Cyber Tyre: abbiamo provato il pneumatico che parla con l'auto

Notizie
16 luglio 2026, 9.42
Cars in Display - Test Cars 6
Per la prima volta Pirelli ha aperto ai giornalisti il proprio programma di sviluppo del Cyber Tyre. Dal centro sperimentale di Vizzola Ticino ai test con Mercedes-AMG, Alfa Romeo Quadrifoglio e Pagani Utopia Roadster, ecco come funziona la tecnologia che punta a trasformare il pneumatico nel primo sensore dell'automobile e, domani, in un nodo della mobilità connessa.
Il pneumatico è l'unico componente dell'automobile che tè sempre a contatto con l’asfalto. Eppure, fino a oggi, era anche quello che comunicava meno con il resto della vettura. Da questa semplice considerazione nasce il Cyber Tyre, la tecnologia sviluppata da Pirelli per trasformare la gomma in un vero sensore capace di dialogare con l'elettronica di bordo.
Per capire come funziona non siamo rimasti seduti davanti a una presentazione. Pirelli ha aperto per la prima volta ai giornalisti il proprio programma di sviluppo, permettendo di seguire una giornata di test nel centro sperimentale di Vizzola Ticino, dove i pneumatici vengono sviluppati e validati insieme ai costruttori.

Vizzola, dove nasce il pneumatico del futuro

La prima cosa che colpisce è il contrasto tra il caldo estivo e una pista completamente allagata. L'acqua viene distribuita costantemente lungo il circuito non soltanto per simulare pioggia intensa e aquaplaning, ma anche per mantenere inalterate le condizioni di aderenza durante l'intera giornata. In questo modo il continuo passaggio delle vetture non modifica il grip depositando gomma sull'asfalto e ogni prova può essere confrontata con la precedente. È il principio alla base di qualsiasi attività di sviluppo: eliminare tutte le variabili possibili.

A bordo della Pagani Utopia Roadster

Cars in Display - Pagani 3 (1)
La giornata si apre con alcuni giri dell'intero circuito come passeggeri della Pagani Utopia Roadster, guidata da uno dei collaudatori impegnati nello sviluppo del progetto insieme a Pirelli.
In questo caso il Cyber Tyre resta sempre operativo. Non si tratta di un confronto tra due configurazioni, ma della dimostrazione del livello di integrazione raggiunto tra pneumatico, telaio ed elettronica.
Su una pista completamente allagata la Utopia Roadster sorprende soprattutto per la fiducia che riesce a trasmettere. Gli enormi pneumatici posteriori farebbero pensare a un comportamento delicato in presenza di tanta acqua. Invece la vettura rimane precisa, progressiva e sempre appoggiata all'asfalto, confermando quanto il lavoro svolto sul pneumatico sia determinante anche su una hypercar.

Le prove comparative

Cyber Tyre Demo - Test - ABS Braking 1
La parte più interessante della giornata inizia con le prove dinamiche.
Per gli esercizi vengono utilizzate due Mercedes-AMG e un'Alfa Romeo Quadrifoglio, ciascuna dedicata a uno specifico test. Il protocollo seguito dagli ingegneri è estremamente rigoroso. Ogni esercizio viene ripetuto due volte.
La prima con il Cyber Tyre disattivato, replicando il comportamento di una vettura tradizionale.
La seconda con il sistema attivo.
Vettura, pneumatici, velocità, percorso e condizioni della pista rimangono identici. È l'unico modo per valutare esclusivamente il contributo della tecnologia.

Dinamica e aquaplaning

Cyber Tyre Demo - Test - Aquaplaning 2
Il primo esercizio è dedicato alla dinamica del veicolo.
Con il Cyber Tyre disattivato la vettura si comporta come una moderna sportiva. Attivando il sistema il comportamento diventa più progressivo e prevedibile. Non perché cambi il livello di aderenza del pneumatico, ma perché l'elettronica dispone di informazioni molto più precise sul reale stato del contatto tra gomma e asfalto.
Lo stesso principio emerge nella prova dedicata all'aquaplaning.
Attraversando una profonda lama d'acqua il comportamento della vettura rimane sempre sicuro, ma con il Cyber Tyre attivo aumenta la precisione con cui i sistemi elettronici gestiscono la dinamica del veicolo.

Sei metri che fanno la differenza

La prova più significativa è quella della frenata. Al volante dell'Alfa Romeo Quadrifoglio si percorre un rettilineo completamente allagato fino a circa 110 km/h.
Gli occhi sono puntati sui coni che indicano il punto esatto in cui iniziare la frenata. Alla fine dell'esercizio i dati compaiono direttamente sul terminale installato nell'abitacolo.
Si torna al punto di partenza e si ripete tutto. Stessa vettura. Stessa velocità. Stesso punto di frenata. Questa volta, però, il Cyber Tyre è attivo. Il risultato sorprende. Lo spazio di arresto si riduce di oltre sei metri.
La prima reazione è pensare di aver frenato leggermente prima. Ma il GPS registra posizione, velocità e spazio di arresto eliminando ogni dubbio. Il punto di frenata è identico. La differenza è dovuta esclusivamente alle informazioni che il Cyber Tyre trasmette alla vettura.

Come funziona il Cyber Tyre

Il principio è semplice. Il pneumatico non aumenta il proprio grip. Rimane esattamente lo stesso. A cambiare è la quantità di informazioni disponibili. Il sensore integrato rileva in tempo reale parametri come pressione, temperatura e condizioni di esercizio, inviandoli ai sistemi elettronici dell'automobile.
ABS, controllo della stabilità e sistemi di assistenza alla guida possono così prendere decisioni utilizzando dati raccolti direttamente nel punto in cui pneumatico e asfalto entrano in contatto.
Test_Traction-003

Lo sviluppo continua

Gli ingegneri Pirelli insistono su un concetto. Il Cyber Tyre non rappresenta un punto d'arrivo, ma una piattaforma tecnologica destinata a evolversi.
L'obiettivo è aumentare progressivamente l'integrazione con gli ADAS di nuova generazione, fornendo ai sistemi di bordo informazioni sempre più dettagliate sul reale stato della strada. Ma il traguardo guarda ancora più lontano.
In futuro il pneumatico potrebbe dialogare non soltanto con l'automobile che lo equipaggia, ma anche con altri veicoli e con le infrastrutture, condividendo informazioni sulla presenza di acqua, ghiaccio o altre situazioni di pericolo. Una rete di dati che potrebbe contribuire ad aumentare ulteriormente il livello di sicurezza della mobilità.

Le nostre impressioni

La giornata di Vizzola Ticino ha mostrato soprattutto un cambio di prospettiva. Il Cyber Tyre non promette di sfidare le leggi della fisica e non trasforma un pneumatico in qualcosa di completamente diverso.
Fa qualcosa di più intelligente: permette all'automobile di conoscere con maggiore precisione ciò che accade nel suo unico punto di contatto con la strada.
È una differenza invisibile agli occhi, ma evidente sia nelle sensazioni di guida sia nei dati raccolti durante le prove. E considerando la direzione presa dall'industria automobilistica, è facile immaginare che quello visto oggi a Vizzola rappresenti soltanto il primo capitolo di una storia destinata a continuare.
loading

Loading