Grigio, nero o bianco? Di che colore acquistano l'auto davvero gli italiani?

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di Simone Bocca
29 giugno 2026, 16.10
Ferrari 849 Testarossa dettaglio scarichi posteriori
Ammettiamolo, se guardassimo una fotografia delle strade italiane di oggi e la confrontassimo con quella degli anni Settanta, la differenza più evidente non sarebbe la forma delle auto, né la tecnologia a bordo. Sarebbe il colore. O meglio, la mancanza di colore.
Oggi le strade italiane sono un lungo corteo di grigi, neri e bianchi. Un trionfo della sobrietà che, a seconda dei punti di vista, si può leggere come maturità estetica o come resa definitiva all'ansia da rivendita. I dati parlano chiaro: il grigio domina con il 34,7% delle preferenze, seguito dal nero al 23,7% e dal bianco al 13,2%. Tre colori non-colori che insieme si mangiano oltre il 70% del mercato. Per chi si ricorda le Renault 5 arancioni, le Citroën Dyane turchese e le Fiat 127 verde pistacchio degli anni Settanta e Ottanta, è quasi un lutto.

Come siamo diventati così grigi

Non è sempre stato così. Negli anni Novanta le strade italiane erano ancora relativamente allegre: il rosso era popolare, il blu diffuso, l'arancione non era ancora considerato un'eccentricità da spiegare agli amici. Poi, gradualmente, è successa una cosa interessante: gli italiani hanno smesso di scegliere il colore che piaceva loro e hanno iniziato a scegliere il colore che sarebbe piaciuto al prossimo acquirente.
Mercedes Classe C elettrica posteriore dinamico di colore grigio
È la sindrome da rivendita. Chi compra un'auto, soprattutto a rate, pensa inevitabilmente a quanto varrà quando sarà usata. E sul mercato dell'usato europeo, bianco e nero svalutano più rapidamente proprio perché ce ne sono troppi. Il paradosso è perfetto: tutti scelgono i colori "sicuri" per la rivendita, il mercato si riempie di colori "sicuri", e quei colori diventano i meno sicuri di tutti per la rivendita. Ma la ruota continua a girare.
Il rosso, simbolo per antonomasia dell'automobile italiana, è crollato al 2,6% nel 2020. Il giallo è quasi scomparso, 0,8%. Sono numeri che farebbero piangere Enzo Ferrari.

Ma c'è una buona notizia

Gli italiani, va detto, restano il popolo europeo più coraggioso quando si tratta di colori. I colori cromatici rappresentano in Italia circa il 30% del mercato, contro una media europea significativamente più bassa. Siamo grigi, ma non quanto i tedeschi. Un primato di cui andare fieri, o almeno di cui consolarsi.
E poi c'è il 2024, che ha portato segnali interessanti. Secondo il report annuale di BASF (l'azienda chimica che monitora le tendenze cromatiche dell'automotive a livello globale) qualcosa si sta muovendo. Il giallo ha letteralmente raddoppiato la sua quota di mercato mondiale. Non per altro FIAT lo ha scelto come colore di base per lanciare la Grande Panda. Il verde è tornato di moda. Il beige — sì, il beige — è tornato in cima alle classifiche europee quasi raddoppiando la propria presenza, riposizionandosi come scelta sofisticata piuttosto che anonima.
fiatgrandepanda

Il colore e il carattere

C'è anche una lettura più sottile di questi dati, che va al di là della semplice estetica. Il colore di un'auto dice qualcosa di chi la guida o, almeno, dice qualcosa di come chi la guida vuole essere percepito. Il nero comunica eleganza e autorevolezza. Il grigio dice "sono una persona seria". Il bianco è neutro, versatile, da flotta aziendale. Il rosso urla sportività. Il giallo dice "me ne frego di quello che pensate".
In questo senso, la prevalenza di grigi e neri sulle strade italiane racconta forse qualcosa di più profondo del semplice gusto estetico: racconta la voglia di non sbagliare, di non distinguersi troppo, di non dare nell'occhio. Una timidezza che va in netto contrasto con l'immagine che gli italiani amano dare di sé: creativi, passionali, attenti allo stile.

Cosa scegliere, allora?

Se state per comprare un'auto e vi state chiedendo che colore prendere, la risposta onesta è: dipende da cosa volete. Se pensate di rivenderla entro tre anni e volete massimizzare il valore residuo, un grigio metallizzato è probabilmente la scelta più razionale. Se invece volete guidare qualcosa che vi fa venire voglia di uscire la domenica mattina senza una meta precisa, forse vale la pena rischiare qualcosa di più. Un verde, un blu profondo, un arancione discreto.
La strada è già piena di grigi. Un colore in più non farà male a nessuno.
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