti, è una funzione esponenziale, e un singolo decimale di differenza può dare grandi differenze a livello di consumi ed efficienza.
Riuscire a "limitare" la perdita di autonomia e l'aumento di consumi con un Cx ben più alto fa capire quanto sia efficiente il powertrain, la soluzione del cambio posteriore e, in generale, il lavoro aerodinamico che rende anche un'auto con questa forma decisamente efficiente. In più, questi risultati sono stati ottenuti dalla GLB 350, la più potente e, sulla carta, meno efficiente, ma che riesce ad avere un comportamento convincente in ogni situazione.
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Alla guida, infatti, è un’auto piacevole, facile e rapida, che si comporta bene anche tra le curve con un buon comportamento dinamico, un’eccellente stabilità in ogni situazione e delle ottime prestazioni del suo powertrain a doppio motore. Peccato per un paio di sbavature, come per esempio il mantenitore di corsia non sempre precisissimo e il display dell’infotainment posizionato molto in basso, che viene leggermente coperto con la mano destra durante la guida.

Prezzi e allestimenti: si parte da 53.000 euro

Stile molto personale, tanto spazio a bordo e un’esperienza di guida che convince. Il tutto è reso possibile da una piattaforma e da un’architettura elettrica di assoluto rilievo, che permette a Mercedes-Benz di posizionarsi come uno dei brand più avanti nella “corsa” all’elettrico. Non mancano i piccoli difetti, è vero, da una qualità costruttiva non sempre eccezionale ad alcuni comandi dell’infotainment fin troppo cervellotici, fino ad un comportamento dinamico più incline al comfort e alla guida “in souplesse” rispetto alla sportività.
L’efficienza, l’abitabilità e l’ottimo comportamento stradale, però, rendono questo SUV uno dei più validi nel segmento dei modelli medio-grandi elettrici. L’ultimo scoglio, ovviamente, è rappresentato dal prezzo, importante e, come da tradizione Mercedes, facile da aumentare di diverse migliaia di euro attingendo dalla lunghissima lista degli optional. La gamma, infatti, ha un prezzo di partenza piuttosto interessante, con la GLB 200 in allestimento Advanced che parte da poco più di 53.000 euro.
Per una GLB come quella della prova, la 350 4Matic in allestimento Advanced Plus, invece, il prezzo di partenza è di 67.145 euro, che con (non troppi) optional sale ad un prezzo reale di 75.000 euro. Sono questi, quindi, i prezzi della Mercedes-Benz GLB (X244) with EQ Technology, ovvero la variante elettrica:
· GLB 200 with EQ Technology Advanced, 53.298 euro
· GLB 200 with EQ Technology Advanced Plus, 55.677 euro
· GLB 200 with EQ Technology Premium, 58.556 euro
· GLB 200 with EQ Technology Premium Plus, 60.923 euro
· GLB 250+ with EQ Technology Advanced, 59.398 euro
· GLB 250+ with EQ Technology Advanced Plus, 61.777 euro
· GLB 250+ with EQ Technology Premium, 64.656 euro
· GLB 250+ with EQ Technology Premium Plus, 67.023 euro
· GLB 350 4Matic with EQ Technology Advanced, 64.766 euro
· GLB 350 4Matic with EQ Technology Advanced Plus, 67.145 euro
· GLB 350 4Matic with EQ Technology Premium, 70.024 euro
· GLB 350 4Matic with EQ Technology Premium Plus, 72.391 euro
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