Superbollo, ci risiamo: il Governo ripropone l'abolizione, ma i fatti continuano a latitare

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25 giugno 2026, 14.12
matteo salvini
Dal 2023 si susseguono dichiarazioni sulla fine della sovrattassa introdotta nel 2011. All'evento Aniasa, il Ministro Salvini ha rilanciato l'impegno, unendo le critiche alle imposizioni europee sull'elettrico.
Il tema dell'abolizione del superbollo riemerge ciclicamente nel dibattito politico italiano, assumendo sempre più i contorni di un'eterna promessa. L'ultimo capitolo di questa lunga saga si è consumato durante l'evento "Le nuove frontiere della mobilità" organizzato nella Capitale da Aniasa, l'Associazione di Confindustria che rappresenta i servizi di mobilità. In questa sede, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha rassicurato la platea affermando che l'eliminazione dell'odiata tassa automobilistica rimane saldamente "sul tavolo del Governo".
Secondo le dichiarazioni del Ministro, l'esecutivo sta ancora lavorando a una revisione della misura per "venire incontro alle esigenze di chi lavora e muove benessere e ricchezza". Tuttavia, l'assenza di tempistiche certe e di coperture finanziarie definite alimenta un inevitabile e giustificato scetticismo tra gli addetti ai lavori e gli automobilisti.

Una cronistoria di annunci senza seguito

L'attuale esecutivo ha affrontato il tema in molteplici occasioni, ma fino a oggi le dichiarazioni di intenti non si sono mai tradotte in atti normativi concreti. La tassa, introdotta originariamente nel 2011 dal Governo Monti per colpire le vetture ad alte prestazioni (oltre i 185 kW), è oggetto di discussioni e promesse di revisione da anni.
Anno La promessa politica Esito concreto
2023 Impegno iniziale per l'eliminazione totale del superbollo, senza oneri per le casse dello Stato. Nessun provvedimento normativo varato.
2024 L'esecutivo ribadisce l'obiettivo di un "progressivo superamento" appena reperite le risorse. Nessuna copertura finanziaria stanziata.
Maggio 2025 Ipotesi ministeriale di procedere per step, alzando progressivamente la soglia dei kW. Proposta rimasta esclusivamente verbale.
Giugno 2026 Il Ministro Salvini conferma che il dossier "resta sul tavolo del Governo". Si attendono (ancora) sviluppi reali.
A distanza di anni dalle prime rassicurazioni, il copione appare immutato. Resta il legittimo dubbio se si arriverà mai a una reale cancellazione o se, più verosimilmente, si assisterà a un continuo e strategico rinvio del problema. Non resta che attendere la prossima Legge di Bilancio per capire se alle parole seguiranno i fatti.

Il fronte europeo: netta chiusura alle imposizioni sull'elettrico

Oltre al nodo, finora irrisolto, del superbollo, l'intervento del Ministro Salvini ha toccato un altro tema cruciale per il comparto: le direttive europee sulla transizione ecologica. Il titolare del dicastero dei Trasporti ha espresso una ferma contrarietà verso le recenti spinte comunitarie previste dal cosiddetto "pacchetto automotive", definendole scollegate dalle dinamiche reali dell'imprenditoria.
Il bersaglio principale delle critiche è la pressione di Bruxelles per imporre quote stringenti di veicoli a zero emissioni all'interno delle flotte aziendali. La posizione del Governo italiano si fonda su tre pilastri:
  • Obiettivi irrealistici: L'ipotesi di obbligare le grandi flotte e le società di noleggio a raggiungere il 95% di veicoli elettrificati viene giudicata impraticabile nelle finestre temporali richieste dall'Europa.
  • Danni sistemici: Un'accelerazione forzata di questa portata, dettata da quella che il Ministro definisce "un'ideologia", comporterebbe ripercussioni pesanti sotto il profilo economico, industriale e sociale.
  • Necessità di pragmatismo: La decarbonizzazione del comparto automotive deve basarsi su un approccio flessibile. Non può prescindere dalla sostenibilità economica e dall'equilibrio industriale dei costruttori e degli acquirenti.
Mentre sul fronte europeo la linea del Governo appare netta e orientata a una decisa opposizione contro le scadenze forzate dell'elettrico, sul piano interno la questione fiscale del superbollo rimane, per l'ennesima volta, un cantiere aperto e indefinito.
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