“Prendete una Giulia Quadrifoglio usata prima di essere costretti a comprare una scatola cinese”: parola di Jeremy Clarkson

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12 febbraio 2026, 12.17
alfa romeo giulia quadrifoglio supersport 03
Nel mondo dell'automobile ci sono poche certezze, e una di queste è che un determinato modello italiano, lanciato nel 2016, rappresentasse l'apice della guida sportiva. Per anni è stata definita "un capolavoro", lodata per il suo equilibrio perfetto tra potenza brutale e comfort sorprendente. Tuttavia, una recente recensione firmata da Jeremy Clarkson sul Sunday Times quella magia sembra in parte essere svanita.
Il celebre volto di The Grand Tour, storicamente innamorato della Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio al punto da averla eletta "Auto dell'Anno" in passato, ha criticato l'ultimo restyling arrivato sul mercato. Il motivo? Un mix di burocrazia elettronica e scelte tecniche che, a suo dire, hanno modificato l'anima del veicolo.

Il problema non è il motore, ma "il Grande Fratello"

La critica più feroce non riguarda le prestazioni pure – il motore V6 resta un gioiello – ma l'intrusione tecnologica. Clarkson punta il dito contro i nuovi sistemi di sicurezza obbligatori (ADAS) introdotti per rispettare le normative europee.
Secondo l'editorialista, l'esperienza di guida è stata compromessa da una continua "sorveglianza" elettronica. Avvisi di velocità, mantenimento di corsia invasivo e una serie di allarmi sonori trasformano ogni viaggio in una lotta contro il computer di bordo. Disattivare questi sistemi richiede tempo e pazienza ad ogni singola accensione, spezzando quel legame immediato e istintivo che rendeva quest'auto unica nel suo genere. "È come avere un insegnante severo seduto accanto a te", ha sintetizzato con la sua consueta ironia tagliente.

L'assetto: da "tappeto magico" a "tavola di legno"

Ma c'è un secondo punto che ha lasciato perplesso il giornalista britannico, e riguarda la dinamica di guida della Quadrifoglio. La versione originale era famosa per assorbire le asperità della strada con una grazia sconosciuta alle rivali tedesche, pur rimanendo incollata all'asfalto.
La nuova versione, invece, è apparsa inspiegabilmente rigida. Clarkson descrive un'auto che ora "saltella" sulle imperfezioni stradali, rendendo la guida quotidiana faticosa e nervosa. Non è chiaro se si tratti di una ritaratura delle sospensioni o di una scelta legata agli pneumatici, ma il risultato è che la famosa modalità "strada" (che permetteva di avere sospensioni morbide anche andando veloce) sembra aver perso la sua efficacia.

Il consiglio da autoappassionato: "Meglio l'usato che una scatola cinese"

La conclusione dell'articolo è amara ma contiene un messaggio di speranza per i puristi. Nonostante la bellezza estetica della Giulia rimanga immutata, Clarkson consiglia di cercare un esemplare usato (pre-2024).
Ed è qui che lancia la stoccata finale all'industria moderna: "Se volete un ultimo urrà prima di essere costretti a comprare una scatola cinese, una Quadrifoglio usata è molto allettante". Il riferimento è chiaro: meglio affidarsi a una "vecchia" gloria italiana, imperfetta ma viva, piuttosto che rassegnarsi a guidare le future auto elettriche o standardizzate (le "scatole cinesi", appunto) che stanno invadendo il mercato.
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