Dopo la frenata d'inizio anno, i passaggi di proprietà
tornano in territorio positivo, trainati dalle minivolture. Le vetture a
benzina riconquistano la leadership del mercato, ma quasi un'auto scambiata su
due ha più di 10 anni.
Il mercato italiano dell'auto di seconda mano prova a
rialzare la testa. Dopo un gennaio contrassegnato dal segno meno, i dati di
febbraio 2026 fotografano un lieve rimbalzo del settore. Secondo le rilevazioni
diffuse dall'UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), nel
secondo mese dell'anno sono stati registrati 493.963 trasferimenti di
proprietà, segnando un contenuto ma significativo +0,7% rispetto
allo stesso mese del 2025.
Tuttavia, analizzando nel dettaglio la composizione del
dato, emerge che la ripresa è sostenuta esclusivamente dalle minivolture (i
passaggi temporanei a favore dei concessionari e dei rivenditori in attesa
della vendita finale), che mettono a segno un +3,9%. Al contrario, i
trasferimenti netti – ovvero le reali compravendite – segnano ancora una
contrazione dell'1,9%. Il bilancio del primo bimestre 2026 resta così in
negativo, archiviando una flessione complessiva del 2,4% rispetto allo scorso
anno.
Alimentazioni: il ritorno della benzina e l'avanzata dell'ibrido
Il dato più rilevante di febbraio è il vero e proprio
"ribaltone" sul fronte delle motorizzazioni. Tra i trasferimenti
netti, le vetture a benzina tornano a essere le più richieste in Italia,
conquistando la leadership con il 39,2% delle preferenze. Un sorpasso ai danni
del Diesel, che perde terreno (scendendo di 4,4 punti percentuali) e si
accomoda in seconda posizione al 38,4%.
Il vero trend strutturale, però, riguarda la costante
crescita delle motorizzazioni alternative: le auto ibride non si fermano e
toccano la quota record del 12% del mercato dell'usato. Stabili le
alimentazioni a gas (GPL al 5,4%, metano all'1,9%), mentre le vetture
"alla spina" rimangono una nicchia circoscritta: le elettriche pure
(BEV) si fermano all'1,2% e le ibride plug-in all'1,7%.
Anzianità del parco circolante: un mercato ancora vecchio
L'analisi dell'anzianità delle vetture scambiate continua a
riflettere le difficoltà economiche di una parte del Paese. Nel mese di
febbraio, quasi la metà dei trasferimenti netti (48,1%) ha riguardato
automobili con oltre 10 anni di età, un dato in crescita dello 0,8%
rispetto al 2025.
Le auto da 6 a 10 anni si attestano al 17,4%, mentre le
fasce più giovani mostrano dinamiche contrastanti: i veicoli da 2 a 4 anni
valgono il 12,4% del mercato, e le cosiddette "km zero" (vetture fino
a un anno di vita) recuperano terreno salendo all'8,1%. Nel complesso, le
transazioni relative ad auto con meno di quattro anni di anzianità
rappresentano solo un quarto del mercato totale (24,6%).
Dinamiche territoriali e soggetti coinvolti
La mappa geografica degli scambi non presenta scossoni
rispetto ai mesi precedenti. La Lombardia si conferma saldamente il
principale mercato dell'usato in Italia, assorbendo il 16,4% del totale dei
trasferimenti netti. Seguono il Lazio (9,8%), la Campania (9,1%) e la Sicilia
(8,1%), con il Veneto a chiudere la top five (8,0%).
Per quanto riguarda i contraenti, il mercato si regge ancora
sulla compravendita "fai-da-te": il 56% dei passaggi di
proprietà avviene direttamente tra soggetti privati o aziende, senza
l'intermediazione di un rivenditore professionale. Gli scambi gestiti dagli
operatori del settore (concessionarie e commercianti verso il cliente finale)
si fermano al 39% del totale.