L'analisi del Centro Studi di AutoScout24 su dati ACI
fotografa un Paese a due velocità. Nonostante il boom delle motorizzazioni
ibride (+573,2%), sulle strade circolano ancora 17,6 milioni di vetture
obsolete. Per azzerare le emissioni prima di vent'anni, gli esperti propongono
di estendere i bonus fiscali ai veicoli di seconda mano.
Il percorso dell’Italia verso una mobilità sostenibile
procede a ritmi fortemente disomogenei. Se da un lato i consumatori dimostrano
un interesse crescente verso le motorizzazioni di ultima generazione,
dall’altro le barriere economiche rallentano il ricambio generazionale dei
veicoli.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, l’ultimo
report del Centro Studi di AutoScout24 su base dati ACI evidenzia
come la transizione ecologica nazionale necessiti di correzioni strutturali
nelle politiche di sostegno, suggerendo l'estensione degli incentivi statali
anche al mercato dell'usato recente a basse emissioni.
Il paradosso del parco circolante italiano
I dati riferiti al 2025 indicano la presenza in Italia di un
parco circolante complessivo pari a circa 41,7 milioni di autovetture.
Nonostante i progressi registrati nell'ultimo quinquennio, la fotografia
complessiva mostra un parco auto strutturalmente anziano e ad alto impatto
ambientale:
- Fasce
obsolete: Sulle strade italiane viaggiano ancora quasi 17,57
milioni di vetture Euro 4 o inferiori, che rappresentano il 42%
del totale nazionale.
- Emissioni
critiche: All'interno di questa classificazione, ben 4,24 milioni
di veicoli appartengono alle categorie più inquinanti Euro 0 e Euro 1
(il 10,1% del totale).
- Anzianità
anagrafica: Più di quattro vetture su dieci (43,7%) hanno
un’età anagrafica pari o superiore a 15 anni, traducendosi in oltre
18,26 milioni di mezzi in circolazione.
Parallelamente, si registra una nota positiva sul fronte dei
modelli più efficienti: le vetture Euro 6 hanno raggiunto una quota del 41,8%
sul totale, registrando un incremento netto rispetto al 26,2% rilevato cinque
anni prima.
Il boom delle ibride e la marginalità dell'elettrico
Nel periodo compreso tra il 2020 e il 2025, la preferenza
degli automobilisti italiani si è orientata in modo massiccio verso le
propulsioni ibride. Il numero di questi veicoli è aumentato del 573,2%,
portando la quota sul parco circolante dall'1,4% all'8,7% (+7,3 punti
percentuali).
Al contrario, la diffusione delle vetture elettriche pure
(BEV) non riesce a decollare, rimanendo confinata a una quota marginale
dello 0,9% complessivo.
Una transizione da 15 anni: la frattura geografica
Considerando l'attuale tasso di rottamazione e l'andamento
delle nuove immatricolazioni, il Centro Studi stima che per vedere circolare in
Italia esclusivamente auto a basse o zero emissioni (Euro 6 ed elettriche)
saranno necessari più di 15 anni. Da questa proiezione sono state
escluse le auto Euro 0 (considerate storiche) e le vetture youngtimer
(tra i 20 e i 29 anni) protette dalla Lista di Salvaguardia ACI.
Questo processo di ammodernamento è fortemente condizionato
da una marcata spaccatura territoriale tra le regioni del Nord e quelle del
Mezzogiorno:
Focus adozioni motorizzazioni e classi ambientali per regione (Dati 2025)
|
Regione
|
Quota Auto Ibride
|
Quota Auto Elettriche
|
Quota Auto Euro 6
|
Quota Auto Euro 0-4
|
|
Valle d’Aosta
|
23,8% (1ª in Italia)
|
2,1%
|
71,5% (1ª in Italia)
|
Minima
|
|
Trentino-Alto Adige
|
22,0%
|
3,3% (1ª in Italia)
|
66,7%
|
Minima
|
|
Toscana
|
13,6%
|
< 2,0%
|
54,1%
|
—
|
|
Lombardia
|
In media
|
< 2,0%
|
49,7%
|
—
|
|
Calabria
|
Fascia bassa
|
< 0,9%
|
Fascia bassa
|
59,3% (La più alta)
|
|
Sicilia
|
3,7%
|
< 0,9%
|
Fascia bassa
|
58,5%
|
|
Campania
|
3,3% (Ultima in Italia)
|
< 0,9%
|
Fascia bassa
|
57,6%
|
La proposta: ampliare lo spettro degli incentivi
Per accelerare un ricambio generazionale che altrimenti
richiederebbe tempi troppo lunghi, gli analisti evidenziano la necessità di
ripensare l'architettura degli incentivi pubblici, storicamente focalizzati sul
mercato del nuovo.
“Sarebbe necessario sostenere maggiormente anche le vetture
a basse emissioni, Euro 6, ibride ed elettriche, non solo nuove, ma anche
usate. Il fattore economico resta infatti decisivo nella scelta di cambiare
auto”, dichiara Sergio Lanfranchi del Centro Studi di AutoScout24.
L'analisi evidenzia infine l'importanza di attuare un
distinguo normativo e fiscale tra i mezzi di effettivo valore storico e
collezionistico e i veicoli semplicemente obsoleti utilizzati per gli
spostamenti quotidiani. Sostenerne la sostituzione tramite l'accesso a vetture
usate di ultima generazione, anche attraverso i canali digitali, viene
identificata come la via più pragmatica per democratizzare e velocizzare la
transizione ecologica della mobilità italiana.