Maserati boccia l'ibrido plug-in: “un peso in più senza un reale progresso”

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02 agosto 2026, 9.32
Maserati GranTurismo Trofeo 2026 cofano e motore Nettuno
Mentre i pesi massimi del settore delle supercar e del lusso, come Ferrari, Porsche e Lamborghini, convergono sempre più verso la tecnologia ibrida plug-in (PHEV) per spingere al limite le prestazioni dei propri veicoli, Maserati decide di tracciare una rotta nettamente contraria. La casa del Tridente esclude categoricamente l'adozione dell'ibrido "alla spina" per i suoi futuri modelli termici, delineando una precisa, quanto divisiva, filosofia ingegneristica.
A chiarire in modo inequivocabile la posizione dell'azienda è stato Davide Danesin, direttore tecnico di Maserati, intervenuto durante il recente Festival of Speed di Goodwood. Le sue dichiarazioni non lasciano spazio a interpretazioni: l'ibrido plug-in non rientra nei piani di sviluppo del celebre motore V6 Nettuno.

Una zavorra ingiustificata: la critica tecnica e sociale

L'argomentazione presentata dai vertici tecnici del Tridente si muove su un doppio binario: uno squisitamente dinamico e uno legato all'utilizzo reale da parte dei clienti.
Dal punto di vista tecnico, l'integrazione di batterie ad alta capacità, necessarie per garantire un'autonomia puramente elettrica rilevante nei sistemi plug-in, comporta un aggravio di peso stimato intorno ai 300 chilogrammi. Per Maserati, un simile sovrappeso risulta incompatibile con l'agilità e il bilanciamento richiesti da una vera auto sportiva.
A questo si aggiunge una disamina di carattere pratico e sociale. «In definitiva, queste auto non rappresentano davvero un progresso», ha affermato Danesin, basandosi su studi di settore che evidenziano una consuetudine diffusa: molti proprietari di vetture ibride ricaricabili tendono a non collegare mai l'auto alla presa di corrente. Di conseguenza, il veicolo si ritrova a trasportare costantemente una batteria pesante e scarica, che si trasforma in un inutile "peso morto" a discapito dell'efficienza e delle prestazioni.

Il futuro del V6 Nettuno: elettrificazione "chiusa"

Il rifiuto della spina non equivale a un rifiuto dell'elettrificazione. Maserati ha infatti confermato che una variante ibrida del V6 Nettuno è attualmente in fase di sviluppo. La strada scelta è però quella di un'ibridazione leggera (mild hybrid) o di un sistema "full hybrid" compatto ad alta tensione, sprovvisto di ricarica esterna.
L'obiettivo di questa architettura è sfruttare la coppia istantanea fornita dai motori elettrici per supportare il propulsore termico, riducendo le emissioni per rientrare nelle future normative internazionali, ma mantenendo contenute le masse. In questo modo, il V6 – considerato dai tecnici modenesi uno dei migliori propulsori al mondo – potrà evolvere senza smarrire la propria identità dinamica.

La divisione della gamma e i dubbi del mercato

Questa filosofia non verrà applicata indiscriminatamente a tutta la gamma. Danesin ha tracciato un confine netto tra i segmenti: se da un lato un'eventuale Grecale Trofeo Hybrid avrebbe perfettamente senso commerciale, dall'altro l'idea di ibridizzare vetture pure come la MC20 (o la futura MCPura) e la GranTurismo appare molto più complessa. Per i clienti delle vere sportive, il Tridente ritiene che la "purezza" della propulsione termica sia un valore imprescindibile. A chi invece cerca il silenzio e lo zero impatto locale, Maserati offre già la gamma 100% elettrica Folgore.
La posizione isolata di Maserati solleva però interrogativi nel panorama automobilistico odierno. L'approccio stride frontalmente con quello dei vicini di casa di Lamborghini, che per modelli come Revuelto, Urus SE e Temerario considerano il plug-in la massima espressione del potenziamento prestazionale.
Inoltre, alcuni osservatori e analisti di settore fanno notare come questa scelta ricalchi le argomentazioni già utilizzate in passato per il lancio di Ghibli e Levante Mild Hybrid, modelli che non ottennero il successo sperato in termini di vendite e abbattimento reale di CO₂. Dietro le dichiarazioni di principio, emerge il sospetto che questa rotta sia in realtà dettata dalle sinergie del Gruppo Stellantis, che sembra allontanarsi progressivamente dallo sviluppo di piattaforme PHEV ad altissime prestazioni. Resta ora da capire se la scommessa sull'ibrido leggero unito al V6 Nettuno sarà sufficiente per mantenere Maserati competitiva in un segmento lusso sempre più dominato dalla "spina".
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