Stacca un record al Nürburgring, ma alla guida non c'era...nessuno [VIDEO]

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di Simone Bocca
29 giugno 2026, 17.28
Nell'immagine si vede l'interno della Xiaomi YU7 GT al Nürburgring con dati telemetrici e gps
L’8 giugno 2026, sul circuito più temuto del mondo, è successa una cosa che non era mai accaduta prima. Una Xiaomi YU7 GT ha percorso l'intero Nürburgring Nordschleife senza nessun pilota al volante. Non un prototipo di laboratorio, non un robot su ruote. Un SUV elettrico di produzione, attrezzato con il Track Package dell'azienda, ha completato il primo giro autonomo ufficialmente cronometrato nella storia del circuito tedesco.
Nell'immagine si vede la Xiaomi YU7 rossa in pista al Nürburgring durante un tentativo di record
Il tempo? 10 minuti e 29,483 secondi. Non esattamente velocissimo ecco, ma sufficiente per entrare nei libri dei record in una categoria che fino a quel momento non esisteva nemmeno.

Xiaomi, il costruttore di smartphone che fa paura a Porsche

Per capire il peso di questa notizia bisogna prima capire chi è Xiaomi nel mondo dell'automotive, perché non è affatto scontato. La stessa azienda che produce smartphone e televisori ha lanciato la sua prima auto nel 2024, e in meno di due anni si è già messa a competere per i record assoluti al Nürburgring con una serietà che ha sorpreso praticamente tutti.
La YU7 GT, versione ad alte prestazioni del SUV elettrico di punta, era già diventata a maggio 2026 il SUV più veloce di sempre al Nürburgring con un giro in 7:22.755 guidato da Vincent Radermecker, battendo l'Audi RS Q8 Performance di quasi 14 secondi. Prima ancora, nel 2025, la berlina SU7 Ultra aveva stabilito il record per la vettura elettrica di produzione a quattro porte con 7:04.957. Xiaomi al Nürburgring non è una visita turistica: è una campagna sistematica di conquista dei record.
Il giro autonomo è un capitolo a parte, con regole diverse e obiettivi diversi.

Come funziona: 73 curve senza toccare il volante

La YU7 GT impiegata nel test era equipaggiata con il Track Package: sedili posteriori rimossi, rollbar installato, pneumatici semi-slick allargati al posteriore e sospensioni idrauliche attive capaci di abbassarsi automaticamente e redistribuire la potenza in base alle esigenze del percorso. Lo stesso setup usato per il record umano.
Il sistema di guida autonoma si basa su un'architettura end-to-end combinata con un modello dinamico del veicolo che valuta in tempo reale le condizioni del fondo stradale e il comportamento della vettura prima di ogni decisione di controllo. Sterzata, frenata, erogazione della potenza: tutto gestito dall'intelligenza artificiale, istante per istante, per 10 minuti abbondanti. Il Nürburgring non perdona: buche, cambi di pendenza, punti ciechi, asfalto che cambia consistenza ogni centinaio di metri. Il sistema ha dovuto imparare un tracciato che i piloti umani impiegano anni a memorizzare davvero.
Il Nürburgring ha riconosciuto ufficialmente il risultato istituendo una nuova categoria nel registro dei record per veicoli elettrici a guida autonoma. Una categoria che, al momento, ha un solo membro.

Il paradosso del tempo: tre minuti di ritardo, un mondo di significato

Il tempo autonomo di 10:29.483 è circa tre minuti più lento del giro umano di 7:22.755. Un divario che enorme su un tracciato dove le gare si decidono al secondo. Per fare un paragone, un furgone Transit e una Mercedes da corsa del 1939 hanno entrambi fatto meglio di quel tempo. Visto così, non è un risultato particolarmente impressionante.
Ma il punto non è il crono. Il punto è che il sistema ha completato il giro. Ha gestito ogni curva, ogni frenata, ogni variazione di grip su un circuito che la maggior parte dei piloti amatoriali non oserebbe percorrere. La stessa Xiaomi ha definito il giro "un punto di partenza, non un punto di arrivo" e in quel commento c'è tutta la filosofia dell'esercizio: non una dimostrazione di superiorità, ma una baseline da cui partire per migliorare.
Vale anche la pena notare quello che il video del giro mostra con una certa ironia involontaria: i tergicristalli automatici che si attivano durante il percorso, con l'abitacolo completamente vuoto. Un dettaglio piccolo che rende l'intera scena stranamente surreale.

Una nuova frontiera per i record al Ring

Il risultato apre una domanda concreta sul futuro del Nürburgring: potrebbe un giorno diventare realtà un giro taxi autonomo del Ring, senza pilota? I taxi turistici con piloti professionisti sono da sempre una delle attrazioni del circuito. L'idea che un sistema autonomo possa un giorno offrire la stessa esperienza, con la stessa intensità ma senza il fattore umano al volante, non è più fantascienza pura.
Per ora restano molte domande aperte: quanto lavoro di mappatura preventiva ha richiesto la preparazione? Quanto del software usato nel test è diverso da quello destinato ai clienti? Il veicolo è effettivamente un prototipo per quanto riguarda il software autonomo, non un'auto di serie che si è messa a guidare da sola.
Quello che è certo è che Xiaomi ha appena costretto il Nürburgring a inventare una nuova categoria di record. E che la prossima domanda non è "se" qualcun altro tenterà di batterla, ma "quando".
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