Abarth 600 termica, la soluzione è già in casa? Ecco quale motore dovrebbe avere

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13 gennaio 2026, 16.30
Abarth 600e dinamica front
Si spargono le voci riguardanti il ritorno di una Abarth con motore termico sul mercato: la più papabile per l'adozione di un motore termico sarebbe la Abarth 600, che potrebbe avere sotto il cofano una vecchia conoscenza del Gruppo Stellantis in versione totalmente termica.
Il nuovo corso completamente elettrico del marchio Abarth stenta a decollare. Le poche unità vendute nel corso del 2025 stanno portando i vertici della Casa dello Scorpione a rivedere i programmi per il futuro prossimo dello storico brand torinese. Dopo le voci riguardanti un possibile ridimensionamento del marchio in un più semplice allestimento delle vetture FIAT di partenza, si sta facendo largo una nuova voce, attesa da tutti gli appassionati: il ritorno delle Abarth termiche.
Dopo l’addio alla famiglia 595/695 a metà 2024, infatti, Abarth non ha più proposto modelli termici. Questo taglio netto rispetto al passato ha portato ad una spaccatura rispetto alla storia del marchio, da sempre legato all’elaborazione e alla personalizzazione di vetture termiche di grande produzione, come appunto la 500. Per questo, già nel corso del 2025 i vertici stessi di Abarth hanno ammesso di star pensando ad un clamoroso ritorno al passato, riproponendo modelli termici o ibridi a fianco dell’attuale gamma, formata dalle 100% elettriche 500e e 600e.
Se, però, l’attenzione è stata tutta sulla 500, forte del ritorno altrettanto clamoroso della FIAT 500 Hybrid con motore termico, sembra che sia la sorella maggiore, la 600, quella più vicina ad avere una versione termica.

Thorel, CEO Abarth: “I clienti non si identificano con gli attuali modelli elettrici”. Ecco l’alternativa

Negli scorsi mesi, dopo i risultati piuttosto deludenti delle vendite dei modelli elettrici di Abarth in Europa, il CEO del marchio torinese Gaetano Thorel aveva ammesso come questo nuovo corso non fosse in linea con l’anima del marchio e con i desideri dei clienti. I clienti non si identificano con gli attuali modelli elettrici, aveva dichiarato a novembre Thorel ai colleghi inglesi di Autocar. Tra le cose che mancano maggiormente, secondo il numero uno di Abarth, è la possibilità di personalizzare le proprie automobili, un elemento fondante dell’appeal Abarth nonché parte integrante di ciò che ha reso grande lo Scorpione.
“Chi acquista un’Abarth vuole modificarla con le proprie mani. Con le elettriche questo non è possibile”, ha sottolineato Thorel. L’idea di tornare indietro ai motori termici, però, non è così facile come sembra sulla carta. Non basta, infatti, inserire sotto il cofano il classico 1.2 tre cilindri turbobenzina: per rendere una compatta piccola una Abarth, infatti, servono potenza, sound e un certo carisma, che richiedono la presenza di un motore dalla potenza generosa. L’avvicinamento ad un modello più vivace c’è già stato sulla 600, che in versione FIAT ha lanciato, a fine 2025, la 1.2 Hybrid Sport, con sistema Mild Hybrid da 145 CV ed estetica più aggressiva, ma c’è di più.
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Negli ultimi giorni, infatti, si sta diffondendo una voce intorno agli ambienti vicini a Mirafiori che parlano dei piani per realizzare la Abarth 600 termica. Come mai lei? Rispetto alla 500, infatti, è realizzata sulla piattaforma CMP, un pianale che ha già accolto motori di medio-grandi dimensioni, come ad esempio il 1.5 quattro cilindri turbodiesel BlueHDi, risultando quindi perfetto per l’applicazione di un motore più grande. Il predecessore di questo pianale, poi, è il PSA PF1, una piattaforma che, sulla Peugeot 208 e sulla DS 3 ha accolto un motore noto agli appassionati, il 1.6 quattro cilindri turbo noto, fino al 2018, con il nome di THP.

Un motore collaudato per la nuova 600 Abarth? Le sfide del 1.6 EP6

Sarebbe proprio il 1.6 quattro cilindri dell’ex-Gruppo PSA ad essere il più indicato per questa applicazione, che sarebbe una prima assoluta all’interno della storia della piattaforma CMP. Dopo l’addio alla prima serie della 208 nel 2019, infatti, l’unico motore a benzina montato su vetture di segmento B è stato il 1.2 PureTech Turbo (esclusa l’adozione del 1.0 FireFly Turbo sulle Peugeot 208 prodotte in Brasile, in quanto il tre cilindri italiano è adatto all’utilizzo dell’etanolo E85, molto comune in Sud America).
Il 1.6 THP, oggi noto come EP6, è un motore molto longevo, nato nel 2006 da una collaborazione tra il Gruppo PSA e il Gruppo BMW. Dotato di fasatura variabile VANOS e turbina a geometria variabile, il motore Prince (questo il nome iniziale del progetto) è stato affetto, nei primi anni di produzione, da una serie di problemi di affidabilità congeniti, che hanno portato prima BMW e PSA a lavorare insieme per risolverli, per poi separarsi nello sviluppo, con BMW che ha lanciato i nuovi motori modulari B38 e B48 abbandonando il progetto.
Se BMW ha progressivamente interrotto la produzione del 1.6 di origine Prince (rinominato prima N13 e poi N18 nella famiglia di motori bavarese), PSA ha continuato a sviluppare il motore THP, introducendo nel 2014 una versione riveduta e corretta, con un’affidabilità decisamente migliorata e diverse applicazioni. Se, infatti, le versioni sportive da 208, 263 e 270 CV viste sulle Peugeot 208 e 308 GTI fino al 2020, il 1.6 EP6 è stato aggiornato per l’utilizzo sui modelli più grandi del Gruppo, con versioni da 180 CV su modelli come la Citroen C4 Picasso e la Peugot 3008 e, in variante da 225 CV, sulle DS 7, DS9 e Peugeot 508, in uso fino al 2023.
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In più, il 1.6 è ancora in produzione come powertrain termico sulle ibride Plug-In su base EMP/STLA Medium, come ad esempio la Peugeot 3008 Hybrid, Peugeot C5 X o Opel Astra Hybrid. Alla fine del 2025, infine, Stellantis ha annunciato del debutto di una versione ibrida non ricaricabile di questo motore per il mercato americano, con una potenza di oltre 200 CV e utilizzato su modelli come le Jeep Compass e Cherokee "americane". Questo quattro cilindri, quindi, sarebbe tranquillamente omologabile secondo le normative Euro 6E, in quanto è attualmente sul mercato in versione elettrificata. Avendo, inoltre, già una storia di motore prestazionale, una volta “liberato” dai suoi compiti di motore termico all’interno di un sistema ibrido potrebbe tornare a spingere una compatta sportiva.
Il risultato sarebbe una Abarth 600 che, verosimilmente, potrebbe avere tra i 225 e i 270 CV, con un sistema di doppio variatore di fase derivato dal Bi-VANOS di BMW, vecchio retaggio della collaborazione con la Casa bavarese. Le versioni più potenti, con 250 o più CV, erano poi dotate di pistoni forgiati Mahle, un monoblocco rivisto e una testata più robusta. Infine, il 1.6 EP6 ha dimostrato in diverse occasioni di essere un motore capace di sopportare anche più CV, con elaborazioni che l’hanno portato verso i 300 CV.
Rimane il dubbio sul cambio: un manuale su modelli di quella potenza è ormai fuori produzione dall’addio alla 308 GTI, arrivato 6 anni fa. I modelli termici con il 1.6 EP6 sono invece dotati del cambio automatico EAT 8 a otto rapporti, l’automatico Aisin dagli ingombri importanti. Le varianti ibride, invece, hanno un nuovo cambio automatico doppia frizione a 7 marce, all’interno del quale è però alloggiato il motore elettrico. Infine, sebbene lo spazio per il motore ci sia (come dimostrato dall’adozione sulla piattaforma CMP del motore 1.5 BlueHDI, dagli stessi ingombri), sarebbe una bella sfida adattarlo all’interno di un’auto da poco più di 4,10 metri. Al momento, si parla solo di voci, ma si sa: quando qualcuno parla, è perché c’è qualcosa da raccontare. Sarà questo il futuro del marchio Abarth? Sebbene non sia più un motore FIAT, la presenza di un quattro cilindri turbo scalderebbe di nuovo gli animi degli abarthisti.
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