Che la
Dacia Sandero sia una delle auto più vendute in Italia non è un segreto: la compatta della Casa romena è infatti costantemente ai primi posti nelle classifiche di vendita in tutta Europa, ed è la preferita dei clienti privati. Il motivo di questo successo è tutto nella ricetta: la Sandero III ha uno stile piacevole, interni spaziosi per il suo segmento, motori moderni e la giusta quantità di tecnologia, il tutto al prezzo più basso tra tutte le automobili nuove.
Come tutti i progetti di successo, però, anche Dacia deve continuare ad evolvere e migliorare il suo prodotto di punta, così da alzare sempre un po’ l’asticella. Questo è quello che è successo con la Dacia Sandero 2026: il restyling di metà carriera della compatta di Segmento B ha cambiato lo stile esterno, rendendo la cinque porte romena più moderna e accattivante conservando i punti di forza della terza serie. Dentro, invece, spazio ad un nuovo display dell’infotainment, più moderno e completo, e ad un nuovo volante, più piccole migliorie che intendono colmare il gap con le rivali più giovani.
La grande novità, però, arriva dalla meccanica. Sempre realizzata sull’ottimo pianale CMF-B, la Sandero 2026 affianca a due motori confermati dalla precedente, il 1.0 SCe aspirato da 67 CV e il 1.0 TCe turbobenzina da 100 e 110 CV, due motori inediti per il modello. Il più atteso è il powertrain Full Hybrid visto sulla Jogger, il 1.8 Hybrid 155, che arriverà alla fine dell’anno, ma quello che avrà sicuramente più successo è il nuovo turbobenzina-GPL, l’ECO-G 120. Sotto il cofano, la nuova Sandero ospita il 1.2 tre cilindri turbo da 122 CV con doppia alimentazione benzina-GPL, più vivace di prima e disponibile, per la prima volta, con il cambio automatico.
Proprio questa è la versione che ho potuto mettere alla prova nel primo contatto della gamma Dacia nel Sud della Francia, scoprendo un’auto più vivace, ancora più completa e, seppur più costosa, con un rapporto qualità-prezzo ancora inarrivato dalle rivali. Scopriamo, allora, come va la Dacia Sandero Stepway 1.2 ECO-G 120 EDC Extreme.
Il prezzo parte da poco meno di 15.000 euro, la GPL da 16.800 euro
Arrivata alla fine del 2025, la Sandero 2026 ha introdotto diverse novità a livello tecnico, tecnologico e meccanico, senza che il prezzo si sia alzato esageratamente. Il prezzo di partenza, in realtà, è rimasto sotto i 15.000 euro per la versione d’accesso, la Streetway 1.0 SCe da 67 CV in allestimento Essential, che è passata dai 13.950 euro della variante uscente ai 14.800 euro dell’attuale Sandero 2026. La gamma a GPL, invece, cresce di qualche migliaio di euro: la versione base, la Streetway Essential, partiva infatti da 14.850 euro, mentre ora la più economica con il nuovo 1.2 da 120 CV (prima c’era il 1.0 da 100 CV) ha un prezzo base di 16.600 euro. Sono questi, quindi, i prezzi della Sandero 2026:
• Sandero Streetway 1.0 SCe Essential, 14.800 euro
• Sandero Streetway 1.0 SCe Expression, 15.800 euro
• Sandero Streetway 1.0 TCe 100 Expression, 16.800 euro
• Sandero Streetway 1.0 TCe 100 Journey, 17.800 euro
• Sandero Stepway 1.0 TCe 110 Expression, 17.700 euro
• Sandero Stepway 1.0 TCe 110 Extreme, 18.800 euro
• Sandero Streetway 1.2 ECO-G 120 Expression, 16.600 euro
• Sandero Streetway 1.2 ECO-G 120 Journey, 17.600 euro
• Sandero Streetway 1.2 ECO-G 120 Expression EDC, 18.200 euro
• Sandero Streetway 1.2 ECO-G 120 Journey EDC, 19.200 euro
• Sandero Stepway 1.2 ECO-G 120 Essential, 16.500 euro
• Sandero Stepway 1.2 ECO-G 120 Expression, 17.500 euro
• Sandero Stepway 1.2 ECO-G 120 Extreme, 18.600 euro
• Sandero Stepway 1.2 ECO-G 120 Expression EDC, 19.100 euro
• Sandero Stepway 1.2 ECO-G 120 Extreme EDC, 20.200 euro
Il prezzo della Sandero, quindi, supera per la prima volta i 20.000 euro di listino, sforando con la versione top di gamma che ho provato, la 1.2 ECO-G da 120 CV in versione Stepway con cambio automatico doppia frizione EDC a 6 marce e allestimento top di gamma Extreme. Sebbene idealmente alto per una Dacia, si tratta di un prezzo molto interessante per i contenuti che offre.
