L'introduzione del CAI (Constatazione Amichevole di
Incidente) in formato digitale promette di snellire la burocrazia per gli
automobilisti italiani. Tuttavia, dietro a quella che si presenta come una
semplice e necessaria innovazione procedurale, si celerebbe una seria minaccia
per la concorrenza. A lanciare l'allarme è Federcarrozzieri, l'associazione
nazionale delle autocarrozzerie, che denuncia il rischio di una nuova e
massiccia "canalizzazione" dei sinistri a favore delle reti
convenzionate con le compagnie assicurative.
Il nodo delle piattaforme proprietarie
Il fulcro della questione sollevata dall'associazione
risiede nelle modalità pratiche di applicazione della nuova disciplina. Con
l'entrata a regime del CAI digitale, tutte le compagnie assicurative saranno
chiamate a dotarsi di applicazioni e piattaforme proprietarie per consentire la
compilazione del modulo via smartphone. Di conseguenza, il primo contatto
dell'automobilista subito dopo un incidente avverrà quasi sempre attraverso i
canali digitali della propria assicurazione.
Secondo Federcarrozzieri, è proprio in questa delicata fase
che si annida il pericolo maggiore. Nel momento immediatamente successivo a un
sinistro, il conducente si trova generalmente in una condizione di forte stress
emotivo e vulnerabilità, spinto dall'esigenza di risolvere il problema nel
minor tempo possibile. L'utilizzo di un'app gestita direttamente dalla
compagnia potrebbe orientare l'utente verso percorsi preimpostati, suggerendo o
incentivando la scelta di carrozzerie convenzionate attraverso la promessa di
iter burocratici semplificati, procedure più rapide o vantaggi economici.
La difesa della libera scelta
La preoccupazione principale dei riparatori indipendenti è
che il digitale si trasformi in uno strumento silente per limitare la
concorrenza, pur in totale assenza di obblighi legali. La normativa sul CAI
digitale, infatti, non introduce alcun vincolo per l'automobilista, garantendo
e tutelando il pieno diritto del danneggiato di scegliere liberamente e
affidare il proprio veicolo al carrozziere di fiducia.
Il presidente di Federcarrozzieri, Davide Galli, ha
delineato un quadro critico della situazione: "Il rischio concreto è che
il CAI digitale si trasformi nel più potente strumento di canalizzazione dei
sinistri mai introdotto nel mercato della riparazione auto". Galli ha poi
ribadito la necessità di mantenere separato il progresso tecnologico dalle
logiche di mercato: "La digitalizzazione della denuncia di sinistro non
deve diventare il pretesto per consolidare ulteriormente pratiche di canalizzazione
che limitano la libertà di scelta dell’automobilista e penalizzano il mercato
della riparazione indipendente".
La transizione digitale del settore RC Auto apre dunque un
nuovo fronte di dibattito, ponendo in diretta contrapposizione la naturale
evoluzione tecnologica delle procedure burocratiche e la necessaria tutela
della libera concorrenza nel settore delle riparazioni automobilistiche.