"Non tutto il mondo è pronto per l'elettrico": parola di Santo Ficili, CEO Alfa Romeo

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29 aprile 2026, 9.50
Un esemplare di Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Collezione prodotto a Cassino
Sembrano lontanissimi i tempi, invece erano pochi anni fa, in cui si prospettava un futuro completamente elettrico per la Casa di Arese e chi più ne ha più ne metta. Cambiata la gestione, da Tavares a Filosa, si è tornati con i piedi per terra.
Chi temeva la fine imminente del rombo del motore termico sotto il cofano del Biscione può, per il momento, tirare un bel sospiro di sollievo. Alfa Romeo ha deciso di cambiare rotta, o meglio, di rallentare bruscamente la sua corsa verso il "solo elettrico". Il piano originario, che prevedeva un listino esclusivamente a batteria entro il 2027, è stato ufficialmente accantonato in nome del realismo e dell'ascolto del mercato.
A certificare questa decisa inversione a U è stato Santo Ficili, Amministratore Delegato di Alfa Romeo, che ha scelto la via del pragmatismo. La motivazione è tanto semplice quanto inappellabile: la transizione forzata non funziona se chi deve comprare le auto non è nelle condizioni di farlo. "Il mondo non è pronto", ha fatto intendere il CEO in un'intervista agli inglesi di Autocar, puntando il dito contro un sistema che, tra carenza di infrastrutture e dubbi dei consumatori, non riesce ancora a sostenere l'addio totale alla benzina.
Ma cosa significa questo, all'atto pratico, per il futuro del marchio? Significa abbracciare la filosofia della "multi-energia". Le prossime vetture firmate Alfa Romeo non si legheranno a un unico destino a basso impatto ambientale, ma sfrutteranno l'adattabilità delle nuove architetture Stellantis (come l'attesissima piattaforma STLA Large) per ospitare motori 100% elettrici, soluzioni ibride di ultima generazione e, soprattutto, i tradizionali propulsori termici tanto cari agli "Alfisti".
Questa rivoluzione pragmatica toccherà da vicino i due pilastri della gamma: Giulia e Stelvio. Le attuali generazioni vedranno il loro ciclo di vita allungarsi oltre le scadenze previste, garantendo così una transizione più morbida. E quando finalmente arriveranno le loro eredi, in ritardo sulla tabella di marcia ma in via di sviluppo, non costringeranno i clienti ad attaccare per forza la spina al muro, ma continueranno a offrire un ventaglio di motorizzazioni in grado di assecondare le reali esigenze di chi guida.
Una scelta di sistema, dunque, che mette al centro il cliente e rimanda la rivoluzione elettrica a quando i tempi, e le colonnine di ricarica, saranno davvero maturi. Per la gioia di chi, in un'Alfa Romeo, cerca ancora il suono e l'anima della meccanica tradizionale.
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