In meno di un mese, il pilota britannico è passato dai
presunti titoli di coda della sua carriera a essere indicato come pretendente
all'iride. Un cambio di narrativa che l'inglese analizza con lucidità,
mantenendo i piedi saldamente a terra insieme alla scuderia di Maranello.
In Formula 1, il confine tra il viale del tramonto e la
vetta del mondo è spesso definito dal cronometro di poche gare. Ne è pienamente
consapevole Lewis Hamilton, protagonista di un ultimo mese che ha visto
l'opinione pubblica e gli addetti ai lavori esibirsi in una repentina
inversione a U riguardo al suo futuro e al suo reale potenziale agonistico.
La risposta in pista: tre gare per cambiare la storia
Soltanto un mese fa, durante la conferenza stampa del Gran
Premio di Montreal, il tema dominante attorno alla figura del fuoriclasse
britannico riguardava un suo possibile e imminente ritiro dalle corse. Una
narrazione che è stata rapidamente smantellata dall'inappellabile verdetto
della pista. Nelle ultime tre uscite, infatti, Hamilton ha inanellato le sue
migliori prestazioni al volante della Ferrari, conquistando due solidi secondi
posti in Canada e a Monaco, per poi coronare la striscia positiva con il trionfo
sul tracciato di Barcellona.
Questa sequenza di risultati ha innescato un ribaltamento
mediatico immediato: le domande sul ritiro hanno lasciato il posto a
speculazioni sulle reali chance del britannico di lottare attivamente
per il campionato del mondo.
Il commento di Hamilton: distacco e pragmatismo
Intervistato ai microfoni di F1TV, il pluricampione
non ha nascosto un certo stupore per la volubilità dei giudizi esterni,
levandosi metaforicamente qualche sassolino dalle scarpe.
"Vedere il voltafaccia delle persone è stato pazzesco,
come hanno cambiato idea rispetto a quello che dicevano prima", ha
dichiarato Hamilton con la consueta schiettezza. Il pilota della Ferrari ha
però precisato di non volersi lasciare condizionare dalle dinamiche
dell'opinione pubblica, focalizzandosi sugli aspetti positivi del momento:
"Non ci faccio molta attenzione. Per me ha significato l'amore dei tifosi
e il modo in cui le persone hanno vissuto tutto questo insieme a me".
Sulle prospettive iridate, l'esperienza del sette volte
campione del mondo detta la linea da seguire: "Ci sono già passato. So
cosa devo fare e la strada è ancora lunga. Arriviamo a questo weekend pensando
a questo weekend, non al campionato".
La linea condivisa con Vasseur: la Mercedes resta il target
L'atteggiamento pragmatico e misurato di Hamilton si allinea
perfettamente con la gestione sportiva di Frederic Vasseur. All'interno del box
del Cavallino Rampante, la parola d'ordine resta il realismo. Nonostante il
rinnovato entusiasmo, la consapevolezza è che non esistano scorciatoie per il
successo duraturo.
Entrambe le figure chiave della scuderia concordano sulla
necessità di affrontare la stagione "un giorno alla volta",
continuando a massimizzare le prestazioni senza voli pindarici. "Una cosa
è avere un’opportunità, un’altra galvanizzare le truppe", si respira tra i
vertici del team. L'obiettivo a breve termine non è il titolo, ma la rincorsa
agli avversari diretti: la Mercedes viene tuttora considerata la vera squadra
da battere. Il lavoro per colmare il divario e avvicinarsi al livello del team
di Brackley richiederà l'impegno massimale di tutti i reparti, un'impresa ardua
che, tuttavia, in Ferrari non viene considerata impossibile.