Un'applicazione per smartphone è finita al centro di una
dura polemica istituzionale in Europa con l'accusa di incentivare la guida
pericolosa e l'alta velocità su strada pubblica. Si tratta di TripRank,
una piattaforma nata per tracciare i parametri di viaggio ma che, attraverso il
proprio sistema di calcolo, finisce per ricompensare e dare visibilità agli
automobilisti in base alle prestazioni raggiunte.
L'episodio che ha fatto scattare l'allarme riguarda un
utente "premiato" dalla piattaforma dopo aver toccato i 250 km/h
di velocità massima. Il caso ha spinto il ministro federale della Mobilità del
Belgio, Jean-Luc Crucke, a chiedere il ban dell'applicazione, avviando
un'analisi congiunta con il Ministero della Giustizia per valutare le
implicazioni legali di un software ritenuto contrario alle politiche di
sicurezza stradale.
Come funziona TripRank: telemetria da pista e classifiche social
L'applicazione, che registra oltre 250.000 download a
livello globale, non si limita al monitoraggio dei consumi o delle
distanze, ma si concentra sulla rilevazione di parametri dinamici spinti:
- Misurazione
delle accelerazioni: Calcolo dei tempi impiegati per scattare da fermo
da 0 a 100 km/h, ma anche da 0 a 200 km/h e fino a 300 km/h.
- Scontri
cronometrati su distanza: Rilevamento dei tempi di percorrenza sul
quarto di miglio e sull'ottavo di miglio.
- Analisi
delle forze di accelerazione: Registrazione della forza G in curva,
della potenza delle frenate e dei picchi di velocità.
- Gamification
e condivisione: Creazione automatica di schede riassuntive con le
proprie statistiche, pensate per essere condivise sui social network e per
scalare le graduatorie mondiali degli utenti più veloci.
I rischi per la sicurezza stradale e il quadro sanzionatorio
Pur non presentando contenuti esplicitamente illegali sul
piano formale, la struttura dell'applicazione viene giudicata dalle autorità
come un vero e proprio incentivo a trasgredire i limiti di velocita. L'andatura
eccessiva, spesso unita ad altre condotte a rischio, figura tra le prime cause
di incidenti mortali in Europa. In Italia, le norme fissate dal Codice della
Strada puniscono severamente il superamento dei limiti di velocità ed
equiparano qualsiasi sfida o competizione non autorizzata su strada pubblica al
reato di gara clandestina, prevedendo sanzioni pecuniarie elevate, la
sospensione della patente e la reclusione nei casi previsti dalla legge.