Ritorna il bonus retrofit a gas: un piano da 21 milioni di euro per rilanciare la mobilità sostenibile e l'industria italiana

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29 giugno 2026, 9.52
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Dopo l’annuncio dello scorso gennaio durante il Tavolo Automotive, il nuovo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri sugli incentivi per la transizione verde del settore automobilistico è ora realtà. Pubblicato sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il provvedimento introduce una misura strutturale pensata per dare respiro sia all'ambiente che al portafoglio dei cittadini: il ritorno del cosiddetto "bonus retrofit" per le auto già in circolazione.
La misura, fortemente attesa da un settore che tra il 2012 e il 2025 ha registrato una contrazione delle installazioni pari all'82%, si pone il duplice obiettivo di ammodernare il parco auto circolante e sostenere la filiera nazionale.

I dettagli del provvedimento

Il decreto governativo stabilisce una finestra temporale estesa per l'accesso ai fondi, valida dalla sua entrata in vigore fino al 31 marzo 2030. La dotazione finanziaria complessiva per questa specifica misura ammonta a 21 milioni di euro, così ripartiti:
  • 4 milioni di euro per l'anno 2026.
  • 5 milioni di euro annui per il triennio 2027-2029.
  • 1 milione di euro per l'anno 2030.
Il contributo riconosciuto è fisso e varia in base alla tipologia di impianto scelto: i cittadini potranno beneficiare di 400 euro per l'installazione di un sistema di alimentazione a GPL e di 800 euro per un impianto a metano.
Per poter usufruire dell'incentivo, i veicoli da convertire devono rientrare nella categoria M1 e possedere un'omologazione di classe non inferiore a Euro 3. Il bonus non è limitato ai soli cittadini: la platea dei beneficiari include sia le persone fisiche che le persone giuridiche, escludendo unicamente le aziende che si occupano del commercio di autoveicoli di categoria M1.

Come funziona lo sconto in officina

Il legislatore ha optato per un meccanismo di erogazione fluido per l'utente finale. Il beneficiario non dovrà attendere rimborsi statali: il contributo verrà applicato direttamente dall'installatore sotto forma di compensazione sul prezzo totale (costo dell'impianto più manodopera per l'installazione).
A monte, saranno le aziende costruttrici degli impianti a rimborsare gli installatori per lo sconto applicato al cliente. Queste ultime recupereranno poi l'importo anticipato sotto forma di credito d'imposta nell'esercizio in cui avviene l'aggiornamento della carta di circolazione del veicolo.

La reazione dell'industria: "Un vantaggio per consumatori e imprese"

L'ufficializzazione della misura ha suscitato il plauso immediato delle associazioni di categoria. Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi-Federchimica, ha sottolineato l'importanza strategica del decreto in un contesto storico complesso:
"In un anno di forti tensioni internazionali che hanno inciso e continuano ad incidere sui costi dell’energia, questo provvedimento permette di raggiungere diversi obiettivi: garantire a persone e famiglie che non possono permettersi l’acquisto di una nuova auto di continuare a muoversi e circolare in città, risparmiando sui consumi; sostenere le imprese italiane della componentistica e della distribuzione di gas per autotrazione e favorire la crescita di tutto l’indotto rappresentato dalle officine di trasformazione".
Cimenti ha inoltre rimarcato come la conversione a GPL e metano rappresenti uno strumento immediato per ridurre le emissioni di anidride carbonica e particolato delle vetture più datate. L'associazione ha espresso il proprio ringraziamento al Ministro Adolfo Urso e all'intero esecutivo per aver concretizzato un intervento che, agendo su più fronti, mira a conciliare la sostenibilità ambientale con la competitività dell'industria manifatturiera italiana e il supporto al potere d'acquisto delle famiglie.
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