Carrozzeria Maggiora. Innovazione e Stile

Storiche
26 giugno 2026, 8.30
Fiat Scia Maggiora (1993)
La storia della Carrozzeria Maggiora rappresenta uno dei pilastri fondamentali dell'industria automobilistica piemontese, un racconto che intreccia l'abilità artigianale con la visione industriale su larga scala. Tutto ebbe inizio nel lontano 1925, quando il fondatore Arturo Maggiora fece il suo ingresso nel dinamico settore dei componenti per automobili collaborando con la Martelleria Piemonte. Quello era un periodo di transizione epocale, in cui l'auto smetteva di essere un lusso per pochi per trasformarsi via via in un prodotto di massa, e Maggiora comprese fin da subito l'importanza di una specializzazione tecnica.
La sua ascesa professionale si consolidò nel 1930 attraverso l'associazione al 50% con Vittorino Viotti (altro grande nome della Carrozzeria italiana), una collaborazione che lo portò a ricoprire il ruolo di direttore della produzione all'interno della celebre carrozzeria. In quegli anni, la sua lungimiranza lo spinse a gestire anche la ILIA (Industria Lavorazione Lamiera Automobili), fondata nel 1933, un'azienda satellite dedicata alla produzione di laminati che si rivelò essenziale per il controllo della filiera produttiva.

L'indipendenza e la nascita della Martelleria Maggiora nel dopoguerra

Il secondo dopoguerra segnò l'inizio di una nuova era di indipendenza e crescita esponenziale. Nel 1946, durante la complessa fase di riorganizzazione post-bellica della Carrozzeria Viotti, nacque la Martelleria Maggiora. Inizialmente costituita come una società paritetica tra Arturo Maggiora e Vittorino Viotti, l'assetto societario mutò radicalmente nel 1949, quando la famiglia Maggiora decise di acquisire la totalità della proprietà, assumendo così il pieno controllo del proprio destino industriale. Sebbene la sede originale fosse ubicata a Torino, precisamente in via Monginevro 128, le ambizioni della famiglia resero necessario un ampliamento strutturale. Fu così che nel 1951 venne inaugurato un nuovo e imponente stabilimento nel sobborgo di Moncalieri, presso borgo San Pietro. Questo spostamento logistico permise alla martelleria di svincolarsi definitivamente dai vecchi accordi contrattuali e di espandere il proprio giro d'affari, attirando l'interesse di prestigiosi costruttori e designer. Tra le commesse più rilevanti di quel periodo spicca la collaborazione con la Carrozzeria Touring, per la quale Maggiora produsse le scocche di modelli leggendari come l'Alfa Romeo 2000 Spider e le sue raffinate fuoriserie su base Flaminia.
Fiat Scia Maggiora (1993)

L'era ILCA-Maggiora e la specializzazione nelle supercar internazionali

L'evoluzione societaria continuò nel 1960 con la trasformazione in Società per Azioni sotto il nome di ILCA-Maggiora, un marchio che divenne sinonimo di eccellenza costruttiva per le vetture ad alte prestazioni. Durante gli anni '60 e '70, l'azienda si distinse per la realizzazione delle scocche di alcune delle supercar più iconiche del mondo, tra cui spiccano le audaci De Tomaso Mangusta e Pantera, e la sofisticata Maserati Mistral. Non mancò l'attenzione per progetti più di nicchia, come la Fiat 850 Grand-Prix di Francis Lombardi, a dimostrazione di una versatilità tecnica senza pari.
Negli anni ’80 fu la volta delle esotiche Bitter SC, fino a quando la strategia aziendale si aprì a nuovi segmenti grazie a una massiccia commessa della SIP, l'allora compagnia telefonica di Stato, per la trasformazione della FIAT Panda nella iconica versione Furgonetta. Questo modello ebbe un successo tale che, a partire dal 1986, la Fiat stessa decise di inserirlo direttamente nella propria gamma ufficiale, consolidando il legame tra le due aziende. Il fondatore Arturo, rimasto una figura centrale fino ai suoi ultimi giorni, scomparve nel 1985, lasciando la guida operativa ai figli Bruno, Giuseppina e Vincenzo, che portarono l'azienda verso nuove sfide.
Fiat Scia Maggiora (1993)