Di serie, infatti, la Stepway Extreme ha fari full LED anteriori e posteriori, mantenitore di corsia, Cruise Control, cerchi in lega da 16 pollici, clima automatico, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, retrocamera posteriore, infotainment da 10,1 pollici con Apple CarPlay e Android Auto, quadro strumenti digitale da 7 pollici, vetri posteriori scuri e sedili completamente regolabili. Sulla top di gamma Extreme, poi, ci sono anche il volante e i sedili riscaldati.
L’esemplare che ho provato, poi, ha in più il colore Giallo Ambra metallizzato (700 euro), il pacchetto Driving con retrovisori elettrici, fari automatici, sensori di parcheggio a 360 gradi e telecamere anch’esse a 360 gradi (550 euro) e il Pack Navigation Plus, con navigatore proprietario realizzato da Here e il caricatore wireless per lo smartphone (600 euro), e il prezzo arriva a 22.100 euro. Troppi per una Sandero? Sicuramente non è più la low-cost di una volta, e si è imborghesita nello stile e nella dotazione. Visti i listini delle rivali e, soprattutto, i contenuti, questa Sandero offre tanto a meno di 25.000 euro, una cifra che, oggi, sembra quella minima per un'auto sufficientemente moderna.
Com’è fatta, dentro e fuori: nuovo frontale, nuovo volante, nuovo infotainment
Rispetto alla terza generazione lanciata nel 2020, la Sandero 2026 è cambiata nel frontale, che ha guadagnato una mascherina con motivo a pixel e che adatta meglio il logo Dacia bianco al centro. Nuovo anche il paraurti, con una presa d’aria più grande, mentre anche i fari sono stati rivisti, e hanno una firma luminosa a LED a tre punti più moderni e raffinati. Lateralmente è rimasta sostanzialmente invariata, con una lunghezza di 4,10 metri e la presenza dell’assetto rialzato della Stepway.
Proprio quest’ultima adotta la plastica riciclata nei passaruota e negli inserti dei paraurti, con i puntini “a vista” del materiale riciclato, mentre in coda la Stepway cambia visivamente rispetto alla Streetway aggiungendo una barra nera adesiva che unisce visivamente i due fari a LED, anch’essi rivisti nella firma luminosa e nella lente, ora trasparente. Nonostante le modifiche siano poche, riescono a dare una nuova presenza su strada alla più economica compatta del mercato, che ora sembra più curata e matura.
Salendo a bordo, ci sono grandi conferme, come i materiali rigidi sostanzialmente dappertutto. Allo stesso tempo, però, troviamo anche dei rivestimenti rivisti, come quelli in tessuto tecnico della Stepway Extreme che, da questo primo contatto, sembrano essere più traspiranti in situazioni di sole (i precedenti, sotto il sole, potevano diventare poco confortevoli). Nuovo anche il volante, che abbandona le brutte quattro razze di prima per adottare un ben più piacevole tre razze derivato dalle sorelle maggiori Duster e Bigster. Dietro il volante, poi, trova posto un display digitale da 7 pollici del quadro strumenti, un po’ piccino ma valido per l’utilizzo quotidiano.
Si conferma ottimo, invece, il sistema di infotainment da 10,1 pollici, al debutto sulla Sandero ma identico a quello visto sulle sorelle maggiori. Rapido, completo e intuitivo da usare, ha un’interfaccia più pulita e semplificata rispetto ai modelli Renault che lo adottano come, ad esempio, la nuova Clio o la R5, andando così a convincere anche chi cerca un’auto più analogica. Ci sono Apple CarPlay e Android Auto wireless di serie, mentre non mancano gli ottimi comandi fisici per il clima automatico, di qualità e ben fatti. Ottimo lo spazio davanti, con una posizione di guida alta ma piuttosto distesa, mentre dietro è tra le compatte di Segmento B più ariose. Bene anche il bagagliaio, da 328 litri in versione ECO-G benzina-GPL.
Il 1.2 ECO-G cambia le regole: 120 CV, (anche) automatica e con 100 litri di capacità totali
Proprio il powertrain benzina-GPL è il più interessante di questo restyling della Sandero, che guadagna in brio, potenza e comodità d’utilizzo, il tutto con emissioni più basse. Realizzata sempre sul pianale CMF-B, la Sandero non è stata modificata troppo a livello di sospensioni, telaio o dinamica di guida, adottando sulla versione bifuel un motore più potente e moderno.
Il 1.0 TCe precedente da 100 CV è stato molto apprezzato per via della sua comprovata robustezza, per la buona schiena che propone e per l’efficienza di ottimo livello, ma questo 1.2 alza l’asticella a livello di prestazioni e usabilità. Si tratta, sostanzialmente, dello stesso tre cilindri che abbiamo già visto sulle sorelle maggiori Duster e Bigster, in versione specifica per l'utilizzo a GPL. L’impianto, installato da Dacia, ha anche un serbatoio del GPL più grande, da 50 litri effettivi: insieme ai 50 litri di benzina, porta la capacità totale nei due serbatoi a ben 100 litri, che sulla carta possono portare ad un’autonomia di oltre 1.500 km, e 1.300 km reali.
