Il caro benzina innesca la "scossa": boom di ricerche per le auto elettriche, frena il Diesel

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13 aprile 2026, 12.39
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Le recenti tensioni geopolitiche internazionali stanno ridisegnando le preferenze degli automobilisti italiani. A fronte di un costo dei carburanti in costante aumento dalla fine di febbraio – un rincaro che persiste nonostante il taglio delle accise di 24,4 centesimi al litro in vigore fino al 1° maggio 2026 – il mercato automobilistico registra una decisa virata verso le alimentazioni alternative. A farne le spese, in questa fase di transizione accelerata dai costi di gestione, è in primo luogo il motore termico tradizionale.

Il mercato dell'usato: l'elettrico supera le aspettative

L'incertezza economica legata ai rifornimenti si riflette in modo inequivocabile sui dati raccolti dal Centro Studi AutoScout24. L'analisi relativa al mese di marzo 2026 evidenzia un marcato cambio di rotta nelle ricerche effettuate dagli italiani sulla piattaforma:
  • +41% per le richieste di auto usate completamente elettriche rispetto a febbraio.
  • -3% per le ricerche di vetture alimentate a gasolio.
Ad incentivare l'interesse verso l'usato a zero emissioni contribuisce anche la stabilizzazione dei costi d'acquisto. A marzo, il prezzo medio di un'auto elettrica di seconda mano si è attestato intorno ai 27.780 euro, una cifra sostanzialmente invariata rispetto al mese precedente, ma in calo del 3,34% su base annua. Una contrazione che, unita al caro benzina, sta creando una finestra di opportunità per i potenziali acquirenti.

Le prospettive degli automobilisti: come cambierà la mobilità

Un sondaggio europeo condotto parallelamente da AutoScout24 dipinge un quadro chiaro sulle aspettative future dei guidatori: il 60% degli intervistati è convinto che i costi del carburante continueranno la loro parabola ascendente nel corso del prossimo decennio. Questa prospettiva sta già condizionando le potenziali scelte d'acquisto:
  • Il 29% si dice pronto a passare a un'auto ibrida in caso di ulteriori rincari.
  • Il 26% prenderebbe in seria considerazione l'acquisto di un veicolo 100% elettrico.
  • Un ulteriore 26% adotterebbe una strategia di rinuncia, limitando l'uso dell'auto agli spostamenti strettamente necessari ed evitando viaggi di piacere prolungati.
  • Solo il 15% dichiara che non modificherà le proprie abitudini di mobilità a prescindere dal prezzo alla pompa.
Per la fetta di automobilisti propensa al passaggio all'elettrico puro, le motivazioni sono strettamente legate al portafoglio e all'innovazione. Tra i fattori decisivi per l'acquisto (con risposte multiple), prevalgono gli incentivi finanziari (40%), seguiti da un prezzo d'acquisto più contenuto (37%). Il 36% degli utenti indica invece i progressi tecnologici e i minori costi di gestione quotidiana come veri e propri aghi della bilancia.

La convergenza dei dati di mercato

Il trend rilevato online trova un solido riscontro nei dati ufficiali del settore automobilistico italiano. Sergio Lanfranchi, portavoce del Centro Studi AutoScout24, sottolinea come la spinta verso l'elettrico abbia oggi una forte matrice economica: "A marzo abbiamo registrato un forte interesse da parte dei nostri utenti verso le auto elettriche: nessun'altra alimentazione ha mostrato una crescita altrettanto significativa. Questo suggerisce come tra i fattori che stanno spingendo gli italiani ci sia anche una componente economica".
Una dinamica confermata dai numeri istituzionali: le elaborazioni ACI sui passaggi di proprietà di auto elettriche usate segnano un +18,9% a marzo rispetto a febbraio, mentre i dati UNRAE relativi alle immatricolazioni del nuovo a zero emissioni registrano un incoraggiante +28,4%. Un segnale inequivocabile di come i fattori macroeconomici stiano accelerando, più di ogni altra campagna di sensibilizzazione, la transizione ecologica sulle strade italiane.
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