Il panorama dei dispositivi di controllo della velocità in
Italia sta vivendo una fase di profonda riorganizzazione strutturale. In questo
contesto di transizione tecnica e legislativa, fa il suo debutto sul mercato
nazionale l'Osservatorio Coyote. Il progetto, già operativo in Francia e
in Spagna, nasce nel 2026 con l'obiettivo di fornire un quadro
trimestrale trasparente sulla diffusione dei sistemi di rilevamento,
sull'impatto economico delle sanzioni e sull'efficacia delle misure di
sicurezza stradale.
La discrepanza nei numeri: censimento ufficiale e dispositivi reali
La regolamentazione dei sistemi di controllo della velocità
ha subìto una svolta significativa a seguito delle disposizioni ministeriali
del 2025, che hanno avviato il censimento nazionale obbligatorio degli
apparecchi. La misura, promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti (MIT), ha imposto a Comuni, Province e concessionari autostradali la
registrazione dettagliata di ogni dispositivo, specificandone dati tecnici,
omologazioni e verifiche di taratura.
I primi riscontri della mappatura istituzionale hanno
tuttavia evidenziato un netto divario tra i dati amministrativi ufficiali e le
rilevazioni storiche dei provider privati del settore.
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Fonte della rilevazione
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Tipologia di dispositivi conteggiati
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Numero di dispositivi
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Provider privati (compreso database Coyote)
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Postazioni fisicamente presenti sul territorio (attive e
temporaneamente inattive)
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Oltre 16.000
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Censimento Ufficiale MIT (Prima fase)
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Dispositivi regolarmente dichiarati dagli enti locali
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Circa 3.625
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Conformità immediata MIT
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Dispositivi subito rispondenti ai nuovi requisiti tecnici
di omologazione
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Poco più di 1.000
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La diversità dei dati risiede nelle differenti metodologie
di tracciamento applicate. Mentre il censimento del MIT fotografa la situazione
strettamente amministrativa dei dispositivi a norma, l'approccio
dell'Osservatorio Coyote sceglie di includere nella propria banca dati anche i
dispositivi momentaneamente non attivi o in fase di adeguamento tecnico. La
scelta metodologica dei privati si basa sul presupposto che tali postazioni,
essendo fisicamente installate sulle strade, rimangono potenzialmente riattivabili
e condizionano comunque la percezione e il comportamento dell'automobilista
alla guida.
I tre pilastri del monitoraggio trimestrale
L'attività di analisi dell'Osservatorio si articolerà
stabilmente su tre macro-aree tematiche volte a seguire le continue evoluzioni
della mobilità italiana:
- Aspetto
normativo e legislativo: Un focus sull'evoluzione della disciplina
regolamentata dall'articolo 142 del Codice della Strada, con particolare
attenzione agli effetti applicativi della Riforma Autovelox e del Decreto
ministeriale sul censimento nazionale.
- Aspetto
tecnico e logistico: Un monitoraggio costante della densità e della
distribuzione geografica delle installazioni fisse e mobili sull'intera
rete stradale italiana.
- Aspetto
sicurezza: La raccolta e l'incrocio dei dati statistici relativi ai
tassi di incidentalità e mortalità, per valutare il reale impatto dei
sistemi di controllo sulla riduzione dei sinistri.
Trasparenza e conformità al centro del dibattito
La nascita di un osservatorio dedicato si inserisce in un
dibattito pubblico e giurisprudenziale particolarmente acceso in Italia,
centrato sui temi della legittimità dei controlli, dell'omologazione dei
dispositivi e del confine tra prevenzione stradale e finalità di prelievo
fiscale da parte degli enti locali. L'iniziativa si propone di fare chiarezza
aggregando dati oggettivi, mantenendo la tutela della sicurezza stradale come
principio cardine del servizio.
Il documento integrale contenente i dati completi e le
analisi dettagliate del primo trimestre può essere consultato e scaricato
pubblicamente dagli utenti e dagli operatori di settore
a questo indirizzo web.