Una vera e propria strage di sanzioni sta interessando gli
automobilisti torinesi in transito lungo corso Orbassano. All'angolo con strada
del Portone, l'occhio elettronico posizionato per presidiare l'accesso alla
corsia riservata ai mezzi pubblici sta registrando numeri senza precedenti. Dal
15 aprile scorso, data della sua attivazione, fino alla metà di febbraio,
l'impianto ha staccato la bellezza di oltre 30.000 multe, viaggiando a
una media impressionante di 116 verbali al giorno.
Numeri che, se da un lato testimoniano l'inflessibilità del
sistema di controllo, dall'altro sollevano seri interrogativi sulla reale
chiarezza della viabilità in quel tratto di strada.
I numeri del record: il confronto con le altre zone della città
L'anomalia statistica della postazione di corso Orbassano
emerge in modo netto quando si confrontano i suoi dati con quelli degli altri
impianti di videosorveglianza sparsi per Torino.
La disparità è evidente:
- Corso
Vittorio Emanuele II: le telecamere si fermano a una media di appena
13-15 sanzioni quotidiane.
- Largo
Orbassano (angolo corso Adriatico): l'impianto registra circa 70 multe
al giorno.
- Corso
Sommeiller: la nuova postazione, secondo le prime stime, si attesta
poco sotto i 70 verbali quotidiani.
Con i suoi 116 scatti giornalieri, la telecamera di corso
Orbassano all'angolo con strada del Portone si conferma quindi, e con largo
margine, l'impianto più severo (e redditizio) dell'intero capoluogo piemontese.
L'anomalia della segnaletica: la denuncia in Giunta
A dare voce ai dubbi di molti automobilisti sanzionati è
intervenuto il consigliere comunale Pierlucio Firrao, che ha portato il caso
all'attenzione dell'amministrazione. Il nodo cruciale non riguarda la
legittimità dei controlli, ma la configurazione strutturale e la segnaletica
del tratto stradale interessato.
Secondo Firrao, la situazione rappresenta una vera e propria
trappola involontaria per i conducenti. La corsia preferenziale incriminata,
infatti, presenta caratteristiche atipiche:
- Si
estende per appena 30 metri di lunghezza.
- È
preceduta da incroci e da circa due chilometri di tratto a scorrimento
promiscuo, privi di preavvisi visivi evidenti che allertino
l'automobilista del divieto imminente.
- Termina
bruscamente subito dopo il semaforo e l'occhio della telecamera.
Questa discontinuità, unita a una segnaletica ritenuta
insufficiente, indurrebbe facilmente in errore anche il guidatore più attento,
sollevando la necessità di interventi correttivi urgenti per evitare che la
prevenzione si trasformi in una mera operazione di cassa.