Dietro la visiera abbassata, a trecento chilometri all'ora,
scompare l'uomo e subentra la macchina. Ma quando il motore si spegne, emerge
una storia fatta di sacrifici familiari, perdite devastanti e un lato intimo
tenuto rigorosamente lontano dai riflettori. In una lunga e profonda intervista
rilasciata al podcast Passa dal BSMT di Gianluca Gazzoli,
il pilota della Ferrari Charles Leclerc ha svestito i panni del
supereroe sportivo per raccontare l'architettura emotiva su cui ha costruito la
sua carriera.
Dalle tragedie personali che hanno segnato il suo percorso,
fino alle recenti nozze blindate e alla drastica decisione di allontanarsi dai
social network, ecco il ritratto di un campione che non conosce la paura in
pista, ma che ha dovuto imparare a gestire il peso della pressione e del
dolore.
Le fondamenta del campione: i sacrifici e il patto con Nicolas Todt
La traiettoria di Leclerc non è stata scritta dal destino,
ma forgiata dalle rinunce. Il pilota ricorda vividamente i suoi esordi, nati
quasi per caso da un finto malessere per saltare l'asilo (31:45), che lo
portò sulla pista di kart del padre di Jules Bianchi.
Tuttavia, il motorsport è spietato dal punto di vista
economico. Il punto di svolta arriva nel 2010 (36:56), un anno cruciale
in cui la famiglia Leclerc aveva esaurito le risorse finanziarie per sostenere
la sua carriera. Fu l'amico e "padrino sportivo" Jules Bianchi a
segnalare il suo talento al manager Nicolas Todt. Dopo una vittoria
fondamentale a Montecarlo, la firma con Todt salvò il sogno di Charles,
permettendogli di continuare a correre e spianandogli la strada verso la
Ferrari Driver Academy nel 2015 (38:32).
Il dolore e la "bugia bianca" al padre
Il percorso verso la Formula 1 è stato segnato da due lutti
che avrebbero potuto spezzare la carriera di chiunque. Il primo, la tragica
scomparsa di Jules Bianchi in pista. Leclerc, all'epoca diciassettenne (40:53),
scoprì la gravità dell'incidente solo dopo una sua gara, ma non mise mai in
discussione la sua vocazione: "È quello che mi rende vivo, non c'è mai
stato il dubbio di continuare" (42:03).
Il secondo colpo arriva con la malattia terminale del padre
Hervé. In uno dei passaggi più toccanti dell'intervista (44:16), Leclerc
confessa di aver raccontato al padre una "bugia bianca" nei suoi
ultimi giorni di vita. Sapendo che il tempo stringeva, gli disse di aver
firmato il contratto per correre in Formula 1 nel 2018, anche se in quel
momento le trattative non erano concluse. Una menzogna mossa dall'amore, che ha
permesso al padre di spegnersi vedendo il suo più grande sogno compiuto. "Ho
avuto tanti rimpianti, anche mia mamma mi aveva sgridato... ma per fortuna ero
in ritardo solo di un anno" (45:17).
La mente del pilota: isolamento, zero paura e salute mentale
Come si gestiscono queste emozioni a bordo di una monoposto?
La risposta risiede in un lavoro psicologico iniziato fin da giovanissimo. A 11
anni, Leclerc ha iniziato un percorso di preparazione mentale per imparare a
isolare i sentimenti (58:31). Oggi, la sua routine pre-gara (25:56)
include bagni freddi e isolamento totale per entrare nella sua
"bolla", staccando la mente dai fan e dalle aspettative.
Sorprendentemente, alla guida di una F1, Leclerc non prova
alcun timore. "La paura non deve far parte delle emozioni in una
macchina. Il giorno in cui avrò paura, mi fermerò" (1:07:53).
Ammette, con una punta di ironia, di essere invece terrorizzato dagli
elicotteri e dai serpenti (1:08:45). Le uniche due occasioni in cui la
sua corazza emotiva ha ceduto sono state la vittoria a Monza nel 2019 e,
soprattutto, il recente trionfo casalingo a Monaco nel 2024 (48:41),
dove le lacrime gli hanno annebbiato la vista negli ultimi giri.
La vita privata: le nozze segrete e la fuga dai social media
Se la vita sportiva è sotto gli occhi di tutti, quella
privata è protetta con estrema cura. Leclerc ha recentemente celebrato il suo
matrimonio con Alexandra Saint Mleux in una cerimonia intima con soli 30
invitati (18:24), riuscendo nell'ardua impresa di mantenere il riserbo
totale, guidando per l'occasione una rarissima Ferrari 250 Testa Rossa (19:53).
Una curiosità: il viaggio di nozze è stato rimandato per correre il Gran Premio
d'Australia (21:46).
Parallelamente a questa ricerca di intimità, c'è stata la
scelta radicale di abbandonare l'utilizzo attivo dei social network (1:09:00).
La decisione nasce dalla necessità di proteggere la propria lucidità mentale
dalle distorsioni della rete, dove una singola inquadratura può falsare il
giudizio su un'intera prestazione, condizionando sia l'atleta che il suo
ambiente. "Oggi tutto viene commentato in bene o in negativo, e per
come sono fatto io questo mi affetta un po' tanto... quindi i social in sé non
ci vado più" (1:10:27).
Oltre il volante: musica e imprenditoria
Per scaricare la tensione di un calendario massacrante e di
lunghissime sessioni al simulatore (fino a 8-9 ore al giorno per gara, 1:04:00),
Leclerc ha trovato rifugio nel pianoforte, una passione riscoperta durante il
Covid (1:00:45) che lo ha portato persino a pubblicare dei singoli.
A questo si aggiunge la recente avventura imprenditoriale
con il lancio di "LEC" (08:13), un marchio di gelato a basso
contenuto calorico nato dalla sua passione per questo dolce (legata ai ricordi
d'infanzia davanti ai Gran Premi in TV) e dall'esigenza di mantenere il rigido
regime alimentare imposto dalla Formula 1 (13:12).
Una vita a trecento all'ora, ma vissuta con la
consapevolezza di un uomo che, prima di essere un idolo per milioni di tifosi
in tutto il mondo, cerca costantemente l'equilibrio tra l'adrenalina della
pista e la serenità dell'anima.
Il video completo: