Dopo l’annuncio dello scorso gennaio durante il Tavolo
Automotive, il nuovo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri sugli
incentivi per la transizione verde del settore automobilistico è ora realtà. Pubblicato
sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il
provvedimento introduce una misura strutturale pensata per dare respiro sia
all'ambiente che al portafoglio dei cittadini: il ritorno del cosiddetto
"bonus retrofit" per le auto già in circolazione.
La misura, fortemente attesa da un settore che tra il 2012 e
il 2025 ha registrato una contrazione delle installazioni pari all'82%, si pone
il duplice obiettivo di ammodernare il parco auto circolante e sostenere la
filiera nazionale.
I dettagli del provvedimento
Il decreto governativo stabilisce una finestra temporale
estesa per l'accesso ai fondi, valida dalla sua entrata in vigore fino al 31
marzo 2030. La dotazione finanziaria complessiva per questa specifica misura
ammonta a 21 milioni di euro, così ripartiti:
- 4
milioni di euro per l'anno 2026.
- 5
milioni di euro annui per il triennio 2027-2029.
- 1
milione di euro per l'anno 2030.
Il contributo riconosciuto è fisso e varia in base alla
tipologia di impianto scelto: i cittadini potranno beneficiare di 400 euro
per l'installazione di un sistema di alimentazione a GPL e di 800 euro
per un impianto a metano.
Per poter usufruire dell'incentivo, i veicoli da convertire
devono rientrare nella categoria M1 e possedere un'omologazione di classe non
inferiore a Euro 3. Il bonus non è limitato ai soli cittadini: la platea dei
beneficiari include sia le persone fisiche che le persone giuridiche,
escludendo unicamente le aziende che si occupano del commercio di autoveicoli
di categoria M1.
Come funziona lo sconto in officina
Il legislatore ha optato per un meccanismo di erogazione
fluido per l'utente finale. Il beneficiario non dovrà attendere rimborsi
statali: il contributo verrà applicato direttamente dall'installatore sotto
forma di compensazione sul prezzo totale (costo dell'impianto più manodopera
per l'installazione).
A monte, saranno le aziende costruttrici degli impianti a
rimborsare gli installatori per lo sconto applicato al cliente. Queste ultime
recupereranno poi l'importo anticipato sotto forma di credito d'imposta
nell'esercizio in cui avviene l'aggiornamento della carta di circolazione del
veicolo.
La reazione dell'industria: "Un vantaggio per consumatori e
imprese"
L'ufficializzazione della misura ha suscitato il plauso
immediato delle associazioni di categoria. Matteo Cimenti, presidente di
Assogasliquidi-Federchimica, ha sottolineato l'importanza strategica del
decreto in un contesto storico complesso:
"In un anno di forti tensioni internazionali che hanno
inciso e continuano ad incidere sui costi dell’energia, questo provvedimento
permette di raggiungere diversi obiettivi: garantire a persone e famiglie che
non possono permettersi l’acquisto di una nuova auto di continuare a muoversi e
circolare in città, risparmiando sui consumi; sostenere le imprese italiane
della componentistica e della distribuzione di gas per autotrazione e favorire
la crescita di tutto l’indotto rappresentato dalle officine di trasformazione".
Cimenti ha inoltre rimarcato come la conversione a GPL e
metano rappresenti uno strumento immediato per ridurre le emissioni di anidride
carbonica e particolato delle vetture più datate. L'associazione ha espresso il
proprio ringraziamento al Ministro Adolfo Urso e all'intero esecutivo per aver
concretizzato un intervento che, agendo su più fronti, mira a conciliare la
sostenibilità ambientale con la competitività dell'industria manifatturiera
italiana e il supporto al potere d'acquisto delle famiglie.