Meno di 4.000 censiti ma oltre 16.000 sul territorio: l'Osservatorio Coyote fotografa il "caos autovelox" in Italia

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27 maggio 2026, 13.24
autovelox
Il panorama dei dispositivi di controllo della velocità in Italia sta vivendo una fase di profonda riorganizzazione strutturale. In questo contesto di transizione tecnica e legislativa, fa il suo debutto sul mercato nazionale l'Osservatorio Coyote. Il progetto, già operativo in Francia e in Spagna, nasce nel 2026 con l'obiettivo di fornire un quadro trimestrale trasparente sulla diffusione dei sistemi di rilevamento, sull'impatto economico delle sanzioni e sull'efficacia delle misure di sicurezza stradale.

La discrepanza nei numeri: censimento ufficiale e dispositivi reali

La regolamentazione dei sistemi di controllo della velocità ha subìto una svolta significativa a seguito delle disposizioni ministeriali del 2025, che hanno avviato il censimento nazionale obbligatorio degli apparecchi. La misura, promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), ha imposto a Comuni, Province e concessionari autostradali la registrazione dettagliata di ogni dispositivo, specificandone dati tecnici, omologazioni e verifiche di taratura.
I primi riscontri della mappatura istituzionale hanno tuttavia evidenziato un netto divario tra i dati amministrativi ufficiali e le rilevazioni storiche dei provider privati del settore.
Fonte della rilevazione Tipologia di dispositivi conteggiati Numero di dispositivi
Provider privati (compreso database Coyote) Postazioni fisicamente presenti sul territorio (attive e temporaneamente inattive) Oltre 16.000
Censimento Ufficiale MIT (Prima fase) Dispositivi regolarmente dichiarati dagli enti locali Circa 3.625
Conformità immediata MIT Dispositivi subito rispondenti ai nuovi requisiti tecnici di omologazione Poco più di 1.000
La diversità dei dati risiede nelle differenti metodologie di tracciamento applicate. Mentre il censimento del MIT fotografa la situazione strettamente amministrativa dei dispositivi a norma, l'approccio dell'Osservatorio Coyote sceglie di includere nella propria banca dati anche i dispositivi momentaneamente non attivi o in fase di adeguamento tecnico. La scelta metodologica dei privati si basa sul presupposto che tali postazioni, essendo fisicamente installate sulle strade, rimangono potenzialmente riattivabili e condizionano comunque la percezione e il comportamento dell'automobilista alla guida.

I tre pilastri del monitoraggio trimestrale

L'attività di analisi dell'Osservatorio si articolerà stabilmente su tre macro-aree tematiche volte a seguire le continue evoluzioni della mobilità italiana:
  • Aspetto normativo e legislativo: Un focus sull'evoluzione della disciplina regolamentata dall'articolo 142 del Codice della Strada, con particolare attenzione agli effetti applicativi della Riforma Autovelox e del Decreto ministeriale sul censimento nazionale.
  • Aspetto tecnico e logistico: Un monitoraggio costante della densità e della distribuzione geografica delle installazioni fisse e mobili sull'intera rete stradale italiana.
  • Aspetto sicurezza: La raccolta e l'incrocio dei dati statistici relativi ai tassi di incidentalità e mortalità, per valutare il reale impatto dei sistemi di controllo sulla riduzione dei sinistri.

Trasparenza e conformità al centro del dibattito

La nascita di un osservatorio dedicato si inserisce in un dibattito pubblico e giurisprudenziale particolarmente acceso in Italia, centrato sui temi della legittimità dei controlli, dell'omologazione dei dispositivi e del confine tra prevenzione stradale e finalità di prelievo fiscale da parte degli enti locali. L'iniziativa si propone di fare chiarezza aggregando dati oggettivi, mantenendo la tutela della sicurezza stradale come principio cardine del servizio.
Il documento integrale contenente i dati completi e le analisi dettagliate del primo trimestre può essere consultato e scaricato pubblicamente dagli utenti e dagli operatori di settore a questo indirizzo web.
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