Grandi miglioramenti anche dal punto di vista delle prestazioni. Sebbene, infatti, questo nuovo 1.2 abbia gli stessi consumi a GPL (14,7 km/l, il precedente 1.0 arrivava a 14,9 km/l), ora i CV in più sono 22, passando da 100 a 122, e la coppia sale da 170 a 200 Nm. Con il cambio manuale a 6 marce, le prestazioni sono davvero vispe, passando dai precedenti 12 secondi a 10,1 secondi per la Streetway nel classico 0-100 km/h. L’ultima novità riguarda il cambio: al classico manuale, infatti, si affianca il cambio automatico doppia frizione EDC a 6 marce, che sostituisce il precedente CVT ed è disponibile solo con l’impianto a GPL. Con l’EDC a bordo, la Sandero diventa anche più vispa: la Stepway, più alta di 3,8 cm rispetto alla Streetway, scatta infatti da 0 a 100 km/h in 10,0 secondi netti, il tutto con 111 grammi di CO2 emessi al km.
Come va la Sandero 1.2 ECO-G automatica? Rapida, comoda e razionale, ma non è perfetta
Leggendo la scheda tecnica, l'accoppiata tra la Sandero e il 1.2 ECO-G dovrebbe essere perfetta per l’Italia: i costi di gestione bassi del GPL si sposano con un’auto più vivace, più versatile e con il comfort in più del cambio automatico. Per scoprire se è davvero così, l’ho messa alla prova in Provenza, nel Sud della Francia, per scoprire se e quanto è migliorata rispetto a prima.
Tra le note liete che restano nel progetto, troviamo un assetto ben fatto sulla Stepway, che è morbida sulle buche ma senza avere troppo rollio in curva, consentendo di avere un buon comportamento dinamico. La visibilità, poi, è buona (anche grazie al sistema di telecamere a 360 gradi), i freni sono ben modulabili e lo sterzo è leggero e non troppo diretto, ma ha la giusta precisione.
Se si alza il ritmo, la Sandero offre un’ottima tenuta di strada, ma le sospensioni diventano più cedevoli e lo sterzo poco comunicativo fanno capire che predilige le andature più tranquille, emergendo anche un certo sottosterzo nelle curve prese fin troppo allegramente. Questo, ora, è anche più facile vista la verve del nuovo motore.
Il nuovo 1.2 è leggermente più silenzioso del precedente 1.0 (sebbene abbia un suono meno piacevole, complice l’avvertibile suono del cambio automatico EDC quando si alzano i giri), ed è più fluido, regolare e ha smussato il picco di coppia che, sul vecchio 1.0, si faceva vedere a 3.000 giri totalizzando l’esperienza di guida. Questo 1.2 ha ancora uno “scalino” avvertibile sempre intorno ai 2.500-3.000 giri, ma l'erogazione è più pastosa, e il "salto è meno avvertibile nella guida tranquilla, emergendo soprattutto quando si chiedono le massime prestazioni.
Vivace e con un ottimo tiro fin dal basso e fino a circa 5.500 giri, che non serve superare in quanto la spinta si riduce parecchio (la zona rossa inizia, infatti, a 5.000 giri, con il limitatore posto a 6.500 giri), il 1.2 è unito ad una versione del cambio EDC più tranquilla e “posata”. Rispetto ad altre applicazioni, infatti, qui il doppia frizione è tarato per essere il più fluido e inavvertibile possibile: in modalità automatica, le cambiate sono quasi impercettibili, con ben poca attesa nelle cambiate, veloci e fluide, e una ottima guidabilità alle bassissime velocità, facendo a meno della risposta brusca che, spesso, i doppia frizione hanno.
Allo stesso tempo, però, non bisogna aspettarsi un doppia frizione rapido e pronto nelle cambiate in modalità manuale. Sebbene, infatti, sia possibile cambiare manualmente usando i paddle, la Sandero ECO-G perde mordente, con cambiate veloci ma in ritardo rispetto all’input della paletta non tanto in salita, quando in scalata di marcia. Si tratta, quindi, di una modalità manuale da utilizzare in discesa o quando serve il freno motore, non tanto per aumentare il piacere di guida.
In generale, questo Model Year 2026 ha consegnato al mercato una Sandero più completa e credibile che mai. Non sarà di certo un’auto da apprezzare in un percorso misto pieno di curve, né la più comoda e silenziosa in autostrada, ma è un’auto completa, piena e versatile, a suo agio in ogni situazione. Con questo nuovo 1.2, poi, le prestazioni sono davvero valide e vivaci, e permettono di avere uno spettro di utilizzo ancora più ampio rispetto al passato. Il prezzo è aumentato, è vero, ma con lui anche i contenuti: ora snobbarla come una “semplice” auto economica non è solo inutile, ma è diventato sbagliato.