Petrolio e profitti record: l’UE chiamata a tassare o eliminare i sussidi

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30 ottobre 2025, 12.20
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Con la guerra in Ucraina, le compagnie petrolifere europee hanno registrato profitti record per 180 miliardi di euro nei due anni successivi all’invasione russa, secondo Transport & Environment (T&E). L’organizzazione europea per la decarbonizzazione dei trasporti invita l’UE a tassare gli extra-profitti o a porre fine ai sussidi ai combustibili fossili, oggi pari a oltre 100 miliardi di euro all’anno, per ridurre l’onere sulle famiglie e accelerare la transizione energetica.

Profitti record e prezzi alti: un doppio peso sui cittadini

L’analisi di PwC per T&E mostra che le società petrolifere e del gas dell’UE hanno realizzato 104 miliardi di euro di profitti nel 2022, con un aumento del 45% rispetto al 2021. Nel 2023 i profitti sono scesi a 82 miliardi, comunque superiori ai livelli pre-crisi.
Secondo T&E, l’aumento dei prezzi dei combustibili durante periodi di tensione internazionale ha generato profitti straordinari per le compagnie, mentre i cittadini europei hanno sostenuto sia il costo degli extra-profitti sia quello dei sussidi statali.

Tassare gli extra-profitti o eliminare i sussidi

Andrea Boraschi, direttore di T&E Italia, sottolinea:

“Le misure governative che mantengono alta la domanda di combustibili fossili, come i tagli alle accise sui carburanti in periodi di prezzi elevati, trasferiscono semplicemente ricchezza dalle casse pubbliche a quelle delle compagnie petrolifere. L’UE deve tassare i profitti eccessivi o eliminare i sussidi.”

L’attuale approccio europeo lascia i consumatori con un doppio onere: pagare sia i sussidi ai carburanti fossili sia i prezzi gonfiati dell’energia.

Extra-profitti per finanziare la transizione ecologica

T&E propone di reinvestire le entrate derivanti dalla tassazione dei profitti in eccesso in programmi di sostenibilità:
  • Leasing sociale di veicoli elettrici
  • Trasporto pubblico più efficiente e accessibile
  • Dividendo climatico per i cittadini
In questo modo, i fondi raccolti non solo ridurrebbero l’impatto dei prezzi energetici sui consumatori, ma sosterrebbero la transizione verso un’economia a basse emissioni.

Un esempio virtuoso: il mercato dei crediti di carbonio

Il sistema di scambio delle quote di emissione UE (ETS), introdotto nel 2005, ha già mostrato i benefici della regolazione del mercato:
  • Innovazione e riduzione delle emissioni
  • Oltre 230 miliardi di euro raccolti in quasi vent’anni
  • Solo nel 2024, quasi 39 miliardi di euro raccolti
Dal 2027, l’ETS2 fisserà il prezzo delle emissioni anche per edifici e trasporti su strada. Secondo T&E, le compagnie potrebbero trasferire i costi sui consumatori, ma una tassazione mirata degli extra-profitti permetterebbe di reinvestire i fondi a vantaggio della società e dell’ambiente.
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