Innovazione stilistica e il debutto nel mercato dei clienti finali

Verso la fine degli anni '80, la Maggiora tentò un'importante svolta strategica passando dal lavoro esclusivamente in conto terzi alla proposta di prodotti rivolti direttamente al pubblico. Nacquero così le versioni speciali di modelli popolari come la FIAT Panda e la Uno, come ad esempio: Panda 4x4 Cabrio (1988), Uno Spiaggetta (1988) e Uno Cabrio (1990). Oltre alle varianti puramente commerciali come la Panda Pick-up e Uno Van, l'azienda propose soluzioni innovative come la Panda Club, una particolare giardinetta che fondeva le caratteristiche della vettura passeggeri con il volume di carico della furgonetta. Non mancarono anche i prototipi come la Fiat Gobi (1984) su base Panda e la Halley (1985) su base Uno disegnata da Paolo Martin,
Gli anni '90 rappresentarono invece il culmine della sperimentazione estetica con la presentazione di diverse concept-car nei saloni internazionali. Tra queste meritano una menzione d'onore le tre varianti della FIAT Cinquecento del 1992 chiamate 995/TC e le due Birba, ma anche la potente Punto Grama 2 (1994), la Bravo 2400 HGT Granturismo (1996), la riuscita Barchetta Coupé (1996) disegnata in collaborazione col Centro Stile FIAT (due costruiti e uno conservato presso la Collezione Stellantis Heritage Hub a Torino), la Barchetta Trofeo (1996) e la sperimentale Armadillo su base Fiat Bravo (1996).
Nel 1991, l'azienda espanse ulteriormente la propria capacità produttiva rilevando una parte dello storico stabilimento Lancia di Chivasso, dove vennero allestite vetture leggendarie come la Lancia Delta Integrale Evo 3 e la Lancia K Coupé, oltre alla celebre FIAT barchetta prodotta a partire dal 1995.

Il concetto FIAT Scia come laboratorio di design nautico e tecnologico

Proprio lo sviluppo della barchetta è legato a uno dei prototipi più affascinanti dell'epoca: la FIAT Scia. Presentata al Motor Show di Torino del 1993, questa vettura fu concepita dai designer John Kinsey e Darren Caddes del Centro Stile Fiat con l'obiettivo di testare un linguaggio estetico radicalmente nuovo, fortemente ispirato al design nautico. La Scia presentava elementi rivoluzionari come gli specchi retrovisori sollevanti e un cruscotto futuristico a tre quadranti, dettagli che intendevano sorprendere il pubblico e anticipare le linee della futura roadster sportiva della casa torinese. La costruzione di questo concetto fu uno sforzo congiunto tra Ilcas e Maggiora, a testimonianza di come l'esperienza accumulata in decenni di lavorazione della lamiera potesse tradursi in forme d'avanguardia.
Sebbene la Scia fosse basata sulla piattaforma della FIAT Punto, la sua estetica audace servì come fondamentale banco di prova per il successo della barchetta, dimostrando che l'azienda era in grado di coniugare la progettualità dei centri stile con le necessità dell’ingegneria. Oggi è conservata presso la collezione Stellantis Heritage Hub a Torino.
Fiat Barchetta Coupè (1996)

Crisi industriale e il nuovo corso della Maggiora

Tuttavia, nonostante questi successi d'immagine, il nuovo millennio portò con sé una crisi profonda. Il progetto della microvettura a metano Citymagg Droll del 1998 (con meccanica a metano derivata dalla Fiat Seicento) non ottenne i risultati sperati e la cessazione della produzione della barchetta lasciò un vuoto produttivo che gli allestimenti speciali per gli enti pubblici non riuscirono a colmare.
Chiudendo l’avventura con la Lancia Granturismo Concept del 2002, nel 2003, la Maggiora fu costretta alla chiusura, segnando la fine di un'era per lo stabilimento di Chivasso, che venne poi rilevato dalla NCT del Gruppo Fontana. Fortunatamente, il patrimonio culturale e tecnologico del marchio non è andato disperso, poiché nel 2006 l'imprenditore Filippo Gemelli ha acquisito il nome e le attrezzature trasferendole a Carmagnola. Oggi, la rinata Maggiora opera come un centro di eccellenza a supporto dell'industria automobilistica moderna, offrendo competenze che spaziano dalla progettazione avanzata alla costruzione di modelli e prototipi, mantenendo viva la tradizione di una famiglia che ha contribuito a rendere grande il design italiano nel mondo.
loading

Le Più Lette

Loading