Dalle voci di ritiro al sogno Mondiale, Hamilton gela i critici: "Pazzesco il voltafaccia delle persone"

Motorsport
10 luglio 2026, 16.43
lewis hamilton pilota ferrari che cammina con la tuta rossa e il casco lego giallo
In meno di un mese, il pilota britannico è passato dai presunti titoli di coda della sua carriera a essere indicato come pretendente all'iride. Un cambio di narrativa che l'inglese analizza con lucidità, mantenendo i piedi saldamente a terra insieme alla scuderia di Maranello.
In Formula 1, il confine tra il viale del tramonto e la vetta del mondo è spesso definito dal cronometro di poche gare. Ne è pienamente consapevole Lewis Hamilton, protagonista di un ultimo mese che ha visto l'opinione pubblica e gli addetti ai lavori esibirsi in una repentina inversione a U riguardo al suo futuro e al suo reale potenziale agonistico.

La risposta in pista: tre gare per cambiare la storia

Soltanto un mese fa, durante la conferenza stampa del Gran Premio di Montreal, il tema dominante attorno alla figura del fuoriclasse britannico riguardava un suo possibile e imminente ritiro dalle corse. Una narrazione che è stata rapidamente smantellata dall'inappellabile verdetto della pista. Nelle ultime tre uscite, infatti, Hamilton ha inanellato le sue migliori prestazioni al volante della Ferrari, conquistando due solidi secondi posti in Canada e a Monaco, per poi coronare la striscia positiva con il trionfo sul tracciato di Barcellona.
Questa sequenza di risultati ha innescato un ribaltamento mediatico immediato: le domande sul ritiro hanno lasciato il posto a speculazioni sulle reali chance del britannico di lottare attivamente per il campionato del mondo.

Il commento di Hamilton: distacco e pragmatismo

Intervistato ai microfoni di F1TV, il pluricampione non ha nascosto un certo stupore per la volubilità dei giudizi esterni, levandosi metaforicamente qualche sassolino dalle scarpe.
"Vedere il voltafaccia delle persone è stato pazzesco, come hanno cambiato idea rispetto a quello che dicevano prima", ha dichiarato Hamilton con la consueta schiettezza. Il pilota della Ferrari ha però precisato di non volersi lasciare condizionare dalle dinamiche dell'opinione pubblica, focalizzandosi sugli aspetti positivi del momento: "Non ci faccio molta attenzione. Per me ha significato l'amore dei tifosi e il modo in cui le persone hanno vissuto tutto questo insieme a me".
Sulle prospettive iridate, l'esperienza del sette volte campione del mondo detta la linea da seguire: "Ci sono già passato. So cosa devo fare e la strada è ancora lunga. Arriviamo a questo weekend pensando a questo weekend, non al campionato".

La linea condivisa con Vasseur: la Mercedes resta il target

L'atteggiamento pragmatico e misurato di Hamilton si allinea perfettamente con la gestione sportiva di Frederic Vasseur. All'interno del box del Cavallino Rampante, la parola d'ordine resta il realismo. Nonostante il rinnovato entusiasmo, la consapevolezza è che non esistano scorciatoie per il successo duraturo.
Entrambe le figure chiave della scuderia concordano sulla necessità di affrontare la stagione "un giorno alla volta", continuando a massimizzare le prestazioni senza voli pindarici. "Una cosa è avere un’opportunità, un’altra galvanizzare le truppe", si respira tra i vertici del team. L'obiettivo a breve termine non è il titolo, ma la rincorsa agli avversari diretti: la Mercedes viene tuttora considerata la vera squadra da battere. Il lavoro per colmare il divario e avvicinarsi al livello del team di Brackley richiederà l'impegno massimale di tutti i reparti, un'impresa ardua che, tuttavia, in Ferrari non viene considerata impossibile.
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