Come sta andando davvero Stellantis in questo 2026?

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13 luglio 2026, 12.23
stellantis mirafiori
Il colosso automobilistico archivia il secondo trimestre con 1,6 milioni di consegne globali (+10%). Il traino arriva dal Nord America e dai modelli low-cost in Europa, mentre pesano le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e la crisi economica argentina.
Per comprendere lo stato di salute di Stellantis nella metà del 2026, è necessario guardare oltre il dato aggregato positivo e analizzare la mappa geografica e industriale del gruppo. L'azienda guidata da Carlos Tavares ha pubblicato oggi le stime sulle consegne consolidate relative al secondo trimestre dell'anno (periodo chiuso al 30 giugno), registrando un totale di 1,597 milioni di unità, pari a un incremento del 10% rispetto allo stesso trimestre del 2025.
Il termine "consegne", specifica la nota ufficiale, indica i volumi di veicoli immessi nella rete di vendita, ai distributori o direttamente a flotte e clienti finali: si tratta del parametro fondamentale che determina la successiva rilevazione dei ricavi finanziari. Un'analisi dettagliata per macro-aree evidenzia un andamento fortemente polarizzato: a mercati in netta accelerazione si contrappongono aree penalizzate da fattori geopolitici e macroeconomici.

CONSEGNE CONSOLIDATE Q2 2026 (Migliaia di unità)

Europa Allargata [=======================================] 762 (+5%)
Nord America [======================] 445 (+38%)
Sud America [=============] 253 (-3%)
Medio Oriente/Africa [======] 121 (-3%)
Asia-Pacifico [=] 16 (0%)

Il boom del Nord America e il fattore novità

La performance più rilevante del trimestre è quella registrata in Nord America, dove le consegne sono balzate a 445 mila unità, segnando una crescita verticale del 38% (+122 mila veicoli su base annua). Il risultato è stato sostenuto dal massiccio rinnovo del portafoglio prodotti e dall'introduzione di nuove motorizzazioni.
Tra i modelli che hanno trainato la domanda figurano le versioni tradizionali e ad alte prestazioni dei pick-up Ram (come il Ram 1500 HEMI V8 e il TRX SRT), i SUV Jeep Grand Wagoneer e Grand Cherokee, e la monovolume Chrysler Pacifica. Il trimestre ha beneficiato anche del progressivo aumento dei volumi dei nuovi modelli Jeep Cherokee e Dodge Charger SIXPACK, oltre che delle attività logistiche di stoccaggio in vista delle programmate pause produttive estive degli impianti statunitensi.

Europa a due velocità: la spinta di Leapmotor e della "Smart Car"

In Europa Allargata, Stellantis consolida il primo mercato per volumi con 762 mila consegne (+5% su base annua). L'analisi interna al mercato europeo rivela tuttavia un profondo ricambio generazionale della gamma:
  • I successi della piattaforma Smart Car: I modelli accessibili basati sulla nuova architettura (Citroën C3 e C3 Aircross, Opel Frontera e Fiat Grande Panda) hanno generato un incremento di circa 41 mila unità, registrando un +51% rispetto al 2025. Nel segmento C si segnala anche l'apporto positivo della nuova Jeep Compass (+8 mila unità).
  • Il balzo di Leapmotor: Le consegne dei modelli elettrici del partner cinese (in particolare le vetture T03 e B10) gestiti da Stellantis sono aumentate di 25 mila unità, raggiungendo quota 33 mila complessive.
  • Il declino della vecchia generazione: Questo balzo in avanti è stato parzialmente frenato dalla contrazione fisiologica dei B-SUV della precedente generazione (Jeep Avenger, Fiat 600, Opel Mokka e Peugeot 2008), le cui consegne sono diminuite di circa 28 mila unità.

Geopolitica e macroeconomia frenano MEA e Sud America

I segni meno compaiono nelle restanti regioni globali, dove i fattori esogeni hanno impattato sui bilanci commerciali del gruppo.
In Medio Oriente e Africa (MEA), le consegne sono calate del 3% (121 mila unità). L'eccellente performance dell'Algeria (+8 mila unità, trainata dall'accelerazione di Fiat Doblò) e i moderati progressi del Marocco non sono bastati a compensare il forte rallentamento della Turchia (-8 mila unità per condizioni di mercato sfavorevoli) e, soprattutto, il dimezzamento (-50%) dei volumi nei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), fortemente condizionati dal perdurare del conflitto regionale.
In Sud America, il bilancio segna una flessione del 3% a 253 mila unità. In questo scenario, la solida crescita interna del mercato brasiliano (+21 mila unità grazie a un contesto macroeconomico favorevole) è stata vanificata dal collasso del mercato in Argentina, dove l'instabilità economica ha provocato una riduzione delle consegne di circa 25 mila veicoli.
Infine, l'area Asia-Pacifico si stabilizza sui medesimi livelli dello scorso anno, chiudendo il secondo trimestre del 2026 a quota 16 mila unità consegnate, confermandosi un mercato di nicchia per i flussi complessivi del costruttore.
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