L’8 giugno 2026, sul circuito più temuto del mondo, è
successa una cosa che non era mai accaduta prima. Una Xiaomi YU7 GT ha
percorso l'intero Nürburgring Nordschleife senza nessun pilota al
volante. Non un prototipo di laboratorio, non un robot su ruote. Un SUV
elettrico di produzione, attrezzato con il Track Package dell'azienda, ha
completato il primo giro autonomo ufficialmente cronometrato nella storia del
circuito tedesco.
Il tempo? 10 minuti e 29,483 secondi. Non esattamente
velocissimo ecco, ma sufficiente per entrare nei libri dei record in una
categoria che fino a quel momento non esisteva nemmeno.
Xiaomi, il costruttore di smartphone che fa paura a Porsche
Per capire il peso di questa notizia bisogna prima capire
chi è Xiaomi nel mondo dell'automotive, perché non è affatto scontato.
La stessa azienda che produce smartphone e televisori ha lanciato la sua prima
auto nel 2024, e in meno di due anni si è già messa a competere per i record
assoluti al Nürburgring con una serietà che ha sorpreso praticamente tutti.
La YU7 GT, versione ad alte prestazioni del SUV
elettrico di punta, era già diventata a maggio 2026 il SUV più veloce di
sempre al Nürburgring con un giro in 7:22.755 guidato da Vincent
Radermecker, battendo l'Audi RS Q8 Performance di quasi 14 secondi. Prima
ancora, nel 2025, la berlina SU7 Ultra aveva stabilito il record per la
vettura elettrica di produzione a quattro porte con 7:04.957. Xiaomi al
Nürburgring non è una visita turistica: è una campagna sistematica di conquista
dei record.
Il giro autonomo è un capitolo a parte, con regole diverse e
obiettivi diversi.
Come funziona: 73 curve senza toccare il volante
La YU7 GT impiegata nel test era equipaggiata con il Track
Package: sedili posteriori rimossi, rollbar installato, pneumatici
semi-slick allargati al posteriore e sospensioni idrauliche attive capaci di
abbassarsi automaticamente e redistribuire la potenza in base alle esigenze del
percorso. Lo stesso setup usato per il record umano.
Il sistema di guida autonoma si basa su un'architettura end-to-end
combinata con un modello dinamico del veicolo che valuta in tempo reale le
condizioni del fondo stradale e il comportamento della vettura prima di ogni
decisione di controllo. Sterzata, frenata, erogazione della potenza: tutto
gestito dall'intelligenza artificiale, istante per istante, per 10 minuti
abbondanti. Il Nürburgring non perdona: buche, cambi di pendenza, punti ciechi,
asfalto che cambia consistenza ogni centinaio di metri. Il sistema ha dovuto
imparare un tracciato che i piloti umani impiegano anni a memorizzare davvero.
Il Nürburgring ha riconosciuto ufficialmente il risultato
istituendo una nuova categoria nel registro dei record per veicoli
elettrici a guida autonoma. Una categoria che, al momento, ha un solo membro.
Il paradosso del tempo: tre minuti di ritardo, un mondo di significato
Il tempo autonomo di 10:29.483 è circa tre minuti più lento
del giro umano di 7:22.755. Un divario che enorme su un tracciato dove le gare
si decidono al secondo. Per fare un paragone, un furgone Transit e una Mercedes
da corsa del 1939 hanno entrambi fatto meglio di quel tempo. Visto così,
non è un risultato particolarmente impressionante.
Ma il punto non è il crono. Il punto è che il sistema ha
completato il giro. Ha gestito ogni curva, ogni frenata, ogni variazione di
grip su un circuito che la maggior parte dei piloti amatoriali non oserebbe
percorrere. La stessa Xiaomi ha definito il giro "un punto di
partenza, non un punto di arrivo" e in quel commento c'è tutta la
filosofia dell'esercizio: non una dimostrazione di superiorità, ma una baseline
da cui partire per migliorare.
Vale anche la pena notare quello che il video del giro
mostra con una certa ironia involontaria: i tergicristalli automatici che si
attivano durante il percorso, con l'abitacolo completamente vuoto. Un dettaglio
piccolo che rende l'intera scena stranamente surreale.
Una nuova frontiera per i record al Ring
Il risultato apre una domanda concreta sul futuro del Nürburgring:
potrebbe un giorno diventare realtà un giro taxi autonomo del Ring, senza
pilota? I taxi turistici con piloti professionisti sono da sempre una delle
attrazioni del circuito. L'idea che un sistema autonomo possa un giorno offrire
la stessa esperienza, con la stessa intensità ma senza il fattore umano al
volante, non è più fantascienza pura.
Per ora restano molte domande aperte: quanto lavoro di
mappatura preventiva ha richiesto la preparazione? Quanto del software usato
nel test è diverso da quello destinato ai clienti? Il veicolo è effettivamente
un prototipo per quanto riguarda il software autonomo, non un'auto di serie che
si è messa a guidare da sola.
Quello che è certo è che Xiaomi ha appena costretto il
Nürburgring a inventare una nuova categoria di record. E che la prossima
domanda non è "se" qualcun altro tenterà di batterla, ma
"quando".