L’industria dell'automotive compie un ulteriore passo verso
la sostenibilità e l'ottimizzazione delle risorse. SUSTAINera, la divisione di
Stellantis dedicata all'Economia Circolare, ha ufficializzato l'apertura di
nuovi canali di vendita diretta su eBay. L'obiettivo è immettere sul mercato
ricambi originali usati, recuperati, controllati e certificati, provenienti
direttamente dal Centro di smontaggio veicoli situato nell’Hub di Mirafiori, a
Torino.
L'iniziativa si inserisce in una strategia industriale più
ampia, basata sulle "4 R" (Rigenerazione, Riparazione, Riuso e
Riciclo), pensata per ridurre l'impatto ambientale del settore automobilistico
fornendo al contempo un'alternativa economica sia ai professionisti della
riparazione che agli automobilisti privati.
Una rete europea in espansione
I nuovi negozi digitali su eBay sono attualmente operativi
in quattro mercati chiave europei:
Italia, Francia, Germania e Spagna.
L'operazione è gestita dal team di vendita di
Stellantis SUSTAINera in
collaborazione con BrandOn Group, un partner europeo specializzato
nell'implementazione di strategie di e-commerce e marketplace.
Questa nuova vetrina va a integrare una rete distributiva
del riuso già solida. Il catalogo proveniente da Mirafiori si aggiunge infatti
all'offerta della piattaforma digitale B-Parts, che conta oggi un bacino
di 12 milioni di pezzi in Europa. I riparatori professionisti, inoltre,
mantengono l'accesso a questi componenti attraverso i canali tradizionali B2B,
come Service Box e i cataloghi E-PER legati alla rete Distrigo di Stellantis.
Attualmente, il bacino di ricambi provenienti dal polo
torinese ammonta a uno stock di oltre 20.000 pezzi pronti per l'acquisto
tramite la celebre piattaforma di aste e vendite online, garantendo ai clienti
piena tracciabilità sulla provenienza dei materiali.
Qualità certificata e vantaggi economici
Uno degli ostacoli storici del mercato dei ricambi usati è
la percezione di inaffidabilità da parte del consumatore. Per ovviare a questo
problema, Stellantis ha standardizzato il processo di recupero.
I componenti derivano dallo smantellamento di veicoli a fine
vita e di vetture prototipo. Prima di essere messi in vendita, i pezzi sono
sottoposti a una filiera di controllo rigorosa:
- Ispezione
iniziale, selezione e classificazione.
- Smontaggio
in condizioni di sicurezza e pulizia approfondita.
- Valutazione
funzionale e applicazione di un sistema di codifica interno per garantire
la conformità di legge.
Il risultato è un catalogo di parti originali e
perfettamente funzionanti che copre elementi di carrozzeria, meccanica,
elettronica, impianto elettrico e componenti per gli interni.
Sotto il profilo economico e di tutela del consumatore, la
proposta di SUSTAINera offre garanzie paragonabili a quelle del nuovo: un anno
di copertura, il diritto di reso entro 14 giorni e un risparmio economico che,
secondo quanto dichiarato dall'azienda, può raggiungere il 70% rispetto
all'acquisto di un ricambio uscito di fabbrica. A supporto della trasparenza,
ogni annuncio online è corredato da documentazione fotografica dettagliata.
I marchi coinvolti e l'impatto ambientale
Attualmente, il magazzino rifornito da Mirafiori si
concentra prevalentemente sui marchi italiani e americani del gruppo, con
disponibilità per veicoli FIAT, Alfa Romeo e Jeep, a cui si aggiungono
parti per Peugeot, Opel e Citroën. Il gruppo automobilistico ha già
confermato che l'assortimento verrà progressivamente esteso ad altri modelli e
brand.
Al di là del vantaggio per il portafogli dei consumatori,
l'operazione ha un peso specifico notevole sul bilancio ambientale della
multinazionale. Il riutilizzo di un componente d'auto già esistente si traduce
in un risparmio del 100% delle materie prime necessarie per produrne uno
nuovo. Inoltre, Stellantis calcola che questo processo eviti fino al 50% delle
emissioni di CO2 collegate alle normali filiere produttive. I materiali
smontati a Mirafiori che non superano i test qualitativi per la rimessa in
vendita vengono invece instradati verso i processi di riciclo, riducendo al
minimo gli scarti industriali.