Debutta oggi a Bruxelles la nona generazione dell'iconico
veicolo da lavoro: confermato il telaio a longheroni, ma la vera novità è sotto
il cofano con l'arrivo dell'elettrico puro e del diesel ibrido 48V. In Italia a
metà anno.
C'è un'aria di rivoluzione all'Expo di Bruxelles. Nel giorno
di apertura del Salone dell'Automobile (9-18 gennaio 2026),
Toyota toglie i
veli alla nona generazione di un mito vivente: l'Hilux. Con oltre
27 milioni
di unità vendute in mezzo secolo di storia, il pick-up giapponese è
sinonimo globale di indistruttibilità. La sfida di questa nuova generazione era
forse la più difficile di sempre: entrare nell'era dell'elettrificazione senza
perdere quell'anima
rugged che lo ha reso celebre.
La risposta di
Toyota è, ancora una volta, pragmatica e
basata sulla strategia "multi-tecnologica": non esiste una soluzione
unica per tutti, ma diverse motorizzazioni per diverse esigenze.
La scommessa dell'Elettrico: robusto ma a zero emissioni
La vera notizia di questa edizione del Salone è
l'apparizione del primo Hilux elettrico a batteria (BEV) della storia.
Toyota ha voluto rassicurare subito i puristi: il veicolo mantiene la stessa piattaforma
TNGA con telaio body-on-frame (a longheroni e traverse) delle versioni
termiche, garanzia di rigidità e capacità torsionale in fuoristrada.
I numeri parlano di un mezzo pensato per il lavoro reale,
pur con i compromessi tipici dell'elettrico sul peso:
- Batteria:
59,2 kWh.
- Trazione:
Integrale permanente tramite due assali elettrici (e-axles).
- Potenza:
Coppia immediata di 205 Nm all'anteriore e 268 Nm al posteriore.
- Autonomia:
Fino a 257 km nel ciclo combinato WLTP (che salgono a 380 km in città).
Se la capacità di guado rimane invariata a 700 mm
(identica al diesel, un dato tecnico notevole per un elettrico), cambia la
capacità di traino, che si ferma a 1,6 tonnellate contro le 3,5 del
fratello termico, con un carico utile di 715 kg. È la scelta ideale per chi
opera in cantieri urbani, zone a traffico limitato o miniere dove le emissioni
zero sono mandatorie.
Il "Re" del mercato: il Diesel Ibrido 48V
Se l'elettrico rappresenta il futuro e l'immagine, il cuore
pulsante delle vendite in Europa sarà il nuovo 2.8 litri diesel con sistema
Mild Hybrid 48V. Questa motorizzazione è la sintesi perfetta tra tradizione
e normativa: il sistema a 48V supporta il motore termico rendendo la
trasmissione più fluida e silenziosa, specialmente nelle fasi di spunto e
start-stop, migliorando al contempo consumi ed emissioni.
A differenza dell'elettrico, qui non ci sono compromessi
sulle capacità lavorative "pesanti": una tonnellata di carico
utile e 3,5 tonnellate di traino. È la versione "tuttofare" che
promette di dominare le flotte aziendali.
Design e tecnologia: solo Doppia Cabina
Esteticamente, il nuovo Hilux sposa il concetto di design "Robusto
e Agile", con linee più decise e contemporanee che sottolineano la
forza del veicolo. Una scelta radicale riguarda la carrozzeria: in linea con le
preferenze del mercato europeo, il nuovo Hilux sarà disponibile esclusivamente
in versione Doppia Cabina.
L'obiettivo è chiaro: offrire un veicolo che sia uno
strumento di lavoro durante la settimana e un compagno di viaggio confortevole
nel weekend, grazie a un abitacolo spazioso e al pacchetto di sicurezza
Toyota
T-Mate. Per gli amanti dell'off-road tecnico, arrivano anche il
Multi-Terrain
Monitor e il
Panoramic View Monitor, occhi elettronici fondamentali
per piazzare le ruote nei passaggi più angusti.
Quando arriva?
Per vederlo sulle strade italiane bisognerà attendere la metà
del 2026. I prezzi e le specifiche finali per il nostro mercato non sono
ancora stati comunicati, ma la strategia è tracciata: Hilux cambia pelle per
non dover cambiare anima, offrendo per la prima volta una scelta reale tra il
pistone e l'elettrone.