L'alternativa dimenticata all'auto elettrica: il motore di 200 anni fa che non inquina

Tecnica
13 gennaio 2026, 16.21
Motore Stirling
Siamo abituati a pensare che l'unica alternativa ecologica ai motori tradizionali sia l'elettrico. Eppure, scavando nella storia dell’ingegneria, emerge una tecnologia che sembra uscita da un racconto di fantascienza, nonostante risalga a oltre due secoli fa. Un motore a combustione che non produce emissioni dirette e ha un’usura meccanica praticamente nulla.

Il genio di Robert Stirling: un’idea avanti di due secoli

Tutto inizia nel 1816, quando il reverendo scozzese Robert Stirling brevettò un motore capace di erogare circa 37 cavalli, una potenza sbalorditiva per l'epoca. A differenza dei propulsori a cui siamo abituati, il motore Stirling non brucia carburante all'interno dei cilindri.
Il suo segreto risiede nella semplicità: è un sistema a ciclo chiuso. Un gas (spesso aria o elio) si muove tra una zona calda e una zona fredda all'interno di tubi sigillati. Riscaldandosi e raffreddandosi ciclicamente, il gas si espande e si contrae, spingendo i pistoni e creando lavoro meccanico.

Perché è considerato il "motore perfetto"?

Le caratteristiche dello Stirling lo rendono, sulla carta, superiore a quasi ogni alternativa moderna:
  • Emissioni zero: Non essendoci combustione interna, se la fonte di calore esterna è pulita, il motore non emette gas di scarico.
  • Manutenzione minima: Poiché il fluido di lavoro non viene mai a contatto con l'ambiente esterno, non ci sono residui carboniosi o esplosioni violente. L'usura è quasi inesistente.
  • Efficienza estrema: La sua resa termica è teoricamente molto vicina al limite massimo possibile (il ciclo di Carnot).

L’ostacolo: perché non lo guidiamo oggi?

Se è così efficiente, perché le nostre strade non ne sono piene? Il problema risiede nella sostenibilità economica e pratica. Realizzare un motore Stirling capace di variare rapidamente la potenza (fondamentale per un'auto nel traffico) è estremamente complesso e costoso. Investire miliardi in una tecnologia del 1800, per quanto affascinante, viene considerato un rischio troppo alto dai grandi produttori già vittimi degli onerosi investimenti sull'elettrico che non hanno portato ai risultati sperati. 

Il futuro: la benzina diventerà un lusso?

Mentre riscopriamo queste tecnologie del passato, emerge chiaro quello che a oggi è l'unico orizzonte che sappiamo essere stato già deciso: quello del 2035. In questo articolo, se avessi ancora dei dubbi, ti spieghiamo cosa succederà tra 9 anni all'industria dell'auto europea. In breve: nonostante sia passata l'idea che verrà di nuovo liberalizzata la vendita di auto benzina e Diesel, come accade oggi, la realtà è decisamente un'altra. 
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