"La Ferrari deve puntare su Hamilton, Leclerc non ha mai costruito niente": le parole dell'ex pilota

Motorsport
24 giugno 2026, 10.08
Hamilton Leclerc 2026
La recente vittoria di Lewis Hamilton al Gran Premio di Barcellona ha innescato una serie di riflessioni sulle gerarchie interne alla Scuderia Ferrari. A intervenire nel dibattito ai microfoni di Sky Sports è stato l'ex campione del mondo Jacques Villeneuve, le cui recenti dichiarazioni stanno facendo discutere appassionati e addetti ai lavori nel paddock della Formula 1.

Le dichiarazioni di Villeneuve

Secondo l'ex pilota canadese, la scuderia di Maranello dovrebbe riconsiderare le proprie priorità, spostando il fulcro del progetto tecnico e sportivo sull'asso britannico. L'analisi di Villeneuve è severa nei confronti di Charles Leclerc: a suo avviso, il pilota monegasco avrebbe ottenuto "tutto troppo presto" al suo arrivo in Ferrari, trovando un ambiente già favorevole e non essendo mai riuscito, di fatto, a costruire una squadra attorno a sé.
Un'opinione netta, che si inserisce in un momento sportivo caratterizzato da tre fine settimana complessi per Leclerc, in contrapposizione con una fase di forma particolarmente brillante del sette volte campione del mondo.

Il peso della storia recente

Tuttavia, un'analisi imparziale delle stagioni passate offre una prospettiva più ampia per contestualizzare le parole di Villeneuve. Fin dal suo approdo in Ferrari nel 2019, dopo una solida stagione d'esordio in Sauber, Leclerc ha dimostrato un impatto tutt'altro che passivo all'interno del team.
Ripercorrendo il suo storico a Maranello emergono dati oggettivi: fin dalla sua prima stagione, Leclerc è riuscito a imporsi nel confronto diretto con Sebastian Vettel, all'epoca considerato il leader naturale e indiscusso della squadra. Dal 2020 in avanti, la Ferrari ha vissuto cicli tecnici altalenanti. In queste fasi di difficoltà, il monegasco ha rappresentato il riferimento principale, conquistando pole position e risultati spesso superiori al reale potenziale della monoposto. I prestigiosi successi ottenuti a Monaco e Monza nel 2024 confermano una leadership costruita in pista nell'arco di sette anni di militanza.

Nuovi equilibri a Maranello?

Non vi è dubbio che l'esperienza, la visione di gara e i sette titoli mondiali di Lewis Hamilton rappresentino oggi un patrimonio inestimabile per la Ferrari. Il suo adattamento alla vettura e la ritrovata competitività confermano la bontà della scelta fatta dai vertici di Maranello.
Eppure, gli analisti di settore ricordano come in Formula 1 la memoria tenda a essere breve. Valutare un definitivo ribaltamento delle gerarchie interne sulla base di tre Gran Premi appare un'analisi prematura, che non rende giustizia al percorso di un pilota che ha guidato la transizione della squadra nell'ultimo decennio. I veri cicli vincenti si valutano sul lungo periodo, e la gestione della convivenza tra questi due talenti sarà la vera sfida per la direzione sportiva del Cavallino.
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