Tra inflazione, normative europee stringenti ed
elettrificazione, il mercato automobilistico del Vecchio Continente stenta a
riprendersi dai livelli pre-pandemia. L'analisi del numero uno di Citroën e la
necessità di un ritorno alle vetture accessibili.
Il mercato automobilistico europeo sta attraversando una
fase di profonda trasformazione e, a differenza di altre aree geografiche,
fatica a ritrovare i volumi di vendita precedenti alla pandemia da Covid-19. A
puntare i riflettori sulle cause di questa stagnazione è Xavier Chardon,
CEO di Citroën, che individua nel vertiginoso aumento dei prezzi di listino il
principale ostacolo per i consumatori.
L'anomalia del mercato europeo
Mentre mercati come Stati Uniti, Cina e persino il
Sudamerica hanno recuperato i livelli di immatricolazioni pre-crisi, l'Europa
sconta un deficit cronico stimato in circa tre milioni di vetture nuove vendute
in meno ogni anno. Secondo il numero uno della Casa francese, la motivazione è
prettamente economica.
"Il mercato europeo è l'unico che non si è ripreso
dopo il Covid. [...] Continuiamo ad avere un deficit di tre milioni di persone
che acquistano auto nuove ogni anno in Europa. E direi che il 60% di questo
calo è dovuto al semplice fatto che non ci sono quasi più auto al di sotto dei
15.000 euro", ha dichiarato Chardon.
La mancanza di modelli accessibili (segmento un tempo
presidiato da vetture come la Citroën C1) si ripercuote sull'intera filiera
industriale: tre milioni di auto in meno significano un drastico calo delle
attività per le fabbriche europee e per i lavoratori del settore, colpendo
trasversalmente tutti i grandi gruppi, da Stellantis a Renault, fino a colpire
duramente il Gruppo Volkswagen.
Parco auto sempre più vecchio: le cause
La diretta conseguenza dei prezzi inaccessibili è il
progressivo invecchiamento del parco circolante. L'acquisto di un'automobile
rappresenta la seconda spesa più importante per una famiglia, subito dopo la
casa. Di fronte a costi proibitivi, la tendenza è quella di prolungare il ciclo
di vita del proprio veicolo.
I dati confermano questo trend preoccupante:
- Età
media in Europa: L'età media dei veicoli passeggeri si attesta oggi a 12,7
anni.
- Casi
limite: In nazioni come la Spagna, la media sale ad oltre 14,5 anni.
- Le
eccezioni: Solo in una manciata di Paesi (Irlanda, Danimarca,
Lussemburgo e Austria) il parco circolante si mantiene al di sotto dei 10
anni di media.
Dietro a questi numeri si celano fattori macroeconomici e
normativi ben precisi:
- Costo
della vita: L'inflazione è cresciuta a un ritmo molto superiore
rispetto ai salari medi, mentre i costi abitativi hanno subito rincari
speculativi. Cambiare auto cessa di essere una priorità finché il vecchio
veicolo, pur essendo più inquinante e meno sicuro, continua a funzionare.
- Normative
europee: Le rigide direttive di Bruxelles in materia di emissioni ed
equipaggiamenti di sicurezza obbligatori (ADAS) costringono i dipartimenti
di Ricerca e Sviluppo a ingenti investimenti per aggiornare i modelli.
- Elettrificazione
forzata: La transizione verso l'auto elettrica ha comportato, almeno
in questa fase iniziale, un inevitabile aumento dei costi di produzione
che si è riversato sul consumatore finale.
La strategia di Citroën: il ritorno all'accessibilità
Le dichiarazioni di Xavier Chardon non sono solo un'analisi
di mercato, ma anticipano una chiara strategia aziendale.
"È piuttosto triste che l'età media delle auto sia
aumentata di oltre due anni negli ultimi cinque. [...] Per questo è necessario
motivare le persone ad acquistare auto nuove, e che queste siano
accessibili", ha concluso il CEO.
In linea con le direttive del gruppo Stellantis, Citroën sta
lavorando per colmare questa lacuna nel mercato. L'obiettivo è lo sviluppo di
un nuovo veicolo del Segmento A proposto a un prezzo di listino inferiore ai
15.000 euro. Una mossa che mira a ricalcare, in chiave moderna, la
filosofia che quasi un secolo fa diede vita alla leggendaria 2CV:
democratizzare la mobilità offrendo un'auto essenziale, pratica ed
economicamente raggiungibile per la grande maggioranza dei cittadini europei.