Svolta Volkswagen: addio ai motori a tre cilindri, la gamma sarà solo a quattro cilindri e ibrida

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07 aprile 2026, 12.32
volkswagen motore tsi
Un profondo riassetto tecnico è alle porte per il Gruppo Volkswagen. In previsione dell'entrata in vigore della normativa sulle emissioni Euro 7 e del prossimo ciclo di rinnovamento della gamma, il colosso automobilistico tedesco si prepara a una drastica razionalizzazione dei propri propulsori. L'obiettivo? Abbandonare le architetture a tre cilindri per concentrare lo sviluppo esclusivamente su motori turbo a quattro cilindri, fortemente integrati con sistemi ibridi.

Il pensionamento del "mille" e la standardizzazione tecnica

Il cambiamento interesserà la quasi totalità dei modelli basati su piattaforme a motore trasversale. A partire dai restyling previsti per il 2027, vetture di grande diffusione come Volkswagen Polo e T-Cross, Seat Ibiza e Arona, o Skoda Fabia e Kamiq, rinunceranno all'attuale propulsore 1.0 TSI a tre cilindri.
La nuova strategia prevede l'impiego esclusivo di cubature da 1.5 e 2.0 litri per tutti i marchi generalisti del Gruppo. Rimarrebbero escluse da questa semplificazione industriale solo le vetture con motore longitudinale (dall'Audi A5 a salire) e i brand di lusso come Porsche e Bentley. Questa mossa fa seguito a una più ampia politica di razionalizzazione, già evidenziata dal recente addio al celebre 2.5 a cinque cilindri che equipaggia l'Audi RS3.

Un'offerta basata su soli tre propulsori

Dal punto di vista termico, l'offerta del Gruppo Volkswagen per i modelli a motore trasversale si reggerà su tre pilastri ingegneristici principali:
  • 1.5 TFSI (Benzina): Sarà il motore d'accesso per coprire la fascia di potenza compresa tra poco meno di 100 CV e 150 CV. Questa unità, caratterizzata dal ciclo di combustione Miller e dal turbocompressore a geometria variabile, è già in grado di erogare 116 CV (come visto sulla recente T-Roc), andando a sostituire di fatto le potenze coperte oggi dal 1.0 litri.
  • 2.0 TSI (Benzina): Verrà riservato ai modelli che richiedono prestazioni superiori. Attualmente, questa unità turbo è in grado di spingersi fino ai 333 CV erogati dalla Golf R, garantendo ampia flessibilità per le versioni più sportive.
  • 2.0 TDI (Diesel): Sul fronte del gasolio, sopravviverà un'unica architettura. Il collaudato duemila, oggi declinato in step da 116, 150 o 193 CV, rimarrà a listino, sebbene sia prevedibile una leggera flessione dei valori di potenza per rientrare nei rigidi parametri omologativi dell'Euro 7.

L'evoluzione ibrida: in arrivo una nuova trasmissione

La vera chiave di volta di questi quattro cilindri sarà la loro profonda integrazione con la tecnologia ibrida. Se il 1.5 TFSI è già ampiamente diffuso nelle varianti mild hybrid e plug-in, abbinato ai cambi robotizzati a doppia frizione, il futuro prossimo vedrà l'introduzione di una configurazione full hybrid inedita per il costruttore di Wolfsburg.
Secondo le indiscrezioni tecniche, Volkswagen sta sviluppando un sistema basato su una trasmissione a rotismi epicicloidali, un'architettura concettualmente simile a quella impiegata storicamente da Toyota. Tuttavia, per assecondare i gusti della clientela europea, il sistema Volkswagen sarebbe in grado di simulare la presenza di rapporti meccanici predefiniti, eliminando il cosiddetto "effetto scooter" in fase di forte accelerazione.
Questa nuova trasmissione elettrificata non sarà un'esclusiva del propulsore più piccolo, ma potrebbe essere accoppiata anche al più prestazionale 2.0 turbo a benzina, fornendo la trazione ideale per i SUV e le vetture più pesanti del Gruppo.
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