La telecamera da record a Torino: oltre 30.000 multe per una corsia preferenziale di soli 30 metri

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05 marzo 2026, 9.20
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Una vera e propria strage di sanzioni sta interessando gli automobilisti torinesi in transito lungo corso Orbassano. All'angolo con strada del Portone, l'occhio elettronico posizionato per presidiare l'accesso alla corsia riservata ai mezzi pubblici sta registrando numeri senza precedenti. Dal 15 aprile scorso, data della sua attivazione, fino alla metà di febbraio, l'impianto ha staccato la bellezza di oltre 30.000 multe, viaggiando a una media impressionante di 116 verbali al giorno.
Numeri che, se da un lato testimoniano l'inflessibilità del sistema di controllo, dall'altro sollevano seri interrogativi sulla reale chiarezza della viabilità in quel tratto di strada.

I numeri del record: il confronto con le altre zone della città

L'anomalia statistica della postazione di corso Orbassano emerge in modo netto quando si confrontano i suoi dati con quelli degli altri impianti di videosorveglianza sparsi per Torino.
La disparità è evidente:
  • Corso Vittorio Emanuele II: le telecamere si fermano a una media di appena 13-15 sanzioni quotidiane.
  • Largo Orbassano (angolo corso Adriatico): l'impianto registra circa 70 multe al giorno.
  • Corso Sommeiller: la nuova postazione, secondo le prime stime, si attesta poco sotto i 70 verbali quotidiani.
Con i suoi 116 scatti giornalieri, la telecamera di corso Orbassano all'angolo con strada del Portone si conferma quindi, e con largo margine, l'impianto più severo (e redditizio) dell'intero capoluogo piemontese.

L'anomalia della segnaletica: la denuncia in Giunta

A dare voce ai dubbi di molti automobilisti sanzionati è intervenuto il consigliere comunale Pierlucio Firrao, che ha portato il caso all'attenzione dell'amministrazione. Il nodo cruciale non riguarda la legittimità dei controlli, ma la configurazione strutturale e la segnaletica del tratto stradale interessato.
Secondo Firrao, la situazione rappresenta una vera e propria trappola involontaria per i conducenti. La corsia preferenziale incriminata, infatti, presenta caratteristiche atipiche:
  • Si estende per appena 30 metri di lunghezza.
  • È preceduta da incroci e da circa due chilometri di tratto a scorrimento promiscuo, privi di preavvisi visivi evidenti che allertino l'automobilista del divieto imminente.
  • Termina bruscamente subito dopo il semaforo e l'occhio della telecamera.
Questa discontinuità, unita a una segnaletica ritenuta insufficiente, indurrebbe facilmente in errore anche il guidatore più attento, sollevando la necessità di interventi correttivi urgenti per evitare che la prevenzione si trasformi in una mera operazione di cassa.
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